Cos’ha detto Greta Thunberg al suo arrivo a New York

Dopo quindici giorni di navigazione a zero emissioni, Greta Thunberg è sbarcata negli Stati Uniti per partecipare ad un importante summit sul clima delle Nazioni Unite. Nonostante la stanchezza, ha tenuto un’emozionante conferenza stampa.

“Tutto questo è travolgente. Senza contare che il terreno sotto i miei piedi sta ancora tremando”. Era visibilmente emozionata Greta Thunberg al suo arrivo a New York, sulla costa orientale degli Stati Uniti, dove ad accoglierla insieme alla Statua della libertà c’erano 17 imbarcazioni, una per ciascun Obiettivo di sviluppo sostenibile dell’Onu, mentre a terra l’aspettava una calorosa folla. Dopo quindici giorni di viaggio a bordo della barca a vela Malizia II, che ha solcato l’oceano Atlantico senza rilasciare CO₂ nell’atmosfera e ricavando energia elettrica dal vento e dal sole, la giovane attivista svedese ha raggiunto la Grande mela per partecipare, il 23 settembre, al Climate action summit e da lì raggiungere il Cile per la Cop 25.

“Non ho mai avuto il mal di mare”, ha commentato scherzosamente Thunberg che, non dimentichiamolo, è pur sempre una sedicenne che ha da poco terminato una traversata oceanica senza alcun tipo di comfort. In effetti, “è assurdo che una ragazzina abbia dovuto attraversare l’Atlantico per prendere posizione”, ha sottolineato lei, che per prima ha scioperato in nome del clima dando vita al movimento Fridays for future con l’obiettivo di chiedere ai governi azioni efficaci e tempestive contro il riscaldamento globale. “La crisi climatica è la più grave che l’umanità si sia mai trovata ad affrontare, supera i confini e coinvolge ogni continente. Se non riusciremo a superare le differenze fra noi ed unirci per risolverla, falliremo. Non aspettiamo ancora: agiamo subito”.

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I messaggi per Donald Trump e Jair Bolsonaro

Sbarcando su suolo statunitense non era difficile prevedere che qualcuno, durante la conferenza stampa, le avrebbe domandato qual è il suo messaggio per il presidente Donald Trump. “Gli chiedo soltanto di ascoltare gli scienziati. È evidente che non lo stia facendo”, ha risposto lei. Pare non lo faccia neppure Jair Bolsonaro, alla guida del Brasile, che non sembra preoccupato dai roghi nell’Amazzonia: prima li ha definiti “normali in questo periodo”, poi ha rifiutato gli aiuti finanziati offerti dal G7; infine, per evitare ulteriori critiche, ci ha ripensato. Come sempre Thunberg ha preferito arginare commenti di carattere politico, lanciando invece un appello: “La nostra guerra contro la natura deve finire. La foresta amazzonica è fondamentale per fronteggiare l’emergenza climatica”.

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Gli effetti degli incendi nella regione di Candeias do Jamari
Immagine aerea che mostra una parte della foresta pluviale amazzonica decimata dagli incendi dell’agosto 2019 nella regione di Candeias do Jamari © Victor Moriyama/Getty Images

L’appello di Greta Thunberg agli attivisti di tutto il mondo

A breve un milione di newyorchesi torneranno sui banchi di scuola. Venerdì la svedese manifesterà con loro di fronte al quartier generale delle Nazioni Unite; il 20 settembre prenderanno parte insieme al terzo sciopero globale per il clima. Ha voluto incoraggiarli. “Non arrendetevi. So che a volte vi sembrerà impossibile venire ascoltati, e perderete la speranza. Ma dovete continuare a lottare. Perché se vi impegnerete a fondo, con costanza, farete la differenza. Se ci sono abbastanza persone che si uniscono e combattono per una causa comune, allora tutto può accadere”. Ora la giovane si sta finalmente riposando. “Del viaggio in barca mi mancheranno la pace, il silenzio, la possibilità di fissare per ore l’oceano. Adesso, però, ho bisogno di rilassarmi e fare cose normali, come passeggiare per le strade di New York”. E così sarà pronta per un autunno che sa di primavera. Cioè di speranza, per il nostro pianeta.

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