Concluso il Forum innovazione mobilità sostenibile. Ecco cosa è emerso

L’Italia deve guardare alla decarbonizzazione e all’economia circolare nei trasporti. E’ il messaggio emerso al secondo Forum innovazione mobilità sostenibile di Rovereto

Fra il pubblico soprattutto addetti ai lavori, manager, startupper. Ma anche qualche curioso, studenti, innovatori e investitori del settore automotive. Peccato per l’assenza delle istituzioni… A Rovereto si è appena chiusa la seconda edizione del Forum innovazione mobilità sostenibile, un appuntamento che – attraverso i numerosi e interessanti interventi – ha ribadito con forza la necessità che anche l’Italia affronti con più coraggio (e fatti concreti) il viaggio verso la decarbonizzazione e la progressiva elettrificazione, nodo cruciale della mobilità.

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Organizzato da BioEcoGeo in partnership con Trentino Sviluppo presso il Polo Meccatronica, al secondo Forum innovazione mobilità sostenibile si sono confrontati investitori, imprese e startup.

L’auto? Parcheggiata per 95 per cento del tempo

Così in questo distretto dell’innovazione italiana, centro d’eccellenza dedicato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della bikeconomics, sono uscite molte proposte e temi dedicati al settore automobilistico e alla global supply chain. Insieme a dati che fanno riflettere… Come quello secondo il quale un’auto di proprietà rimane inutilizzata per circa il 95 per cento del suo tempo, mentre basterebbe il confronto con un mezzo in car sharing per vedere la percentuale di inutilizzo scendere al 60 per cento, come emerso nell’intervento della fondazione inglese Ellen MacArthur.

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Secondo i dati della Ellen MacArthur Foundation, il colosso inglese dell’economia circolare – un’auto di proprietà giace per circa il 95 per cento del suo tempo inutilizzata, mentre nel caso di un mezzo in car sharing la percentuale scende al 60.

La ricarica elettrica? A induzione e nascosta nell’asfalto

Anche la condivisione è stato un tema molto dibattuto al Forum di Rovereto. Soprattutto perché in questo senso gli enti pubblici possono fare la differenza. Interessante a questo proposito l’intervento dell’israeliana Electroroad che, in collaborazione con la città metropolitana di Tel Aviv sta rivoluzionando anche le infrastrutture, creando una smart road capace di ricaricare i veicoli elettrici che la percorrono grazie a un particolare sistema di ricarica induttiva integrato nell’asfalto, così da permettere ai mezzi elettrici di ricaricarsi viaggiando. E se tutto va bene, il progetto si allargherà all’Europa.

Electroroad
Undici chilometri entro il 2018. E’ quanto promette la Electroroad, società israeliana supportata dal Governo che sta lavorando alla prima strada intelligentedi Tel Aviv che grazie a un sistema di ricarica induttiva integrato nell’asfalto, permetterà ai mezzi elettrici di ricaricarsi viaggiando.

Le sfide logistiche partono dalle città

Altro tema emerso al secondo Forum innovazione mobilità sostenibile è lo spostamento delle merci nelle grandi città, specie in tempi di e-commerce. Chi meglio di una società di spedizioni globale come UPS può trovare un’alternativa. Quale? Date un’occhiata al video sotto.

https://www.youtube.com/watch?v=eDOV94vn_tY https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=sRudUWG7e7A&has_verified=1

Il trasporto su gomma può fare la differenza

In Italia, come ha ricordato Scania nel suo intervento, il trasporto su gomma con più dell’80 per cento è ampiamente la modalità di trasporto delle merci più utilizzata. In Europa il dato cala sensibilmente, ma rimane alto. Cosa serve? Un ecosistema integrato, piattaforme digitali intelligenti attraverso cui i camion possano dialogare fra loro, viaggiare in convoglio risparmiando energia, oppure scambiarsi informazioni sia tra loro che con l’infrastruttura su cui stanno viaggiando. Servono anche nuove forme energetiche, come l’elettrico o il metano, con modelli come il camion LNG presentato recentemente dal costruttore svedese in anteprima mondiale a Ecomondo.

Scania camion elettrico
Scania, uno dei maggiori produttori di veicoli industriali, in Svezia sta sperimentando la prima strada elettrificata al mondo. Si tratta di un tratto di pochi chilometri sull’autostrada E16 che permette, grazie a fili dell’alta tensione, a un veicolo pesante di viaggiare in elettrico senza problemi di autonomia. Lo stesso veicolo può sganciarsi e raggiungere la destinazione finale utilizzando il motore a combustione, anch’esso a basso impatto ambientale.

Se mobilità elettrica fa rima con crowdfunding

Con l’intervento di Route220, uno dei principali installatori di colonnine in Italia, il tema dell’infrastruttura di ricarica ha scoperto uno dei talloni d’Achille della mobilità elettrica in Italia, dove la rete continua ad essere limitata e soprattutto inadeguata. Cosa serve? Una gestione unificata e sistemi di pagamento semplificati, come un bancomat o una carta di credito da usare in tutte le colonnine. Chissà se la recente campagna italiana di equity crowdfunding, la prima del settore, lanciata da Route220 attraverso WeAreStarting.it, piattaforma autorizzata Consob – grazie al quale ciascun investitore, privato e professionale, potrà contribuire e beneficiare dello sviluppo della mobilità elettrica in Italia ed Europa – potrà essere lo stimolo giusto.

 

Pubblico e privato insieme. In Trentino funziona

FCA e il suo centro ricerche CRF (che nel gruppo ha la missione di sviluppare motopropulsori, sistemi veicolo, materiali, metodologie e processi innovativi dedicati alla mobilità), insieme al Ministero dello sviluppo economico-Mise, la Provincia autonoma di Trento, le regioni Piemonte, Campania e Abruzzo, è parte dell’Accordo di programma sulla mobilità sostenibile dedicato ai veicoli connessi e digitali.

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