Che tempo farà domani? Il murale più grande del mondo è a Parigi e richiama l’attenzione sul clima

Copre una superficie di 25mila metri quadrati e si può vedere solo dall’alto: il murale del duo francese Ella & Pitr si intitola “Che tempo farà domani?” e affronta il tema dell’inquinamento.

Linee colorate sull’asfalto in un parcheggio per macchinari, macchie di vernice qua e là, apparentemente a caso, muri dipinti di rosso e di blu. Invisibile a chi passa, il gigantesco murale realizzato dal duo francese di street artist, Ella & Pitr, si vede solo dall’alto. Il disegno, realizzato con la collaborazione dell’associazione Art en ville, copre 25mila metri quadrati e sorge sul tetto del padiglione 7 del Parc des expos di Parigi. Per dieci giorni i due artisti, famosi per i loro murales di grandi dimensioni in contesti urbani complessi, hanno disegnato e colorato, monitorando gli avanzamenti dall’alto con un drone. Il risultato non solo è il murale più grande del mondo ma è anche un monito, una minaccia, una denuncia nei confronti di un tema che non può più essere ignorato: il problema ambientale.

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murale Parigi
Il murale degli street artist Ella & Pitr si può vedere solo dall’alto ed è una forte denuncia al problema ambientale © Ludovic Delage

Il significato del graffito di Ella & Pitr a Parigi

Il titolo parla chiaro: Quel temps fera-t-il demain? (Che tempo farà domani?). L’opera raffigura una donna anziana, assonnata, pensierosa, a tratti annoiata, che sembra giocare con le automobili che sfrecciano sulla Périphérique parisien adiacente, il grande raccordo stradale che circonda la città. Sopra la sua testa – in un primo momento quasi non ci si fa caso – un sacchetto di plastica viene portato via dal vento, come a richiamare l’attenzione sull’emergenza rifiuti.

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“È una nonna che si domanda cosa succederà – spiega Pitr –, il suo sguardo è sulla città, sul futuro”. Un futuro che sembra essere sempre più incerto se non si iniziano ad attuare politiche globali in difesa dell’ambiente. Lo sanno bene i due artisti che da sempre riqualificano spazi, utilizzano muri e tetti per promuovere temi ecologici o di denuncia sociale e per migliorare le periferie, mettendo l’arte al servizio dell’umanità.


“Si vede a pezzi – continua Ella –; il sacchetto di plastica lo vedi per ultimo, lì, volato via, una cosa che non serve più, o forse una minaccia per tutti”. L’inquinamento, le migrazioni, il degrado sociale, la condizione dei senzatetto, sono solo alcuni dei temi rappresentati dai murales di Ella & Pitr. “Questo lavoro – spiegano – invita a molte riflessioni sulla follia urbana, l’eterna giovinezza, la solitudine in città, l’ambiente, la velocità, la saggezza…”.

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“Como bolsas de plástico llevadas por el viento” or “Gone with the wind”. Painted in Barranquilla, Colombia. #ellapitr #aerial #landart #urbanart #fromthesky #Barranquilla #Colombia #contaminacion Thanks to @killartfest and @afbarranquilla.

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Un nuovo record

L’enorme graffito ispirato all’ambiente si aggiudica anche il record di murale più grande del mondo. Il precedente titolo, in realtà, apparteneva già al duo francese con Lilith e Olaf, opera del 2015 realizzata in Norvegia su una superficie di soli – si fa per dire – 21mila metri quadrati. Ma la nonnina appoggiata sulla periferica tra due anni sparirà. Che sia anche questo una sorta di avvertimento? “L’edificio sarà abbattuto – spiegano gli artisti – ma è proprio questo il destino delle opere di arte urbana: sono effimere, non durano per sempre, ma sono per tutti”.

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