L’Agenzia internazionale dell’energia spiega che nel 2025 le emissioni di metano sono state pari a 580 milioni di tonnellate.
Ad Alert, nel Canada settentrionale, la temperatura ha raggiunto 21 gradi: non era mai successo. Nel frattempo, l’Alaska e la Siberia sono flagellate dagli incendi.
Alert, in Canada, dista soltanto 817 chilometri dal polo Nord. È l’insediamento abitato più settentrionale del mondo: ci vive una sessantina di persone, in base all’ultimo censimento del 2016. Il mare è solitamente ricoperto dal pack, uno strato di ghiaccio galleggiante. Da metà ottobre a fine febbraio il sole non appare all’orizzonte. “In realtà non è così terribile: non siamo gli unici lavoratori che d’inverno entrano in ufficio quando non c’è ancora luce ed escono quando è già buio”, scherza Byron Felske, che ha vissuto nel paesino per un anno.
Descritto così, Alert non sembra un posto molto accogliente. Eppure, domenica 14 luglio c’erano 21 gradi: una temperatura così alta non era mai stata registrata prima. Lo ha confermato Environment Canada, il dipartimento del governo canadese che si occupa di ambiente e cambiamenti climatici.
Nemmeno a Victoria, città famosa per le sue temperature miti, faceva così caldo quel giorno. Alert sta vivendo un’ondata di calore senza precedenti, causata da un flusso di aria tiepida proveniente da sud che alimenta un anticiclone sulla Groenlandia – proprio dov’è stata fotografata una muta di cani da slitta correre nell’acqua anziché sul ghiaccio.
21C at a place called Alert in Nunavut, Canada on Sunday. Whilst that may not sound remarkable, it’s actually the highest temperature recorded so close to the North Pole. ?️ pic.twitter.com/mcEerLxBn0
— BBC Weather (@bbcweather) 15 luglio 2019
In tutto l’Artide l’estate si sta dimostrando particolarmente calda. “In base ai nostri modelli, è qualcosa cui dobbiamo abituarci. E non possiamo negare che parte della responsabilità sia del riscaldamento globale”, spiega David Phillips, climatologo di Environment Canada.
L’Alaska – dove per la prima volta il 4 luglio la temperatura ha superato i 30 gradi – e la Siberia stanno letteralmente bruciando. Nelle ultime sei settimane sono stati rilevati oltre cento incendi al Circolo polare artico, dalla Noaa e dal Programma di osservazione della Terra dell’Unione europea. Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale si tratta di “un evento senza precedenti”, che ha già causato l’emissione nell’atmosfera della stessa quantità di CO2 prodotta dalla Svezia in un anno.
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