Investimenti sostenibili

Agenda 2030, imprese e finanza firmano il primo manifesto italiano

Nel giorno in cui Donald Trump annuncia il suo “no” all’accordo di Parigi, in Italia imprese e finanza stringono un’alleanza per l’Agenda 2030.

Mentre Donald Trump annuncia l’uscita dall’Accordo di Parigi, suscitando lo scalpore e la preoccupazione della comunità internazionale, dall’Italia arriva un messaggio ben più confortante per il futuro del Pianeta. Per la prima volta in assoluto, il mondo delle imprese e quello della finanza decidono di stingere una vera e propria alleanza per l’Agenda 2030, impegnandosi a lavorare insieme per gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdgs).

Un manifesto per l’Agenda 2030

Informare le imprese e le persone sulle caratteristiche dell’Agenda 2030 e degli Sdgs; promuovere l’innovazione sostenibile dei modelli di business dei propri associati; mettere in relazione le imprese italiane con gli altri attori (pubblici, privati e no profit) che operano nel campo dello sviluppo sostenibile; promuovere la finanza responsabile che rispetti i criteri ambientali, sociali e di governance (Esg). Queste le promesse dichiarate a chiare lettere nel manifesto, siglato nel corso dell’evento “Aziende e finanza 2030: il motore dello sviluppo”, che si è tenuto all’Unicredit Pavillion di Milano il 1 giugno, nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile promosso dall’ASviS. A sottoscriverlo sono i vertici delle associazioni aderenti all’ASviS: Alleanza Cooperative Italiane, Confederazione Italiana Agricoltori, Confcommercio, Confindustria, Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), Federazione Banche Assicurazioni e Finanza e Unioncamere.

Imprese e finanza diventino il motore dello sviluppo sostenibile

Nel corso dell’evento, nessuno fa mistero del fatto che il momento storico che stiamo vivendo non sia facile, con le forti posizioni isolazioniste dimostrate dall’elezione di Donald Trump e dalla Brexit. Ma, paradossalmente, può essere proprio questo il momento di unire le forze e fare sul serio. “Oggi stiamo facendo la cosa più difficile: capire se lo sviluppo sostenibile è un’opportunità di business o no. Dobbiamo capire se le imprese e la finanza sono acceleratori o sabotatori dello sviluppo sostenibile”, dichiara, applauditissimo, il portavoce dell’ASviS Enrico Giovannini. Ma sono proprio i dati e le cifre a dimostrare che ne vale la pena. Il report “Better business, better world”, ad esempio, arriva a dire che raggiungere gli Sdgs in quattro settori (cibo e agricoltura, città, energia e materie prime, salute e benessere) significherebbe creare nuove opportunità di business per il valore di 12 mila miliardi di dollari entro il 2030. Se è vero che l’Italia ha ancora molto lavoro da fare, è vero anche che siamo nel pieno degli anni decisivi. Mentre imprese e finanza dichiarano il proprio impegno, è ora – conclude Giovannini – che l’Agenda 2030 entri a pieno titolo anche nei programmi dei partiti politici.

Il Festival dello sviluppo sostenibile 2017

Organizzato da ASviS (l’alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), il Festival dello sviluppo sostenibile è alla sua prima edizione. Dura 17 giorni, tanti quanti gli Sdgs, con oltre duecento eventi diffusi in modo capillare in tutt’Italia, che coinvolgono oltre mille speaker, decine di università e duecento scuole. L’evento sull’Agenda 2030 all’Unicredit Pavilion è uno degli appuntamenti centrali della manifestazione, che si è aperta a Napoli il 22 maggio e si chiuderà simbolicamente alla Camera dei Deputati il 7 giugno. Il programma completo degli eventi è disponibile nel sito ufficiale del Festival.

Foto in apertura © ASviS

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