Cédric Herrou, l’agricoltore francese che aiuta i migranti, è stato assolto una volta per tutte

Cédric Herrou ha vinto una battaglia giudiziaria durata cinque anni ed è stato riconosciuto non colpevole sulla base del principio di fratellanza.

Cédric Herrou, l’agricoltore francese finito sotto processo per aver aiutato diversi migranti ad attraversare la frontiera, è stato assolto. La sua vicenda sembrava essersi chiusa già nel maggio scorso, quando la Corte d’Appello di Lione si era pronunciata in questo senso, ma poi il procuratore generale aveva presentato ricorso contro la sentenza, rimettendo in moto l’iter giudiziario. Ora l’assoluzione è definitiva per davvero ed è un importante precedente, visto che è stato riconosciuto ufficialmente il principio costituzionale di fratellanza.

Cédric Herrou, l'agricoltore francese che aiutava i migranti
Cédric Herrou, l’agricoltore francese che aiutava i migranti © Pascal Le Segretain/Getty Images

Un lungo iter giudiziario

Cédric Herrou era stato chiamato in giudizio nel 2016 per avere aiutato circa 200 migranti a superare la frontiera italo-francese, ospitandoli di tanto in tanto nel giardino della sua fattoria nella valle della Roia, in quello che venne definito una sorta di campo di accoglienza informale. Con il suo furgone, Herrou trasportava i migranti, soprattutto donne e bambini, oltre il blindatissimo confine di Ventimiglia, oppure andava a recuperare chi riusciva in modo autonomo a superare quella linea immaginaria.

Sui suoi terreni aveva fatto installare alcuni tendoni e una roulotte, così da dare un giaciglio per qualche giorno a persone stremate da un viaggio spesso lungo mesi, prima che si rimettessero in cammino. Un’opera illegittima secondo le normative francesi ed europee, rientranti nel campo del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma quanto basta per fare dell’agricoltore francese un simbolo di solidarietà e umanitarismo, in contrapposizione a un approccio statale e comunitario fatto di frontiere chiuse e respingimenti e dove il valore dell’accoglienza è andato perduto.

Nell’agosto del 2017 Herrou è stato condannato a quattro mesi di detenzione dalla Corte d’Appello di Aix-en-Provence, sentenza che seguiva un’ammenda di 3mila euro comminata dal tribunale di Nizza. Nel luglio del 2018 però i giudici costituzionali hanno stabilito che l’aiuto nei confronti dei migranti non può essere perseguito se avviene in maniera disinteressata, portando all’annullamento della sentenza di condanna e riportando tutto nelle mani della Corte d’appello di Lione. Che nel maggio scorso ha assolto l’agricoltore, in quella che era parsa come la fine della storia. Un ricorso successivo del Procuratore generale ha però prolungato la battaglia giudiziaria per un altro anno, fino ad adesso.

La vittoria della solidarietà

Nelle scorse ore la vicenda si è chiusa, una volta per tutte. E a vincere sono stati i valori della solidarietà e dell’accoglienza, quelli cioè di cui Cédric Herrou si è fatto portatore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal Procuratore generale di Lione, rendendo definitiva l’assoluzione dell’anno scorso. Il principio di fratellanza, proprio della Costituzione francese ed evidenziato nel 2018 dai giudici al momento dell’annullamento della sentenza di condanna, ha dunque vinto definitivamente.

“Questa decisione riconosce finalmente in modo definitivo che il mio assistito ha solo aiutato gli altri e che nella nostra Repubblica la fraternità non può essere un reato”, ha sottolineato Sabrina Goldman, l’avvocata di Cédric Herrou. La sentenza definitiva costituisce un precedente importante, che contribuerà a cambiare l’approccio giudiziario verso chi dovesse macchiarsi di quello che lo stesso Herrou in passato ha definito “delitto di solidarietà”. Ma in generale, la storia dell’agricoltore francese ha già contribuito in questi anni a ridisegnare la ragnatela legislativa della Francia davanti a situazioni di questo tipo. Nel 2018, per esempio, il parlamento si era pronunciato per cambiare la legge e tutelare chi avesse aiutato il soggiorno e la circolazione dei migranti sul territorio nazionale, purché ciò non comportasse il sostengo al loro ingresso nel paese e avvenisse in modo disinteressato.

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