Il mondo della moda rallenta e diventa sostenibile con Fibershed, la no profit che rivoluziona il modo in cui si producono i capi di abbigliamento.
L’azienda ha vinto ad Hanoi il Global Award for Sustainability, diventando tra le sette realtà più sostenibili al mondo. Un nuovo concetto di filiera tessile, sostenibile e circolare.
Nuovi materiali che nascono dai rifiuti o dagli scarti di produzione. Un settore dell’economia circolare nel quale molte aziende italiane stanno già investendo da tempo. Come Carvico Spa, realtà italiana che opera nel panorama del tessile e nella produzione di tessuti indemagliabili, che ha recentemente vinto il Global Award for Sustainability, rientrando tra le prime sette aziende più sostenibili al mondo.
Il premio è arrivato a margine dell’Adidas Supplier Summit, tenutosi ad Hanoi in Vietnam. Un riconoscimento che ha voluto dare importanza a tutte quelle realtà che più si sono distinte nella sostenibilità aziendale. L’azienda italiana, nata nel 1962, negli anni si è specializzata nella tessitura, tintoria e finissaggio e prende il nome dalla città lombarda nella quale trova la sua sede.
Oggi è una realtà consolidata sul mercato mondiale, e ha uffici a New York, Los Angeles, Hong Kong e Shanghai e 2 centri logistici a Hong Kong e Brisbane. Già nel 2005 si impegnò, come realtà privata, a rispettare il protocollo di Kyoto, aumentando i propri sforzi verso la sostenibilità, per arrivare oggi alla riduzione dei consumi energetici di 300 megawatt l’anno, alla riduzione dei consumi idrici del 36 per cento (nel 2017), al taglio delle emissioni di CO2 di oltre 2 tonnellate e al riciclo del 95 per cento dei rifiuti prodotti.
Ma sono l’innovazione e la ricerca ad avere portato l’azienda a raggiungere importanti obiettivi nel settore dei tessuti e della moda sostenibile. Dal 2010 è infatti nato il nuovo centro di ricerca e sviluppo, in grado di lavorare in completa autonomia e con un duplice scopo: monitorare quotidianamente la qualità dei prodotti Carvico e testare in maniera tempestiva le ultime novità del mercato con un impegno costante nella ricerca di nuovi prodotti e materiali.
Da qui sono poi nate le collaborazioni con “Healty Seas – a Journey from waste to wear”, ong che si occupa di recuperare sui fondali degli oceani le reti da pesca abbandonate e farle rientrare nel processo produttivo, dando vita a nuovi prodotti tessili riciclati. Interessante anche il recupero e il reimpiego del fluff (pelo rasato delle moquette) e del tulle: materiali che danno vita al filo di poliammide 100 per cento rigenerato Econyl. Da qui nascono alcuni tessuti tecnici dell’azienda, in grado di rispondere alle nuove esigenze del mondo della moda, del design e dell’arredamento, sempre più attenti alla sostenibilità dei materiali e dei processi.
(ultima modifica 27 marzo 2018, ore 11)
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