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Un mondo alla rovescia. Al posto che sciare, d’inverno i norvegesi fanno il bagno nei fiordi. Il 2 gennaio nell’ovest della Norvegia il termometro ha raggiunto 19 gradi, temperatura da record per il primo mese dell’anno.
“Di solito la gente sciava in questo periodo. Adesso invece la si vede passeggiare per le vie del centro in t-shirt”. Lo racconta Yvonne Wold, sindaca del comune norvegese di Rauma, dopo aver fatto un tuffo nelle acque dei fiordi. Giovedì 2 gennaio è stato il giorno invernale più caldo nella storia del Paese scandinavo: a Sunndalsøra, infatti – che si trova sulla costa occidentale, circa 500 chilometri sopra Oslo –, sono stati registrati 19 gradi centigradi. Una temperatura che persino d’estate si sperimenta raramente, ma in questo periodo è oltremodo anomala, considerando che solitamente la colonnina di mercurio scende sotto lo zero. Per fare un paragone, a Palermo il 2 gennaio c’erano 16 gradi.
Secondo gli esperti dell’Istituto meteorologico norvegese, che hanno reso nota la notizia, l’insolita mitezza del clima è dipesa dal caldo vento di föhn. Sebbene le temperature siano poi nuovamente calate, le analisi a livello macroscopico indicano che l’inverno in Norvegia si sta inesorabilmente accorciando di 14-30 giorni.
Norway has not only broken its highest #winter (Dec-Jan-Feb) temperature record today, but the 19.0C recorded at Sunndalsøra is also the highest winter temperature on record for all of Scandinavia pic.twitter.com/jR9B90beOB
— Matt Taylor (@MetMattTaylor) January 2, 2020
Nel mese di luglio, i corpi senza vita di duecento renne sono stati rinvenuti sulle Isole Svalbard, e gli scienziati ritengono siano morte di fame per colpa dei cambiamenti climatici, che avrebbero reso meno accessibili i licheni di cui gli ungulati sono ghiotti. Sempre nei mesi estivi, le fiamme hanno divorato migliaia di ettari di foreste in Groenlandia, Siberia, Alaska e Canada – ad Alert, l’insediamento abitato più a nord del mondo, il termometro ha raggiunto l’incredibile valore di 21 gradi. Sono solo alcuni esempi di come nell’Artico, dove la temperatura sta salendo più velocemente che nel resto del Pianeta, gli effetti del riscaldamento globale siano totalmente visibili.
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È appena iniziato il 2020, e con esso il decennio per il clima, com’è stato definito da molti. Un decennio da cui dipende l’eternità. Un aumento della temperatura di due gradi è ormai inevitabile, tanto che forse Yvonne Wold potrà continuare a fare il bagno nei fiordi anche d’inverno. Ma dobbiamo assolutamente impedire che la febbre del Pianeta salga ulteriormente, altrimenti nessuno potrà imitarla perché di quei fiordi non resterà che il ricordo.
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