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Uno studio canadese ha osservato il legame tra il consumo di cibi ultra-processati nei bambini di 3 anni e il loro comportamento a 5 anni, rivelandone l’impatto.
Uno studio effettuato in Canada da un team di ricercatori dell’università di Toronto ha indagato l’associazione tra il consumo di cibi ultra-processati e il funzionamento comportamentale ed emotivo nei bambini. I risultati, pubblicati su Jama Network Open, suggeriscono che un maggior consumo di alimenti ultra-processati nella prima infanzia (tre anni) è associato a difficoltà comportamentali ed emotive, tra cui ansia, paura, aggressività o iperattività all’età di cinque anni. Al contrario, la sostituzione di una parte dei cibi ultra-processati con alimenti minimamente trasformati è risultata associata a migliori espressioni comportamentali ed emotive.
I ricercatori hanno analizzato i dati dietetici di 2.077 bambini canadesi di tre anni. Due anni dopo, quando i bambini avevano cinque anni, il team ha valutato i punteggi dei bambini in età prescolare con la Child Behavior Checklist, uno strumento validato che misura il benessere emotivo e comportamentale nei piccoli, dove punteggi più alti indicano maggiori difficoltà comportamentali segnalate.
Ogni aumento del 10 per cento dell’energia da cibi ultra-processati, i bambini presentavano punteggi più elevati in test relativi a comportamenti internalizzanti come ansia e paura, e comportamenti esternalizzanti come aggressività e iperattività, nonché a difficoltà comportamentali generali. Alcune categorie di alimenti ultra-processati hanno mostrato associazioni più forti, in particolare le bevande zuccherate e quelle dolcificate artificialmente. Anche i cibi pronti al consumo, solo da riscaldare, come patatine fritte o maccheroni al formaggio, sono risultati associati a punteggi più alti.
Nei modelli statistici che simulavano i cambiamenti dietetici, la sostituzione del 10 per cento dell’energia proveniente da alimenti ultra-processati con alimenti minimamente trasformati come frutta, verdura e altri alimenti integrali è risultata associata a punteggi comportamentali inferiori.
“I nostri risultati suggeriscono che, nella prima infanzia, anche modesti cambiamenti verso alimenti minimamente trasformati, come aggiungere un frutto o sostituire una bevanda zuccherata con l’acqua, possono favorire uno sviluppo comportamentale ed emotivo più sano con potenziali benefici per la salute mentale a lungo termine”, ha affermato Kozeta Miliku, autrice principale dello studio.
Per gli scienziati è necessario anche pensare a consulenze per i genitori, a campagne di salute pubblica e alla riformulazione di alcuni alimenti confezionati.
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