Antropomorfismo, quando i cani capiscono le nostre parole

Una serie di ricerche scientifiche hanno dimostrato quello che per molti di noi era già una certezza: i cani capiscono quel che diciamo.

Per noi che viviamo e amiamo i nostri cani è già una certezza. Ma ora arriva anche la ricerca scientifica più all’avanguardia per darne una conferma: i cani capiscono le parole, per loro il linguaggio dell’uomo non è certo un tabù. A questo proposito ci sono ormai più studi svolti sia negli Stati Uniti che in varie nazioni europee. Esplicativo, per esempio, il ponderoso studio britannico che ha scoperto come i cani di casa siano in grado di elaborare elementi del discorso umano.

I cani capiscono le parole, ma anche le emozioni

Il tutto è stato confermato dall’analisi della risposta al discorso umano di oltre 250 cani che hanno utilizzato — si è scoperto — diversi emisferi del cervello per elaborare gli aspetti verbali ed emozionali delle varie parole adoperate dai ricercatori. Proprio come noi esseri umani, infatti, i cani rilevano le intonazioni e le caratteristiche sia della voce che delle parole emesse. E c’è un altro dato significativo che la ricerca ha portato alla luce: i cani riescono anche ad elaborare le informazioni relative a chi parla, come la personalità e le emozioni dimostrate durante il discorso. Anche se non è ancora possibile dire quanto e in che modo comprendano le informazioni contenute nel discorso umano, si può scientificamente affermare che essi reagiscono al contenuto verbale e alla personalità (simpatica, antipatica, dolce, affermativa, aggressiva) di chi parla.

friends and dog in green grass field
I cani sono in grado di capire sia le parole sia il tipo di persona che hanno davanti, definendola anche caratterialmente.

La ricerca di Science: i cani capiscono le parole

Dell’argomento parla anche la rivista Science che pubblica uno studio dove si dimostra che i cani capiscono perfettamente quel che diciamo e ci riescono in modo simile a come ci riusciamo noi. La ricerca, questa volta, è stata condotta analizzando l’attività cerebrale dei cani testati con una risonanza magnetica mentre si parlava loro in modi diversi, con parole differenti e con una serie di varianti linguistiche. Si è scoperto così che nel cane esiste una relazione nella comprensione dei significati semantici delle parole e del tono con cui esse vengono pronunciate. Proprio come le persone, il nostro amico a quattro zampe interpreta il significato dei vocaboli con l’emisfero sinistro del suo cervello e il tono con cui vengono pronunciati con quello destro. Gli studi hanno comunque evidenziato come la capacità mentale di capire le parole sia esistente anche in altre specie animali, ma ciò che rende il cane realmente intuitivo è il legame unico e indissolubile che stabilisce con noi esseri umani.

bimba e cane
Il cane è l’animale che più di ogni altro stabilisce una comunicazione empatica con gli uomini.

La storia del cane Rico

Sempre in tema di comprensione canina del linguaggio umano anche la ricerca di un gruppo di studiosi del Max Planck institute di antropologia di Leipzig, in Germania. Per farlo, i ricercatori si sono avvalsi dell’aiuto di Rico, un border collie. Rico ha imparato a riconoscere una serie di oggetti e di giocattoli di vario colore, associandoli ai nomi con i quali venivano identificati dai ricercatori. Al termine dei vari test si è dimostrato che Rico era perfettamente in grado di associare gli oggetti al nome con i quale venivano definiti e sapeva riportare, senza mai sbagliare, l’oggetto designato con la richiesta verbale. I ricercatori hanno infine dimostrato che Rico ha sviluppato un vocabolario comparabile a quello degli scimpanzé, dei delfini, dei leoni di mare e dei pappagalli addestrati a riconoscere il linguaggio umano. Ma tutto questo senza alcun specifico addestramento. In Rico e nei cani la conoscenza è innata. E la sua capacità di associazione potrebbe essere  paragonata a quella di un bambino di tre anni. Morale della favola? Quello che chi vive e ama un cane capisce fin dal primo momento che si trova a guardare negli occhi il suo compagno di vita, è ormai una certezza scientifica. Ciò non aumenta l’immenso amore che abbiamo per i nostri amici a quattro zampe, ma diventa significativo quando si parla di abbandoni o maltrattamenti e torture a questi meravigliosi animali.

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