The story of Boji the Dog pic.twitter.com/Y0eCClcjXN
— Volkan's Words (@volkansworld) April 28, 2024
Numerosi studi spiegano che i cambiamenti climatici, i pesticidi e l’artificalizzazione dei suoli stanno decimando le popolazioni di uccelli.
In Turchia i cani randagi dovranno essere tolti dalle strade, con la possibilità di ricorrere all’eutanasia per quelli malati o pericolosi.
Aggiornamento 4 settembre. Anche domenica 1° settembre migliaia di persone sono scese in piazza a Istanbul per ribadire il loro “no” alla legge che apre la strada alla reclusione, o addirittura all’abbattimento, dei cani randagi. Le organizzazioni animaliste hanno organizzato una protesta anche di fronte all’ambasciata turca a Londra. In rete si moltiplicano gli appelli al boicottaggio della Turchia come destinazione turistica.
Gli attivisti per i diritti degli animali e i gruppi politici di opposizione la chiamano “legge massacro”. Si riferiscono agli emendamenti sulla legge per la protezione degli animali che la Grande assemblea nazionale turca, il parlamento unicamerale della Turchia, ha approvato il 30 luglio. E che, potenzialmente, rischiano di spianare la strada all’uccisione in massa dei cani randagi. Per l’entrata in vigore manca solo la firma del presidente Recep Tayyip Erdogan.
Secondo le statistiche diffuse dal governo, in Turchia ci sono circa 4 milioni di cani randagi. Molti di loro sono innocui, come Boji, diventato una star dei social media perché si sposta disinvolto a Istanbul a bordo dei mezzi pubblici.
In alcuni casi, però, possono rappresentare un pericolo. Il portavoce di un’associazione che fa pressione proprio per la sicurezza stradale sostiene che, a partire dal 2022, almeno 75 persone (tra cui 44 bambini) siano rimaste uccise a causa degli attacchi dei cani o degli incidenti stradali da loro causati.
Da qui il testo approvato dal parlamento della Turchia che obbliga le amministrazioni comunali a togliere i cani randagi dalle strade e ospitarli nei rifugi, dove vaccinarli, castrarli e sterilizzarli per poi renderli disponibili per l’adozione. Se gli animali sono aggressivi o malati, c’è la possibilità di ricorrere all’eutanasia. Ed è questo emendamento, in particolare, a scatenare l’opposizione delle migliaia di persone che sono scese in strada in segno di protesta.
Ad oggi, infatti, la capienza dei canili in tutto il paese è di circa 100mila animali; in alcuni territori sono del tutto assenti. Per questo motivo, la legge impone di investire nella rete di rifugi entro il 2028 e prevede addirittura il carcere per i sindaci inadempienti. Tuttavia, i comuni sono spesso in difficoltà finanziaria ed è lecito dubitare che riescano a dotarsi di strutture adeguate in così poco tempo. Molti temono, dunque, che i cani finiscano ammassati in strutture sovraffollate e malsane o che vengano uccisi a migliaia.
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