L’autunno in mostra: i migliori appuntamenti d’arte in giro per l’Italia nei prossimi mesi

Da Van Gogh a Marina Abramović sino alle morbide sculture di Deredia, sono tante le mostre da visitare in Italia. La nostra selezione per 8 momenti di gioia.

“L’arte è fatta per disturbare” diceva Salvador Dalí. Un fastidio sublime che anche nei prossimi mesi si diffonderà in tutti i musei e spazi espositivi italiani. Abbiamo scelto alcune delle mostre secondo noi da non perdere per continuare a meravigliarsi, innamorarsi e, se necessario, consolarsi grazie ai doni dell’arte.

Gianni Berengo Gardin e la Olivetti. Fino al 15 novembre 2020, Torino, Camera – Centro italiano per la fotografia

Partiamo con la fotografia di un maestro italiano dello scatto: Gianni Berengo Gardin. A Torino un progetto espositivo mette in evidenzia il rapporto professionale tra il fotografo e l’Olivetti, attraverso un’accurata selezione pressoché inedita di oltre 70 fotografie d’epoca in bianco e nero, pubblicazioni e documenti d’archivio. Due i temi preponderanti: quello legato all’architettura (industriale, residenziale, sociale, ecc.); un secondo che più esplicitamente traduce un sistema sociale di relazioni dentro e fuori la fabbrica.

Berengo Gardin, infatti, è uno tra gli autori che ha collaborato più a lungo con la Società Olivetti, descrivendo attraverso i suoi servizi fotografici sia il valore sociale del progetto d’architettura, sia l’organizzazione di un sistema di servizi sociali e culturali che animava la fabbrica e il territorio. La mostra Gianni Berengo Gardin e la Olivetti è un omaggio che i due istituti culturali dedicano all’autore in occasione dei suoi 90 anni ma è anche l’occasione per visitare un luogo imperdibile per chi ama l’arte della fotografia. A Camera le proposte espositive sono sempre di grandissima qualità e permettono di avere un panorama ampio su quest’arte.

Camera Torino foto mostre
Colonia estiva Olivetti, stampa ai sali d’argento su carta, 1967 ca. AASO, Fondo Gianni Berengo Gardin © Gianni Berengo Gardin/Fondazione Forma

Deredia a Genova – La sfera tra i due mondi. Fino al 30 novembre, Genova diverse location

Forse non tutti conoscono Jiménez Deredia (Heredia, 1954), uno scultore costaricano, le cui opere – secondo noi di grande impatto visivo – saranno parte del paesaggio urbano di Genova (dove vive da anni), dalla Stazione Brignole al Porto Antico fino a fine novembre. Le otto grandi opere in mostra, delle quali 7 inedite, presentano le caratteristiche forme circolari e ovali ricorrenti nell’immaginario scultoreo dell’artista, uno dei più importanti dell’America Latina.

Il progetto “Deredia a Genova – La sfera tra i due mondi” è quindi il risultato di un legame profondo tra il maestro Deredia e il territorio ligure, che lo ha adottato più di quaranta anni fa.

Rifugio Deredia
Rifugio, una delle opere esposte a Genova di Jorge Jiménez Martínez, in arte Deredia © Deredia

Prima, donna. Margaret Bourke-White. Fino al 14 febbraio 2021, Milano, Palazzo Reale

Ancora grande fotografia, questa volta al femminile, negli scatti di Margaret Bourke-White, un’eccellenza assoluta in quest’arte che vanta molti primati: fu la prima ad affronatre la fotografia aerea, a fotografare l’orrore di Buchenwald, e molto altro. La ricca mostra a Palazzo Reale raccoglie le più straordinarie immagini realizzate nel corso della sua lunga carriera. Non troverete solo scatti, ma anche una serie di documenti e immagini personali, video e testi autobiografici, che raccontano la personalità di un’importante fotografa e una grande donna controcorrente.

Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell’industria fino ai grandi reportage per le testate più importanti come Fortune Life; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale ai celebri ritratti di Stalin e Gandhi, dal Sud Africa dell’apartheid all’America dei conflitti razziali fino al brivido delle visioni aeree del continente americano. Un esempio anche ai giorni nostri.

Palazzo Reale Milano mostra
Gandhi, Pune, 1946 © Images by Margaret Bourke-White. 1946 The Picture Collection Inc. All rights reserved

Inge Morath. La vita . La fotografia – fino al 1°novembre 2020, Milano, Museo Diocesano

Altra grande professionista della fotografia e donna è Inge Morath, i cui scatti saranno esposti ancora solo per pochi giorni al Museo Diocesano di Milano. Un esempio non solo di bravura fotografica, ma di estrema determinazione e dedizione al proprio lavoro. Grande viaggiatrice, poliglotta, giornalista e solo dopo fotografa del mondo, Inge Morath è stata una delle prime donne a entrare a far parte della presigiosa Agenzia Magnum.

