Allan Kardec, spiritismo e scienza

“Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge” Cosí si legge sull’epitaffio di Léon Hippolyte Denizart Rivail, fondatore dello spiritismo.

“Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge”. Così recita l’epitaffio di Léon-Hippolyte Denizart Rivail, al cimitero di Pére Lachaise di Parigi, a testimonianza della dottrina spiritistica di cui lui puó essere definito il fondatore, con lo pseudonimo di Allan Kardec, suggeritogli durante una seduta spiritica (1804 – 1869). Tale dottrina, della quale “Le livre des Esprits” (Il libro degli Spiriti), pubblicato nel 1856, costituisce il testo ufficiale, e che venne dettata tramite scrittura automatica, si basa principalmente sulla teoria reincarnazionistica, pur non rinnegando i valori fondamentali della dottrina cristiana e si oppone in modo molto deciso al materialismo dominante, mostrando una grande apertura nei confronti del mondo spirituale.

Per Kardec e gli Spiritisti, Dio è l’intelligenza suprema, causa prima di tutte le cose, in netta antitesi con la materia, essendo puro spirito. Gli elementi, secondo la concezione kardechiana, che compongono l’Universo sono: il Dio creatore, lo Spirito, la Materia ed il Fluido, un elemento intermedio tra questi ultimi due, chiamato “perispirito”.

L’universo deriva da un singolo atto di volontà divina e gli uomini rappresentano materia provvista di energia intelligente di tipo superiore; gli animali, pur essendo costituiti da materia vitalizzata, sono dotati di energia di tipo inferiore, mentre i vegetali risulterebbero privi di energia intelligente e i minerali esclusivamente dotati di materia senza vita. Alla morte del corpo, le anime o spiriti, sopravvivono perché, essendo create dal principio universale, sono anch’esse immortali. Il mondo spirituale e quello materiale, pur in realtà indipendenti, sembrano interagire costantemente tra di loro, costituendo un’unica realtà. Kardec sostiene che gli spiriti sono dotati di esistenza infinita e si perfezionano nei successivi cicli di esperienze terrene, spirituali e poi di nuovo terrene, per il raggiungimento della loro propria divinitá.

Nel 1858 Kardec fonda la famosa “Revue Spirite” (Rivista spiritica), mentre nel suo “Livre de Mediums” (Libro dei medium), che ebbe uno strepitoso successo editoriale, egli afferma che lo spiritismo è sia una ” scienza” che una “filosofia” e che lo sviluppo della teoria mostra chiaramente la grandezza dello scopo e della portata di tale scienza. Le concezioni di Kardec, fortemente in contrapposizione con quanto rivelato dai Vangeli,non poterono evitargli la esplicita condanna da parte del mondo ecclesiastico cattolico, per cui i suoi libri furono tutti messi all’indice all’epoca.

Oggi le sue teorie sono state ampiamente rivalutate e vantano consistente credibilità da parte di milioni di simpatizzanti in tutto il mondo e particolarmente in Brasile, dove lo spiritismo ha ancora un vastissimo numero di ferventi seguaci.

 

Claudio Maneri

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