Campi elettromagnetici ad alta frequenza

I risultati degli studi finora condotti per valutare eventuali effetti a lungo termine sulla salute causati dai campi elettromagnetici ad alta frequenza, sono ancora incerti.

Mentre, infatti, sono ben noti gli effetti immediati
dell’esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza
(innalzamenti della temperatura corporea che possono causare
alterazioni fisiologiche), ancora scarsi sono i risultati relativi
agli effetti eventualmente causati da una esposizione prolungata,
anche se effettivamente è stata segnalata una maggiore
incidenza di alcuni tipi di tumori in quartieri cittadini con
presenza di ripetitori radiotelevisivi.

Probabilmente la scarsità di evidenze è dovuta alla
minore diffusione delle sorgenti di tali campi sul territorio
(anche se, attualmente, è in corso un notevole incremento)
ed alla minore intensità di campo, in genere, prodotta.

Molto diversa è l’intensità dei campi generata dai
due sistemi radianti più diffusi: gli impianti per la
comunicazione telefonica cellulare e gli impianti per la
radiodiffusione.

  • Gli impianti per la radiodiffusione, irradiano con potenza
    molto maggiore, dell’ordine del kiloWatt o delle centinaia di
    kiloWatt. È necessario, quindi, che tali impianti si trovino
    lontano da zone abitate, a maggior ragione quando, come spesso
    accade, varie antenne sono posizionate vicine le une alle altre
    generando eventualmente campi di rilevante
    intensità.
  • Gli impianti per la comunicazione telefonica cellulare sono
    costituiti da antenne fortemente direzionali e di bassa potenza,
    delle quali è necessario, prima di qualsiasi valutazione,
    conoscere le caratteristiche dell’emissione, la posizione, e la
    potenza stessa (espressa in Watt). Nel caso delle antenne
    radio-base usate nelle trasmissioni per la telefonia cellulare, le
    intensità dei campi elettrico e magnetico calano rapidamente
    con la distanza (pochi metri), ma è bene comunque
    controllare che i limiti di legge siano rispettati e che l’impianto
    non si trovi in vicinanza di altre sorgenti di campi
    elettromagnetici, come altre antenne o linee ad alta tensione.

Nell’attesa di maggiori riscontri scientifici, è bene
assumere atteggiamenti di cautela nei confronti di tali apparecchi.

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