Così entro il 2050 il fabbisogno d’energia dell’Italia sarà coperto solo da rinnovabili

Studio del Cnr di Palermo e Firenze: i 32 miliardi l’anno da investire per un’Italia 100 per cento rinnovabile potranno provenire dai risparmi sui combustibili fossili. Sole e vento le fonti rinnovabili principali.

Due team di ricerca, guidati dai ricercatori del Cnr Mario Pagliaro dell’Ismn -Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati di Palermo e Francesco Meneguzzo dell’Ibim di Firenze, hanno completato uno studio secondo cui l’Italia entro il 2050 potrà soddisfare il suo intero fabbisogno energetico grazie al solo apporto delle energie rinnovabili. Il processo di transizione potrebbe essere peraltro obbligato e inevitabile, e i suoi costi sarebbero assorbiti dall’evoluzione tecnologica e dalle nuove dinamiche.

I risultati della ricerca vengono presentati il 4 ottobre a Roma durante il convegno ‘Italo Globali – Protagonisti nel mondo’ organizzato da Gabriele Caramellino e dal cofondatore dell’lntergruppo parlamentare Innovazione Antonio Palmieri, il cui programma s’incentra proprio sui primati tecnologici e d’innovazione di cui l’Italia può già vantarsi nel mondo.

Lo studio ha identificato innanzitutto le tecnologie più vantaggiose su cui puntare, poi ha quantificato costi e ritorni economici. Non è solo una simulazione teorica. Il suo realismo è suffragato dal fatto che Mario Pagliaro è stato anche presidente dell’Amg Energia, l’azienda che gestisce gli impianti di illuminazione e la rete metano della città di Palermo.

“Il fabbisogno elettrico complessivo dell’Italia – riferisce Pagliaro a La Sicilia – entro il 2050 crescerà dagli attuali 315 a 730 miliardi di KWh: molto probabilmente, funzioneranno a elettricità anche i trasporti e la produzione di calore per edifici civili e industrie”.

Lo scenario prevede una graduale e inesorabile sostituzione delle vecchie centrali termoelettriche, inquinanti e vetuste, con i ben più attuali e avveniristici impianti fotovoltaici ed eolici. Secondo il ricercatore siciliano “l’Italia dovrebbe far crescere di 16 volte il parco solare fotovoltaico, cioè passare dagli attuali 19 a 310 GW, e di 21 volte il parco eolico, da 9 a 190 GW”.

L'Italia dovrebbe far crescere di 21 volte il proprio parco eolico.
L’Italia dovrebbe far crescere di 21 volte il proprio parco eolico.

“Noi abbiamo scelto un approccio realistico – spiega Francesco Meneguzzo – anzi, abbiamo perfino adottato lo scenario ‘peggiore’, ovvero assumendo il rapporto attuale tra costi e investimenti per le due fonti principali, il sole e il vento. Ma continuando così la curva d’apprendimento economico, che prevede ancora importanti diminuzioni dei costi degli impianti rinnovabili almeno fino al 2020-2025, l’investimento si potrebbe ridurre considerevolmente, in prospettiva 2050. E ancora, per lo stoccaggio d’energia abbiamo preso in considerazione le performance attuali delle batterie di amidi, a zucchero, biomassa, energia cellulosica, ma sicuramente le tecnologie di stoccaggio già tra qualche anno progrediranno, migliorando le prestazioni attuali o introducendo nuovi materiali. E chissà cosa ci darà la ricerca tra venti o trent’anni. Siamo stati prudenti perfino nel prevedere i risparmi sui combustibili fossili, l’interscambio sia con l’estero che tra veicoli. D’altro canto questa è la via, non esistono alternative, è inevitabile. Occorre energia abbondante, economica, disponibile”.

I numeri e le tecnologie necessarie per l’Italia 100 per cento rinnovabile

Il 34% della nuova potenza solare necessaria si potrebbe ottenere dalla solarizzazione degli edifici già esistenti, il cui potenziale produttivo è di 126 miliardi di KWh. Le simulazioni indicano poi che 550 dei 730 miliardi di KWh necessari andranno accumulati, in modo da far fronte alla naturale intermittenza della generazione di energia dal sole e dal vento.

Rinnovabile sarà anche la tecnologia di accumulo dell’energia, stoccata in modo semplice e a costi contenuti in accumulatori di nuova generazione, basati su materiali naturali, rinnovabili, a bassissimo costo. A titolo d’esempio, viene citata la tecnologia sviluppata fra Cina e Usa da Percival Zhang e presentata al Sunec di Palermo: da zucchero e carboidrati, attraverso enzimi e fotosintesi, l’anidride carbonica viene convertita in polisaccaridi che agiscono come portatori di idrogeno dall’elevatissima densità di energia, 4.700 Wh per kg, a fronte dei 150-200 delle attuali batterie al litio.

I 32 miliardi l’anno da investire verranno dai risparmi di combustibili fossili

Per passare dal termoelettrico alle rinnovabili serviranno 32 miliardi di euro di investimenti l’anno a costi attuali. Ma tutti sanno che i prezzi degli impianti fotovoltaici sono in discesa da anni. Oggi il prezzo di vendica di un kilowatt fotovoltaico è crollato a 3 centesimi di dollaro. Con le energie rinnovabili già nel solo 2015 si sono risparmiati 35 miliardi di euro grazie al minore acquisto di carburanti fossili (carbone, petrolio e gas). Poiché i veicoli andranno sempre più a elettricità e gli edifici saranno sempre più solarizzati la transizione, secondo i ricercatori del Cnr, sarà autofinanziata. Grazie al sole, al vento, ai veicoli elettrici e… un po’ di zucchero.

Grazie a: Stefano Carnazzi

Articoli correlati