Auto e ambiente possono convivere? Volvo delega all’arte la risposta

Il compito non è facile. Né di immediata realizzazione. Ma immaginare un mondo in cui l’auto, di sicuro elettrica, magari ricaricata grazie alle rinnovabili, quasi certamente a guida autonoma, possa convivere “pacificamente” con l’ambiente potrebbe avverarsi in un futuro non lontanissimo. Volvo, azienda svedese fra le più impegnate sul fronte ambientale, oltre che la prima

Il compito non è facile. Né di immediata realizzazione. Ma immaginare un mondo in cui l’auto, di sicuro elettrica, magari ricaricata grazie alle rinnovabili, quasi certamente a guida autonoma, possa convivere “pacificamente” con l’ambiente potrebbe avverarsi in un futuro non lontanissimo. Volvo, azienda svedese fra le più impegnate sul fronte ambientale, oltre che la prima casa automobilistica ad annunciare un massiccio programma di elettrificazione che coinvolgerà ogni nuovo modello a partire dal 2019 e un milione di auto elettrificate (sia ibride che elettriche) circolanti nel mondo entro il 2025, ad immaginare quel momento ci prova con alcuni anni di anticipo. Attraverso l’arte, il design e il progetto The Agreenment.

Un dettaglio della Volvo V60 ricoperta di muschio dagli studenti del POLI.design di Milano.
Un dettaglio della Volvo V60 ricoperta di muschio dagli studenti del POLI.design di Milano.

Una Volvo più vicina alla natura

Il costruttore svedese ha coinvolto gli studenti del POLI.design del Politecnico di Milano. L’obiettivo? Interpretare la nuova Volvo V60, l’auto più recente e innovativa della gamma, dotata di efficienti motori ibridi plug-in, trasformandola nel simbolo dell’integrazione fra auto e natura. Più che un’auto un’installazione che ricorda la Land art, dove grazie alla tecnica dei graffiti ecologici, il muschio avvolge la carrozzeria in un “abbraccio” verde e pacifico, interrotto solo dalle impronte lasciate dagli animali

Volvo Car Italia ha affidato agli studenti  del POLI.design una V60 con il compito di realizzare un’opera che sintetizzasse l’impegno di Volvo a favore della sostenibilità e l’integrazione fra tecnologia e ambiente.
Volvo Car Italia ha affidato agli studenti del POLI.design (nella foto uno dei partecipanti) una V60 con il compito di realizzare un’opera che sintetizzasse l’impegno di Volvo a favore della sostenibilità e l’integrazione fra tecnologia e ambiente.

Volvo: un progetto insolito e provocatore

La metafora è chiara, un’auto capace di lasciare “impronte” neutrali, come quelle che lascia un orso sulla neve. Un sogno? Certamente. Un “progetto insolito e provocatore”, come lo ha definito Michele Crisci, presidente di Volvo Italia. The Agreenment sembra la trasposizione artistica dell’impegno di un costruttore che sull’ambiente ha sempre investito molto e che nel 2018, per il secondo anno, è stato premiato con il prestigioso World’s Most Ethical Company.

Nel gennaio di quest’anno, lo stabilimento Volvo di Skövde, in Svezia, specializzato nella costruzione di motori, è diventata la prima unità produttiva carbon neutral.
Nel gennaio di quest’anno, lo stabilimento Volvo di Skövde, in Svezia, specializzato nella costruzione di motori, è diventato la prima unità produttiva carbon neutral.

La produzione Volvo sarà carbon neutral entro il 2025

Un marchio che ha dichiarato di voler raggiungere entro il 2025 un fatturato globale costituito fino al 50% da vetture completamente elettriche. Che recentemente ha lanciato il sub brand solo elettrico Polestar e che punta a una produzione industriale a impatto zero entro il 2025. Nel gennaio scorso, a Skövde, Svezia, Volvo ha inaugurato il primo sito produttivo carbon neutral, fra i pochi stabilimenti automobilistici in Europa insieme a quelli di Lamborghini a Sant’Agata Bolognese e, più recentemente, a quello Audi di Bruxelles, dove entrerà a breve in produzione il primo suv elettrico e-tron.

Leggi anche: Volvo elettrificherà la gamma e abbandonerà i motori tradizionali 

Grazie a Volvo, le imbarcazioni che hanno dato vita alla regata oceanica Ocean Race quest'anno erano equipaggiate con sensori in grado di registrare dati sullo stato di salute dei mari e sulla presenza di micro plastiche.
Grazie a Volvo, le imbarcazioni che hanno dato vita alla regata oceanica Ocean Race quest’anno erano equipaggiate con sensori in grado di registrare dati sullo stato di salute dei mari e sulla presenza di micro plastiche.

Ocean Race e l’amore di Volvo per il mare

Oltre all’impegno sulla sicurezza e sulla progressiva elettrificazione della gamma auto, Volvo è nota da anni per la dedizione a favore dell’ambiente. Dopo vent’anni di supporto alla regata velica fra le più estreme del mondo, in occasione dell’ultima edizione della Volvo Ocean Race, le imbarcazioni erano equipaggiate con speciali sensori in grado di registrare dati sullo stato di salute dell’ambiente marino, inclusa la presenza nell’acqua di micro plastiche. E l’impegno continua anche in Italia con l’adesione, l’8 giugno scorso in occasione della Giornata mondiale degli oceani, al progetto PlasticLess, di cui Volvo è main sponsor e primo aderente.

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