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Andrea Micheli. Come ho avuto questo Lapsus

Un libro fatto di fotografie e di pensieri d’autore. Lapsus di Andrea Micheli è schietto e accattivante. Lo si può scoprire il 29 febbraio a Milano. L’intervista per LifeGate.

Lapsus è un libro fotografico pieno di sentimento che ha bisogno di tempo per essere compreso e amato. Fotografie scattate da Andrea Micheli e raccolte come fossero aforismi. Non è un caso se ognuna è presentata da estratti, considerazioni, impressioni di persone che hanno scritto o stanno scrivendo la storia d’Italia, e non solo. Foto che racchiudono molti sentimenti e che spesso hanno come soggetto la coppia. Coppia di amanti e di amici, di animali, di oggetti. Come a voler rimarcare la necessità di poter vivere una vita piena solo se condivisa.

Lapsus – Scatti d’umore e pensieri d’autore è il terzo libro di Andrea Micheli edito da Skira. Un libro fatto da 130 fotografie, contemporaneo per lo strumento (l’immagine) e, allo stesso tempo, pieno di tradizione per la cura e i ricordi che suscita. Fotografie a colori e in bianco e nero con accompagnate da pensieri di protagonisti del mondo della cultura e della letteratura, della musica e del cinema, dell’arte e dell’architettura. Da Renzo Piano a Umberto Eco, da Gianni Berengo Gardin a Gherardo Colombo, da Massimo Gramellini a Ferruccio de Bortoli.

“Le fotografie di Andrea Micheli sono schiette, ingannevolmente semplici nella costruzione e accattivanti. La maggior parte esigono che ci si soffermi a guardarle con attenzione, per vedere cosa nascondono. L’accorta osservazione di fenomeni, spicchi di realtà che la prevalenza della gente nemmeno noterebbe”, ha dichiarato il fotografo americano Elliott Erwitt.

Scatti d’umore e pensieri d’autore. Sono le due espressioni che contraddistinguono il suo libro. Come mai ha deciso di lasciare ad altri, anche se si tratta di personaggi che guidano i rispettivi settori, la descrizione delle sue foto. Di descriverne l’umore?
Mi diverte molto constatare come altri intendono le mie immagini e mi pare che i tanti punti di vista arricchiscano il mio lavoro. Lapsus è il mio terzo libro con Skira, per ciascuno ho preferito condividere la responsabilità implicita – nel chiedere attenzione ai lettori – con qualcuno. In quest’ultimo caso con tanti amici e persone che stimo. Un mio commento alle fotografie mi sarebbe parso ridondante. La fotografia stessa è il mio commento alla realtà, troverei inutile aggiungere parole e l’esito probabilmente stucchevole. Lapsus è così diventato un Moloch che mi sovrasta, mi impensierisce ma anche inorgoglisce.

Uno dei pensieri più belli è quello lasciato dal fotografo Ferdinando Scianna, il quale ha scovato la sua “passione per le coppie” definite come “il luogo dove le più grandi armonie spesso esplodono nei più irrimediabili paradossi”. Ci può fare un commento al commento, si è ritrovato nelle sue parole?
Devo a Ferdinando Scianna uno dei commenti che più mi piace e mi onora. Uno dei fili che corre tra tante immagini del libro è proprio quello delle coppie, dei doppi, dei contrasti e delle similitudini. Nel Simposio di Platone Aristofane narra del tempo in cui gli uomini furono troncati in due da Zeus, invidioso della loro perfezione. Da allora ogni uomo sarebbe alla ricerca dell’altra metà per ricomporre l’antica perfezione. Ecco, in questo percorso non sempre gli accostamenti sono quelli giusti e ne scaturisce magnifica materia per osservazioni e fotografie. Infine come non riconoscere la fecondità della coppia quando sono in attesa del mio primo figlio?

Personalmente, in molte didascalie e commenti d’autore – specialmente alle foto che ritraggono coppie – mi è sembrato di ritrovare riferimenti all’attualità, alla voglia di progresso in tema di diritti civili. Solo un riflesso condizionato?
La manifestazione di progresso che più mi appassiona per formazione e ancor prima per passione è la conservazione della natura e delle sue risorse. Da naturalista mi affascinano flora e fauna, non mai ritratte per la loro bellezza – che non mi interessa – quanto per le ragioni evolutive che hanno generato quel bello, dove per bello intendo adattato al proprio ambiente. Da qui all’etologia il passo è breve, e dall’etologia animale a quella umana brevissimo. In questo libro ho trattato animali a quattro e due zampe alla stessa maniera: col rispetto e la curiosità dello scienziato.

“Se non avessi questo maledetto corno vivrei più a lungo…”, è stato il pensiero del compianto Umberto Eco. Cosa ha significato per lei avere il suo contributo?
La scorsa primavera ho lasciato un plico con una selezione di fotografie nella portineria del professore con ben poche speranze che accettasse di partecipare. Mi aveva spinto a tanto ardire la speranza che la combinazione tra serio e faceto del mio lavoro potesse incuriosirlo. Qualche mese dopo ho avuto la felicissima sorpresa di trovare una sua email con il commento: una volta di più Umberto Eco mi ha stupito mostrando di occuparsi del sublime così come del quotidiano, con un’apertura che tra le tante qualità gli ho sempre ammirato. E mi pare tipicamente “echiana” l’intuizione del rovello del rinoceronte che lo fa girare e girare alla ricerca di una soluzione che non verrà.

Lapsus verrà presentato Andrea Micheli lunedì 29 febbraio alle ore 18:30 al teatro Franco Parenti di Milano (ingresso libero).

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