6 mostre d’arte da non perdere in Italia nell’autunno 2021

Musei e gallerie sono finalmente aperti senza limitazioni: è il momento di godere di grandi artisti o di scovare chicche eccellenti.

Se settembre è da sempre il mese della ripartenza, mai come da quest’autunno 2021 ci attendiamo una vera e propria spinta vitale che colpisca tutti gli ambiti, specie quelli artistici e culturali. Dopo le incertezze derivanti dalla pandemia, gli amanti dell’arte hanno bisogno come l’aria delle gioie regalate da mostre ed eventi. Qualche consiglio per non perdere gli appuntamenti più attesi in Italia nei prossimi giorni. Da Escher a Monet, da Klimt a Koons, solo emozioni e bellezza.

Monet, fino al 30 gennaio 2022, Palazzo Reale, Milano

53 tele dal Musée Marmottan Monet di Parigi: un prestito davvero ingente per una mostra che racconta in 7 sezioni il più importante esponente dell’impressionismo pittorico: Claude Monet. Un bel percorso quello proposto a Palazzo Reale che sviscera tutta la carriera dell’artista francese partendo dagli esordi e dalla nascita del movimento per poi passare alla tecnica en plein air, al valore della luce, ai soggetti da lui prediletti, sino alle grandi tele e a quelle di fine carriera che immortalavano le rose. C’è qualcosa in più però in questa esposizione impressionista, nel caso non bastassero le tele di Monet: è la storia del museo da cui provengono e del suo fondatore Paul Marmottan. Per gli appassionati di storia dell’arte, una chicca niente male. Quando sarete arrivati a fine mostra, prestate attenzione a uno degli ultimi quadri dipinti dal maestro prima della morte, Le rose del 1926, rimasto incompiuto. A questo proposito ci piace citare questa frase di Monet: “Seppellitemi come un uomo del posto. Voglio solo parenti dietro al feretro. E soprattutto ricordatevi che non voglio né fiori né corone al mio funerale. Sono onori vani. Sarebbe un sacrilegio fare razzia dei fiori del mio giardino per un’occasione del genere”.
Monet è aperta da martedì a domenica dalle 10:00 alle 19:30, giovedì la chiusura è posticipata alle 22:30. 14 euro il costo del biglietto.

Monet Milano mostra
Claude Monet (1840-1926) Ninfee, 1916-1919 circa Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966 Inv. 5098 © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris

Escher, fino al 20 febbraio 2022, Palazzo Ducale – Genova

Mostre antologiche come quella in programma a Genova dedicata a Escher, hanno il grande merito di restituire al pubblico la totalità del profilo di un artista che spesso è sfaccettato e non solo caratterizzato da un unico tratto. Nelle belle sale dell’appartamento del Doge, lo stupore è grande: non per la minuziosità e la capacità tecnica del “pittore” olandese, ben note, ma per alcuni sui soggetti che ai più sono sconosciuti. In pochi forse sanno infatti che Escher visse a lungo in Italia e visitò luoghi non proprio frequentemente battuti a inizio Novecento: la Calabria, l’Abruzzo e la Tuscia, per esempio. Rimase così colpito, quasi estasiato, da molte di queste mete, da riprodurle nelle sue litografie e incisioni su legno in modo mirabile, moderno e assolutamente personale, anche se fedele al vero. C’è tutto in mostra al Ducale, anche il tentativo di coinvolgere il visitatore, specie quello più piccolo, in “giochi” ed esperimenti visivi che insieme a divertire, mostrino lo studio e le conoscenze matematico scientifiche di Escher. L’allestimento, a tratti forse monocromatico e un po’ noioso – soprattutto se si pensa alla modernità e fantasia dei soggetti riprodotti – si perdona senza problemi una volta giunti alla fine dell’esposizione quando lo spettatore entra nella Cappella del Palazzo: un tripudio di mirabili affreschi che esaltano i fasti della città di Genova che lascia letteralemnte senza fiato. Qui Escher non ha alcun merito ma ne sarebbe stato meravigliato anche lui. Di certo. Il biglietto costa 14 euro e la mostra è aperta dalle 10 alle 19 tutti i giorni tranne il lunedì quando apre alle 14 e il venerdì che chiude alle 21.

