City lights, la storica libreria di San Francisco simbolo della beat generation

City lights è la storica libreria simbolo della beat generation e della cultura alternativa statunitense. Una perla di San Francisco fondata dal poeta 98enne Lawrence Ferlinghetti.

La storica libreria indipendente e casa editrice di San Francisco City lights è stato il luogo di riferimento degli scrittori che hanno rappresentato la “beat generation”, movimento di ribellione giovanile sviluppatosi negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, a cui ha dato voce diffondendone il pensiero sociale e politico alternativo attraverso la pubblicazione di libri. Fondata nel 1953 dal poeta Lawrence Ferlinghetti e da Peter D. Martin, professore e libraio, City lights è stato un luogo di aggregazione per la contro-cultura alternativa degli anni Cinquanta e Sessanta e un punto di partenza per la diffusione del pensiero beat, diventando simbolo della cultura alternativa.

Lawrence Ferlinghetti, anima di City lights

Poeta, editore, attivista politico: la figura di Ferlinghetti, di origine italiana, che oggi ha 98 anni e lo stesso spirito combattivo e alternativo di allora, è entrata nel mito. La sua libreria è stata per cinquant’anni un posto di ritrovo per scrittori, artisti e intellettuali e un luogo di aggregazione spontaneo per manifestazioni di protesta politica, come è avvenuto negli anni Sessanta con il movimento contro la guerra in Vietnam. Ha sempre sostenuto con impegno le idee progressiste e innovative, opponendosi apertamente alle forze conservatrici e di censura, e prendendo posizioni politiche chiare e democratiche.

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Lawrence Ferlinghetti, cofondatore della libreria City lights a San Francisco © Stacey Lewis

Con la serie di libretti Pocket poets, la pubblicazione e diffusione di libri censurati e messi al bando ufficialmente, Ferlinghetti è spesso andato molto oltre il ruolo del classico editore prendendo posizioni controcorrente e pagandole a livello personale. Ad esempio, la pubblicazione di Howl & other poems di Allen Ginsberg nel 1956 portò al suo arresto con l’accusa di oscenità. Se da un lato sono passati i tempi in cui in Columbus Avenue nel quartiere italiano di Northbeach, di fronte a City Lights, si vedeva il pellegrinaggio degli autobus di turisti alla ricerca di qualche “beatnik”– termine che denota un giovane che ha partecipato alla beat generation – sopravvissuto agli anni Cinquanta e Sessanta, City Lights mantiene viva l’eredità di questo periodo. La sua presa di posizione contro l’autoritarismo e per la difesa dei diritti sociali e il pensiero politico alternativo rimane evidente nella selezione dei titoli che vengono pubblicati.

Cos’è la beat generation

I principali temi della beat generation, che ha esercitato una forte influenza sulla trasformazione della società americana, sono stati il rifiuto delle norme imposte dalla società e il suo materialismo, e la sperimentazione nell’ambito delle droghe, della sessualità e dell’interesse per filosofie e religioni come quelle orientali. Dal punto di vista artistico e letterario l’opposizione al sistema si è tradotta in rappresentazioni esplicite e crude della condizione umana e della realtà soprattutto attraverso l’opera di scrittori e poeti definiti “alternativi” come Jack Kerouac, Lucien Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, Gary Snyder, Norman Mailer e lo stesso Lawrence Ferlinghetti.

Anche i movimenti culturali cosiddetti del “maggio 1968” sono considerati parte della beat generation. Tra questi l’opposizione alla guerra in Vietnam, gli hippy, la rivolta studentesca iniziata all’università di Berkeley e culminata nel 1969 con il festival di Woodstock a Bethel, vicino a New York – un’immensa festa di tre giorni di pace e di musica rock a cui hanno partecipato più di 400mila giovani dimostrando il consolidamento della trasformazione del pensiero e dei costumi della società americana.

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A City lights a San Francisco, i libri degli scrittori della beat generation © Patrizia Scarzella

I banner sociali di City lights

La collaborazione di City Lights con SF print collective, un collettivo di stampatori che usano supporti grafici, poster, murales e banner per sostenere movimenti di giustizia sociale, comunità e organizzazioni ha dato vita negli anni alla realizzazione di una serie di banner sulla facciata dell’edificio della libreria per stimolare dialogo e riflessione su temi sociali, alimentando il dibattito e il dissenso. Messaggi come “Stop war and war makers” (stop alla guerra e ai guerrafondai), “Dissent is not unamerican” (Il dissenso non è anti-americano) raccontano che lo spirito di City lights è vivo e la sua anima non è mai cambiata. La Poetry room, la stanza della poesia al primo piano della libreria, dove si svolgevano le affollate letture dei poeti e scrittori beat, è un posto affascinante che non vive solo di ricordi del passato ma è ancora parte dello scenario intellettuale della città. Un luogo sempre aperto alle novità e a dare spazio ai giovani scrittori – e dove si possono scoprire libri che altrove sono introvabili.

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