L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
I risultati degli studi finora condotti per valutare eventuali effetti a lungo termine sulla salute causati dai campi elettromagnetici ad alta frequenza, sono ancora incerti.
Mentre, infatti, sono ben noti gli effetti immediati
dell’esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza
(innalzamenti della temperatura corporea che possono causare
alterazioni fisiologiche), ancora scarsi sono i risultati relativi
agli effetti eventualmente causati da una esposizione prolungata,
anche se effettivamente è stata segnalata una maggiore
incidenza di alcuni tipi di tumori in quartieri cittadini con
presenza di ripetitori radiotelevisivi.
Probabilmente la scarsità di evidenze è dovuta alla
minore diffusione delle sorgenti di tali campi sul territorio
(anche se, attualmente, è in corso un notevole incremento)
ed alla minore intensità di campo, in genere, prodotta.
Molto diversa è l’intensità dei campi generata dai
due sistemi radianti più diffusi: gli impianti per la
comunicazione telefonica cellulare e gli impianti per la
radiodiffusione.
Nell’attesa di maggiori riscontri scientifici, è bene
assumere atteggiamenti di cautela nei confronti di tali apparecchi.
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