La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
Biologica, prodotta artigianalmente con stampi di bronzo come nella migliore tradizione italiana, Baia pasta è made in Oakland, California, e prende il nome dalla baia di San Francisco dove viene prodotta. La sua identità è quella di “pasta americana” ma è fatta rispettando la filosofia italiana, seguendo tutte le regole canoniche di produzione imparate da Renato Sardo, fondatore con
Biologica, prodotta artigianalmente con stampi di bronzo come nella migliore tradizione italiana, Baia pasta è made in Oakland, California, e prende il nome dalla baia di San Francisco dove viene prodotta. La sua identità è quella di “pasta americana” ma è fatta rispettando la filosofia italiana, seguendo tutte le regole canoniche di produzione imparate da Renato Sardo, fondatore con Dario Barbone del marchio. Baia pasta vuole rispondere a un paradosso: benché la maggior parte del grano che viene usato dai produttori di pasta italiani cresce negli Stati Uniti qui è difficile trovare una pasta secca di qualità fatta localmente. Di conseguenza Sardo ha voluto produrla in loco con le stesse caratteristiche e qualità di quella made in Italy.
Direttore per otto anni di Slow Food international prima di trasferirsi negli Stati Uniti, Sardo ha lavorato anche per Slow Food Usa. Lui e Dario Barbone, medico molecolare direttore di un laboratorio all’università California San Francisco, hanno in comune una passione per la pasta e la loro avventura è cominciata nel 2011 dopo che Sardo ha viaggiato per l’Italia per tre mesi visitando i migliori pastifici, incluse due settimane a Gragnano, cuore della produzione italiana.
[vimeo url=”https://vimeo.com/140734916″]
“Siamo stati ispirati dalle nostre radici piemontesi – spiega Sardo – dove il cibo è linguaggio, passione, dai principi di Slow Food, ma anche dallo scenario del cibo della baia di San Francisco dove ci sono artigiani, produttori, agricoltori e chef che fanno grandi cose per rendere cibo buono, sano e accessibile”. Oggi Baia pasta ha un negozio e uno stabilimento di produzione a Oakland e viene distribuita nei migliori negozi e ristoranti della California che apprezzano la qualità dei prodotti ma anche la loro immagine raffinata, glamour e molto italiana.
I pastai usano solo grani statunitensi biologici della migliore qualità acquistati negli stati dello Utah, del Montana, del Colorado e di Washington. Collaborano, inoltre, con alcuni agricoltori californiani per coltivare la specie durum (grano duro) e diverse varietà di spelt wheat, il farro spelta, cereale antico e noto per le sue proprietà nutrizionali e benefiche per la salute. “Stiamo convertendo la teoria Slow Food del chilometro zero in pratica”, dice Sardo. “Crediamo che il grano americano sia tra i migliori nel mondo e siamo orgogliosi di creare la prima pasta che ne esalta le qualità”.
Il processo produttivo è controllato nei minimi dettagli perché il prodotto finale abbia le migliori caratteristiche di sapore, colore, elasticità e finezza: dall’estrusione attraverso gli stampi di bronzo che conferiscono alla pasta una superficie ruvida, ideale per la cottura al dente e per assorbire le salse, all’essiccazione a bassa temperatura per preservare la proteina originale, il contenuto di glutine del grano e mantenere il sapore invariato. “Il sogno è di arrivare ad avere il nostro grano e di poterlo anche macinare”, dice Barbone.
L’immagine di Baia pasta è moderna e lontana dall’iconografia tradizionalmente associata alla pasta italiana esportata. Non ci sono riferimenti cliché al Bel Paese – il tricolore, le spighe di grano, il Sud – perché questa pasta vuole essere statunitense. Il logo nero su fondo giallo è di grande impatto, facendosi notare sugli scaffali dei negozi. L’imballaggio è stato progettato dallo studio californiano Zipfly di Berkeley: un approccio “design oriented” (orientato verso il design), con una gamma di colori in sintonia cromatica e uno stile grafico piacevole ma rigoroso. Le scatole della pasta sono stampate con materiali vegetali e su carta riciclata che non contiene carta di giornali. Perché nella filosofia di Baia pasta i prodotti devono essere innanzitutto buoni, ma anche belli, come nella migliore tradizione del gusto e dello stile italiano.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.
Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Con gli esperti di Prevenzione a Tavola, una puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra dedicata alla dieta mediterranea, quella che tutti dovremmo conoscere.
Negli ultimi 4 anni, i prezzi alimentari hanno subìto un’impennata e l’Antitrust ha avviato un’indagine sul ruolo della grande distribuzione organizzata. Ne abbiamo parlato con Alessandra Rivolta, esperta di Altroconsumo.
L’immunologo Attilio Speciani ci ha spiegato cosa pensa della nuova piramide alimentare degli Stati Uniti. La sua analisi sulle linee guida e sull’influenza delle lobby.
Da una ricerca francese sono stai pubblicati due studi che evidenziano l’associazione tra un maggiore consumo di conservanti e un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2.
Il 2026 è stato proclamato Anno Internazionale della Donna contadina dalla Fao, per favorire azioni globali per la parità di genere e l’emancipazione femminile nei sistemi agroalimentari.
Lenticchie il 31 dicembre? Sì, ma in ricette vegetariane! Ecco 4 idee: involtini, zuppa, polenta e polpettone.


