Elezioni amministrative, il 5 giugno si vota in 1.363 comuni d’Italia

A Milano sfida tra Sala e Parisi, a Roma chance per Giachetti, Marchini, Raggi e Meloni. A Torino e Napoli cercano la conferma Fassino e De Magistris

Mezza Italia torna domenica alle urne, a distanza di un mese e mezzo dal mancato quorum per il referendum sulle trivelle. Si voterà, (dalle 7 alle 23) in 1363 comuni, ventisei dei quali capoluoghi di provincia: spiccano Roma e Milano, dove le partite assumono una valenza anche nazionale, ma si rinnovano le Giunte anche in città importanti come Bologna, Cagliari, Napoli, Torino. Non sarà una domenica da mare per molti cittadini, dunque, anche se pure in questo caso l’astensione potrebbe giocare un ruolo molto importante. Dati sull’affluenza e sullo spoglio potranno comunque essere seguiti in diretta sul sito del ministero dell’Interno.

 

Giachetti, Raggi, Marchini e Meloni: una poltrona per quattro a Roma

A Roma gli ultimi sondaggi prima del silenzio pre-elezioni davano distanze molto corte tra i quattro candidati principali, Roberto Giachetti, ex radicale e vicepresidente della Camera, per il Partito democratico; Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù, per Fratelli d’Italia e Lega Nord; Virginia Raggi, consigliera uscente, per Il Movimento 5 Stelle; Alfio Marchini, imprenditore edile, con la sua lista civica poi appoggiata da Forza Italia, che si sono confrontati su temi rilevanti quali mobilità, periferie, gestione dei rifiuti, candidatura ai Giochi 2024 e piano casa. Più forte di loro (e di Stefano Fassina di Sinistra Italiana) potrebbe essere però il partito dell’astensione, visto il clima di sfiducia di una città commissariata e giunta al voto anticipatamente.

 

A Milano il Pd punta su mister Expo

Più soft la campagna elettorale a Milano, dove sono Stefano Parisi per il centrodestra, Giuseppe Sala per il centrosinistra e Gianluca Corrado per il Movimento 5 Stelle i tre candidati all’eredità di Giuliano Pisapia, che ha rinunciato a correre di nuovo. Di estrazione socialista, con un passato in Cgil prima di diventare imprenditore e dg di Confindustria, Parisi gode dell’appoggio di un centrodestra unito, al contrario che nella Capitale; Sala d’altronde punta a riscuotere i crediti ottenuti per il successo del suo Expo giovane e sostenibile; Corrado, attivista di M5S dal 2012, è un avvocato che viene da una famiglia siciliana legata alla politica, in particolare a Dc e Forza Italia.

 


De Magistris, Merola, Fassino in cerca di conferme

A Napoli a essere diviso è il centrosinistra: Luigi De Magistris, dopo un quinquennio speso a tentare di bonificare la città, cerca la conferma ma stavolta senza il Pd, che ha scelto Valeria Valente, che al centro del programma ha la scuola. Il centrodestra risponde con Gianni Lettieri, che punta su sicurezza e sostegno ai disoccupati, tema caro anche al grillino Matteo Brambilla che rilancia col reddito di cittadinanza. A Bologna Virginio Merola (Pd) punta alla conferma; l’avversario più temibile sembra quello di M5S Massimo Bugani, consigliere uscente, scelto direttamente da Beppe Grillo senza consultazioni web; occhio anche a Lucia Borgonzoni, la candidata cui punta la Lega per sfondare in Emilia. Tanti candidati anche a Torino, con Piero Fassino del Partito democratico in pole per una riconferma: gli avversari sono Chiara Appendino, consigliera uscente di M5S piuttosto apprezzata in città e Osvaldo Napoli di Forza Italia, la cui scelta ha provocato lo smarcamento di Fratelli d’Italia. Il giovane Massimo Zedda punta a confermare vincente a Cagliari l’alleanza Pd-Sel (disciolta ormai quasi ovunque), ma deve vedersela con l’esperto Piergiorgio Massidda, pluri-deputato di Forza Italia.

Ma anche in altre roccaforti importanti come, Latina, Novara, Ravenna, Rimini, Trieste e Salerno si giocano partite importanti, o almeno il primo tempo: dopo il primo turno di domenica, l’eventuale ballottaggio tra i due candidati più votati è in programma il 19 giugno.

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