Diritti animali

La collina dei conigli, un’oasi di serenità per gli animali reduci dall’inferno della vivisezione

La collina dei conigli è un luogo speciale: è il rifugio per animali reduci dai laboratori di ricerca e dalla vivisezione. E con l’aiuto di volontari e veterinari ritrovano una nuova vita e la serenità perduta.

C’è un posto speciale per gli animali reduci dall’inferno della vivisezione: si chiama La collina dei conigli ed è un luogo dove ritrovare serenità e amore, cure e persone in grado di capire i problemi, grandi e piccoli, che affliggono questi piccoli esseri scampati alla crudeltà dell’uomo.

“Circa quindici anni fa si è cominciato a formare un gruppo di persone che in vario modo, e da molti anni, erano impegnate nella difesa degli animali e che si sono trovate ad affrontare il problema della mancanza di vere strutture di accoglienza per molti animali d’affezione ‘non convenzionali’, e in particolare per quelli che si sarebbero potuti salvare dai laboratori di sperimentazione. Così è nata nel 2005, in una riunione fatta non a tavolino, ma seduti in un prato, La Collina dei Conigli”, ha spiegato Stefano Martinelli, presidente dell’associazione.

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Un piccolo ospite della Collina dei Conigli

Una struttura dedicata agli animali che hanno sofferto

Dopo anni di lavoro, ricerche, sforzi e sogni, La collina dei conigli ha inizialmente ottenuto dal comune di Monza la concessione di uno spazio in cui allestire il centro di recupero per animali da laboratorio e per i piccoli animali selvatici del parco di Monza. 

È stato il coronamento di un sogno, ma anche l’inizio di problemi pratici come l’adeguamento delle strutture e l’affitto da pagare per l’utilizzo dello spazio. Questo primo centro è stato attivo fino al 2017, quando l’associazione ha aperto, sempre a Monza, una nuova struttura.

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Ogni anno, solo in Italia, vengono utilizzati circa 700mila animali nei laboratori di ricerca, per arrivare a più di 100 milioni in tutto il mondo per lo stesso periodo di tempo. Una parte di loro subisce esperimenti che ne causano il decesso, mentre molti altri vengono utilizzati per sperimentazioni da cui escono in buone condizioni, e considerando che la legge non permette che lo stesso esemplare venga utilizzato più di una volta, generalmente tutte queste bestiole vengono soppresse a fine esperimento”, continua Martinelli.

I laboratori possono cedere alle strutture competenti tutti gli animali che, per il tipo di sperimentazione subita, non costituiscono un pericolo per gli esseri umani e gli altri animali e possono avere ancora una normale aspettativa di vita. Questo ai sensi del decreto legislativo n. 26 del 2014.

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Riabilitare i piccoli ospiti e prepararli per una nuova vita è uno dei compiti principali della Collina dei Conigli

Vivere, correre, giocare

Alla Collina dei conigli si apre per loro una nuova vita: uno spazio dove poter vivere, correre, giocare in compagnia dei propri simili e ricevere cure veterinarie – se è il caso – con un’assistenza psicologica che permette a queste creature di ritrovare la pace e la serenità che, spesso, non hanno mai conosciuto.

Le strutture dei centri di recupero dell’associazione sono realizzate in modo da dare a ciascuna specie salvata un proprio spazio. Ci sono le stanze dedicate ai conigli, che sono alloggiati in ampie gabbie e ai quali ogni giorno i volontari dedicano cure e attenzioni: li puliscono, li alimentano e a turno permettono le libere uscite necessarie per realizzare il percorso di riabilitazione che li porterà dalla solitudine in gabbia piccola alla libertà in compagnia di un loro simile e degli esseri umani.

In altri locali ci sono le stanze dei topolini ed infine quella dei ratti, tutti sterilizzati e che possono vivere insieme senza problemi, giocando e interagendo fra loro. Infine troviamo le stanze dedicate alle cavie: anche per loro c’è un open space in cui poter formare gruppi sociali (per le cavie è importantissimo) e giocare.

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Gli ospiti della Collina dei Conigli soffrono di problemi fisici, ma anche di disturbi psichici associati alle privazioni e alle sofferenze subite

La collina dei conigli ha bisogno di noi

Il sogno realizzato della Collina dei conigli deve la sua attuazione, ma soprattutto il suo funzionamento quotidiano, a un gruppo di volontari che impiegano soldi e tempo libero per garantire ai piccoli ospiti una vita serena. Ogni animale della Collina dei conigli non è solo un ospite, ma diventa soprattutto un essere bisognoso di riabilitazione per poter nuovamente far parte di una comunità.

“Il nostro più grande desiderio è che ognuno di loro possa trovare una famiglia umana e animale con cui poter condividere la vita”, aggiunge il presidente Martinelli. Alla prima sede della Collina dei conigli a Monza, si è affiancata anche quella di Torino nel 2016.

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“In questo periodo dell’anno, tra recuperi di animali dai laboratori e da situazioni di maltrattamenti, l’attenzione si concentra per forza sulle necessità più impellenti: come riuscire a dare ospitalità a tutti, come trovare i fondi per le sterilizzazioni e per le cure, come trovare volontari che accudiscano gli animali nei nostri centri”, continua Stefano Martinelli.

Per far fronte alle mille esigenze che si rinnovano continuamente per la gestione dei centri, i volontari della Collina dei conigli stanno prevedendo campagne di sensibilizzazione, volantini, iniziative di ogni tipo per portare allo scoperto una realtà che molti di noi ignorano o sottovalutano.

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Alcune cavie ospiti della struttura: alla Collina dei Conigli ci sono stanze speciali per diverse specie con giochi e strutture adeguate. 

Progetti e sogni nel cassetto

La Collina dei Conigli è un progetto in continua trasformazione. Ci racconta Stefano Martinelli: “In prospettiva dovremo certamente aumentare la nostra capacità di accoglienza, potenziando i centri esistenti e forse creandone altri. Ma è importante riuscire ad avere tutto il supporto necessario per attività così impegnative e per una organizzazione di volontariato che coinvolge persone con i medesimi obiettivi”. In prospettiva l’attività della Collina dei Conigli si sta orientando in fasi ben precise. Un aspetto di comunicazione, per poter divulgare il problema delle cavie da laboratorio e della loro vita dopo la sperimentazione; la necessità di ridurre i piccoli ospiti che necessitano di cure e il superamento della concezione che questi animali possano davvero servire alla ricerca.

“Nel frattempo proseguiamo negli impegni di tutti i giorni, guardando gli animali che ospitiamo e sapendo che, per molti di loro, ogni giorno di vita è il dono che portiamo con il nostro lavoro”, conclude Martinelli. Il lavoro della Collina dei Conigli, iniziato nel 2005, ha ancora tanto davanti a sé. Ma un piccolo squarcio si è aperto nel buio e una prospettiva diversa si sta iniziando a intravedere per far sì che il mondo e lo sfruttamento delle cavie da laboratorio possa finalmente finire.

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