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Ridurre le emissioni è l’unica via per diminuire il rischio di eventi climatici estremi. Come quelli che hanno colpito lo stato del Minas Gerais in Brasile, dove si coltiva caffè.
Lo stato del Minas Gerais, in Brasile, è uno dei principali produttori di chicchi di caffè arabica, il cui prezzo è salito alle stelle negli ultimi anni a causa di condizioni meteorologiche estreme che hanno ridotto i raccolti del 15-20 per cento.
Secondo quanto riportato dal Guardian, un team internazionale di studiosi sostiene che, per arginare le devastanti inondazioni nel territorio che provocano distruzione e vittime e per contenere l’aumento dei prezzi del caffè, è necessario abbandonare i combustibili fossili. Il riscaldamento globale causato dai gas serra, infatti, è collegato al crescente rischio di piogge estreme.
Nell’ultimo mese la regione è stata interessata da piogge e frane che hanno causato morti e costretto molti abitanti ad evacuare. La città di Juiz de Fora è stata tra le più colpite, registrando il febbraio più piovoso di sempre, con oltre 750 mm di pioggia, tre volte la quantità prevista per quel periodo e il 65 per cento in più rispetto al precedente record di 456 mm stabilito nel 1988, secondo l’ultimo studio del World Weather Attribution Group.
Secondo il calcolo degli scienziati, i nubifragi nella zona diventerebbero prevedibilmente più intensi del 7 per cento se il pianeta raggiungesse un riscaldamento globale di 2,6°C rispetto ai livelli preindustriali. La priorità, quindi, dovrebbe essere quella di eliminare gradualmente il più rapidamente possibile i gas serra derivanti dall’uso di petrolio, gas e carbone. “Dobbiamo lottare affinché mesi da record, come quello appena vissuto da Juiz de Fora, non diventino la norma”, ha affermato Friederike Otto, professoressa di scienze climatiche all’Imperial College di Londra. “La scienza ci dimostra che il rischio di eventi meteorologici estremi è in aumento ed è fondamentale prevenire tempestivamente ogni frazione di grado di ulteriore riscaldamento”. Rifugi, sistemi di allerta precoce e pianificazione urbana sono gli altri interventi necessari secondo gli studiosi.
Se i raccolti vengono compromessi dagli eventi climatici estremi, la conseguenza è un impatto economico sul prezzo del caffè, con ripercussioni inflazionistiche in tutto il mondo e difficili da arginare, a detta gli studiosi. Gareth Redmond-King, responsabile del programma internazionale presso l’Energy and climate intelligence unit, un’organizzazione no-profit con sede nel Regno Unito, ha dichiarato al Guardian che il costo del caffè macinato nel Regno Unito è aumentato di circa un quarto negli ultimi cinque anni a causa degli effetti del clima sui raccolti in Brasile e in Vietnam. E la questione non riguarda solo il caffè, ma l’agricoltura in generale. Per l’esperto, il traguardo zero emissioni è l’unica soluzione per limitare la minaccia che il cambiamento climatico pone alla sicurezza alimentare.
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