Klimt, dal 27 ottobre 2021 al 27 marzo 2022, Palazzo Braschi, Roma

È un artista adorato da molti Gustav Klimt. Forse per la preziosità dei suoi dipinti, forse per la sensualità elegante delle sue donne. Chi lo ama, di certo ha visitato Vienna e i suoi musei che custodiscono gran parte delle meravigliose opere dell’artista austriaco. Ora c’è una bella occasione per vederle in Italia, al Museo di Roma a Palazzo Braschi che ospiterà la mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia”. Sono circa 200 le opere che troverete esposte, tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture di Klimt e degli artisti della sua cerchia. La mostra si concentra sulla vita e la produzione artistica di Klimt durante la cosiddetta Secessione viennese – di cui è certamente il più noto esponenete – e sottolinea anche il suo rapporto con l’Italia, meta dei suoi viaggi e luogo di alcuni suoi successi espositivi. La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 20:00, sabato e domenica fino alle 22:00. Il biglietto costa 13 euro.

Tra le opere esposte anche Ritratto di Signora, trafugato dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato fortunosamente nel 2019. E proprio a Piacenza –  dal 5 aprile 2022, presso la Galleria d’arte moderna e altri spazi contigui – verrà ospitata un’altra mostra su un Klimt più intimo e “ritrovato”. Una tappa imperdibile per un completo “racconto” dell’artista.

Koons, fino al 30 gennaio 2022, Palazo Strozzi, Firenze

Si intitola Shine la mostra che a Firenze racconta 40 anni di arte di Jeff Koons, l’artista contemporaneo che probabilmente riscuote più critiche che apprezzamenti dai critici ma ha anche enorme successo ed è soprattutto capace di far parlare di sè. In Italia, quando si parla di Koons, è inevitabile pensare al gossip e alla sua relazione con Ilona Staller, la pornodiva onnipresente negli indimenticabili anni Ottanta. Da quei tempi però, l’artista americano di strada ne ha fatta molta e questa a Palazzo Strozzi è un’opportunità unica di guardare e “studiare” le sue opere in un contesto magnifico che, da solo, crea atmosfera e dà valore. Probabilmente il contrasto è metà del successo, ma i colori vivi e soprattutto la famigerata lucentezza, Shine, fanno il loro effetto. Ecco, la location è spesso fondamentale: pensate anche ai Tulips fuori dal Guggenheim di Bilbao… sarebbero così belli altrove?
Giudicate voi ma non perdete questa summa di un artista che forse non è solo il re del kitsch, come veniva chiamato una volta. Shine è visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, giovedì fino alle 23:00, il biglietto costa 16 euro.

Burri, dal 9 ottobre al 30 gennaio 2022, Fondazione Ferrero, Alba

Una doppia occasione ad Alba in Piemonte per ammirare alcune delle opere imponenti e meravigliose di Alberto Burri grazie alla Fondazione Ferrero. 45 opere divise in due location: la prima mostra, Burri. La poesia della materia è esposta nella sede della fondazione appunto, e Burri. Il Cretto di Gibellina a Palazzo Banca d’Alba. L’artista di Città di Castello è qui “analizzato” con una lente differente: si parla della sua arte paragonandola e affiancandola alla poesia di quegli anni. Parliamo per esempio di Ungaretti che di Burri scrisse: “Amo Burri perché non è solo il pittore maggiore d’oggi ma è anche la principale causa d’invidia per me: è d’oggi il primo poeta”.

"Come Ferrero arricchisce di storia e di lavoro il territorio in cui opera, così Burri volle che tutta la sua produzione…

Posted by Fondazione Ferrero on Friday, August 20, 2021

Se non conoscete ancora Alberto Burri e la sua opera materica, non perdete questo appuntamento nella splendida cittadine delle Langhe. Se invece adorate come noi quest’artista, sarà l’ennesima volta che vi meraviglierete della sua grandezza.
Entrambe le mostre sono a ingresso gratuito, l’apertura al pubblico è dalle 11:00 alle 18:00, sabato e domenica e festivi sino alle 19:00.

Doisneau Rovigo
Mademoiselle Anita, cabaret « La Boule Rouge », rue de Lappe, Paris, 1950 © Robert Doisneau

Doisneau, fino al 30 gennaio 2022, Palazzo Roverella, Rovigo

Una proposta anche per chi ama la fotografia: a Rovigo in Veneto arriva uno dei padri fondatori della fotografia umanista francese e del fotogiornalismo di strada, il francese Robert Doisneau. Conosciuto internazionalmente e divenatao famoso per lo scatto del bacio forse più iconico della storia della fotografia, Doisneau non è stato solo capace di parlare a tutti con semplicità, ma di farlo con grande tecnica. I suoi bianco e nero raccontano la vita di chiunque e sono la cronaca dei tempi che ha vissuto, così, guardando le sue immagini, si ha insieme nostalgia, divertimento e meraviglia. Non è mai banale, perchè fotografa il reale.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00, sabato, domenica e festivi fino alle 20.00; il biglietto costa 5 euro.

 

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