L’inquinamento a Kabul miete più vittime della guerra
In un anno muoiono più persone per l’aria inquinata di Kabul che per la guerra in Afghanistan. Ecco perché si rischia una “catastrofe sanitaria”.
In un anno muoiono più persone per l’aria inquinata di Kabul che per la guerra in Afghanistan. Ecco perché si rischia una “catastrofe sanitaria”.
Una diga è crollata venerdì nello stato del Minas Gerais in Brasile. Un mare di fango ha ricoperto il villaggio di Brumadinho uccidendo almeno 84 persone.
In un discorso pronunciato il 24 gennaio, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che “vietare il glifosato ucciderebbe la nostra agricoltura”.
25 oranghi muoiono ogni giorno e milioni di ettari di foresta sono già spariti a causa della deforestazione per l’olio di palma, un prodotto usato nei biocarburanti in tutta Europa. Con la campagna #NotInMyTank Legambiente si schiera con le foreste e gli animali.
Più l’aria è inquinata e meno si è felici. Come se non bastassero i danni a livello respiratorio, ora vengono confermati anche quelli a livello emozionale. A rivelarlo è una ricerca del Mit, che ha scoperto come l’inquinamento atmosferico nelle città cinesi contribuisca a rendere le persone meno felici. Leggi anche: Rapporto Mal’aria 2019. Inquinamento
La ricerca ICity Rate 2018 offre uno sguardo completo sulle smart city italiane prendendo in esame 107 comuni. Sul podio Milano seguita da Firenze e Bologna.
Tre anni dopo, le indagini sulla morte di Giulio Regeni sono ad un punto morto. L’Egitto ha provato a sviare le indagini e insabbiare la verità, ma tutte le piste svelano un coinvolgimento dei servizi di sicurezza del Cairo.
I pipistrelli cadono dagli alberi, i pesci muoiono, la frutta si cuoce prima che venga raccolta: le temperature eccezionalmente alte stanno mettendo a dura prova l’Australia.
Lo smog in Italia è “un’emergenza continua”. La classifica delle città più inquinate nel rapporto Mal’Aria 2019: Brescia, Lodi e Monza le peggiori.
Il tribunale amministrativo di Lione ha revocato l’autorizzazione concessa al Roundup Pro 360, a base di glifosato, evocando un “principio di precauzione”.