Inge Morath
Inge Morath, Autoscatto, Gerusalemme, 1958. © Fotohof archiv / Inge Morath Foundation / Magnum Photos

Van Gogh. I colori della vita. Dal 10 ottobre all’11 aprile 2021, Padova, Centro Altinate San Gaetano

È di certo uno degli eventi artistici più attesi dell’anno questa mostra su Van Gogh a Padova. E grandi sono gli intenti: la volontà del curatore infatti è quella di ricostruire l’intero percorso dell’artista, includendo anche quanto di solito non viene compreso o è stato poco o per nulla studiato. Così si parte dall’anima e dalle memorie di Van Gogh che si racconterà in mostra attraverso le sue lettere.

Van Gogh. I colori della vita”, intende – anticipa Goldin, ideatore e curatore della mostra – ripercorrere l’intero cammino della sua attività, concentrandosi sui principali punti di snodo di quel cammino. I luoghi che lo hanno visto diventare il pittore che tutti conosciamo, grazie proprio a quei luoghi medesimi, al fascino che hanno esercitato su di lui, alla loro storia che si è incisa nella sua storia. Verrà precisamente analizzato il rapporto tra l’esterno della natura, e talvolta delle città, e l’interno dell’uomo e del pittore. Per comprendere il motivo per cui sia stata così rapida l’evoluzione dell’artista e perché sia stata necessitata e indotta dall’aver vissuto in determinati posti, prima in Belgio e Olanda e poi in Francia”.

Mostra Padova
Vincent Van Gogh, Paesaggio a Saint-Rémy, 1889, Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen, SMK 1840; prestito a lungo termine dalla National Gallery of Denmark di Copenaghen

Ligabue e Vitaloni. Dare voce alla natura. Fino al 30 maggio 2021, Parma, Palazzo Tarasconi

Sono in realtà due gli appuntamenti dedicati a questo artista, così incompreso prima e stupefacente oggi. Uno è in programma a Palazzo Diamanti di Ferrara, l’altra grande mostra invece è esposta a Parma e presenta 83 dipinti e 4 sculture di Ligabue ma comprende anche una sezione di 15 opere plastiche di Michele Vitaloni che condivide con l’artista di Gualtieri una particolare empatia verso il mondo naturale e animale.

Una storia personale difficile quella di Ligabue che ha influenzato inesorabilmente la sua forma d’arte, dando vita a tele potenti e uniche. Si parte dagli autoritratti, che costituiscono una perenne e costante condizione umana di angoscia, desolazione e smarrimento: il suo volto infatti esprime dolore, fatica, male di vivere. E anche i soggetti del mondo della natura e degli animali non hanno nulla di confortante ma esprimono invece fatica e bestialità. A questo proposito sappiamo che Ligabue prima di dipingere gli animali che intendeva rappresentare, li studiava sulle pagine dei libri, identificandosi con loro a tal punto da assumerne gli atteggiamenti. Si dice inoltre che ruggisse spaventosamente e imitasse le movenze nell’atto di azzannare la preda.

Ligabue mostra Parma
Antonio Ligabue, Aratura, 1961

Marina Abramović / Estasi. Fino al 17 gennaio 2021, Napoli, Castel dell’Ovo

È sempre un evento degno di nota quando Marina Abramović si esprime. E l’appuntamento a Napoli, nella splendida location di Castel dell’Ovo, non delude. L’esperienza, allestita nella Sala delle Carceri adibita nel tempo a galera del castello, è composta dal ciclo di video denominato “The Kitchen. Homage to Saint Therese”, un’opera molto significativa nella quale Marina Abramović si relaziona con una delle più importanti figure del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. L’opera si compone di tre maxi video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna. L’artista, è bene sottolinearlo, non è presente. Ma la sua arte è tutta lì. Se non avete mai assistito a un suo lavoro, non perdete l’occasione di esperire una forma d’arte non tradizionale.

L'opera è parte di “The Kitchen, Homage to Saint Therese”, un progetto artistico ideato nel 2009, costituito da nove foto ritratti e tre opere video.
L’opera è parte di “The Kitchen, Homage to Saint Therese”, un progetto artistico ideato nel 2009, costituito da nove foto ritratti e tre opere video.

Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie. Dal 10 ottobre al 31 gennaio 2021, Cremona, Pinacoteca Ala Ponzone

Ultima piccola chicca, specie per chi ama la bella pittura e i temi religiosi, sono le due tele in mostra a Cremona di Orazio Gentileschi, dipinti eguali realizzati l’uno dopo l’altro, dedicati al racconto del “Riposo durante la fuga in Egitto”. Un artista che godette di grande fama internazionale ai suoi tempi e che invece, ai giorni nostri, è stato messo in ombra dalla più nota figlia Artemisia. La maestria pittorica di Gentileschi però è indiscussa.

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