Con le rinnovabili energia elettrica a 800mila famiglie nelle Filippine

La modernizzazione del settore energetico nelle piccole isole delle Filippine potrebbe garantire elettricità 24 ore al giorno a 800mila famiglie e far risparmiare 200 milioni di dollari l’anno.

200 milioni di dollari risparmiati e garanzia di accesso all’elettricità a 800mila famiglie. Sono i vantaggi che le Filippine potrebbero avere ogni anno se sostituissero con le rinnovabili i generatori a diesel che oggi sono la fonte principale per la produzione di elettricità nelle piccole isole del Paese. È questa l’indicazione che emerge da un nuovo rapporto pubblicato congiuntamente dall’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa) americano e dall’Institute for Climate and Sustainable Cities (Icsc) che ha sede a Quezon City, vicino a Manila.

La bassa affidabilità dei combustibili fossili in un territorio complesso

Le Filippine sono una nazione arcipelago formata da più di 7mila isole, per lo più inaccessibili alle grandi infrastrutture di rete elettrica. Per gli abitanti di molte di queste isole agganciare la rete principale attraverso cavi sottomarini è economicamente irrealizzabile. Per sopperire questa mancanza, ogni piccola isola si è dotata di mini reti alimentate da generatori a petrolio, trasportato sulle isole dalle navi cargo. A causa della mancanza di economie di scala, la produzione elettrica di questi piccoli impianti alimentati a olio combustibile è notoriamente molto costosa rispetto al resto del Paese. A questo si sommano i frequenti blackout che interrompono la fornitura elettrica nelle case e nelle attività commerciali che a vote rimangono senza corrente per tutta la giornata. L’analisi ha calcolato che solo il 10 per cento circa delle 233 piccole isole può usufruire dell’elettricità per 24 ore al giorno, mentre per più del 70 per cento la disponibilità si abbassa a meno di otto ore al giorno. Per non parlare poi degli impatti sull’ambiente generati dalla piccole centrali a gasolio.

Accessibilità e affidabilità: le garanzie delle rinnovabili

Nel rapporto di Ieefa e Icsc emerge un quesito importante: “che senso ha per il governo filippino continuare a percorrere la strada dell’impiego di generatori che utilizzano combustibili fossili – per altro costosi e inquinanti – importati da altri Paesi?” Certamente è più conveniente cercare di modernizzare il settore elettrico utilizzando un mix di solare, eolico e altre rinnovabili. Un rinnovamento che potrebbe assicurare una maggiore accessibilità all’elettricità a tutte le 800mila famiglie delle diverse isole, oltre che garantire un servizio affidabile e continuativo della fornitura elettrica anche alle piccole attività commerciali e turistiche che hanno sede nelle isole. Una soluzione che potrebbe essere una buona scommessa per il futuro anche dal punto di vista dei costi, data la sempre maggiore convenienza delle tecnologie pulite e i progressi tecnologici continui nel settore delle rinnovabili e dello stoccaggio di energia.

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In molte isole delle Filippine l’energia elettrica non è garantita 24 ore su 24. © Chris McGrath/Getty Image

Investimenti privati per trasformare il sistema energetico

Secondo le conclusioni del lavoro di ricerca, nelle piccole isole delle Filippine è possibile avviare una transizione verso l’energia rinnovabile, anche abbastanza rapida. Le piccole reti dell’isola rappresentano un’opportunità ampiamente trascurata dagli investitori. Le rinnovabili – solare ed eolico in primis – e adeguati sistemi di stoccaggio potrebbero facilmente sostituire la generazione a diesel. Si tratterebbe di una trasformazione che richiederebbe almeno un miliardo di dollari di investimenti privati nei primi 5 anni ma che potrebbe avvenire senza alcun sostegno finanziario da parte del governo filippino. Ma la questione cardine rimane quella politica, quanto il governo nazionale delle Filippine vuole puntare sulla transizione energetica a favore delle rinnovabili?

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