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L’immunologo Attilio Speciani ci ha spiegato cosa pensa della nuova piramide alimentare degli Stati Uniti. La sua analisi sulle linee guida e sull’influenza delle lobby.
Gli Stati Uniti rovesciano la piramide alimentare con un’immagine grafica che rompe la tradizione e lancia le nuove linee guida per l’alimentazione 2025-2030 riassettando la politica nutrizionale federale degli ultimi decenni: gli americani sono esortati a “mangiare cibo vero” e a “ristabilire l’alimentazione – non i prodotti farmaceutici – come fondamento della salute”.
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Stando ai dati diffusi dal Dipartimento della salute, gli Stati Uniti si trovano ad affrontare un’emergenza sanitaria nazionale. Quasi il 90 per cento della spesa sanitaria è destinato al trattamento delle malattie croniche, in gran parte legate alla dieta e allo stile di vita. Oltre il 70 per cento degli adulti americani è sovrappeso o obeso e quasi 1 adolescente su 3 ha il prediabete.
“Queste linee guida ci riportano alle basi”, ha affermato il segretario del Dipartimento della salute Robert F. Kennedy, Jr.. “Le famiglie americane devono dare priorità ad alimenti integrali e ricchi di nutrienti – proteine, latticini, verdura, frutta, grassi sani e cereali integrali – e ridurre drasticamente i cibi altamente trasformati. È così che rendiamo l’America di nuovo sana.”
Dalla carne rossa e bianca ai legumi, dai latticini alle uova, dal pesce alla frutta secca, la principale rivoluzione della nuova piramide è la priorità delle proteine a favore dei carboidrati, a ogni pasto, per un totale di 1,2-1,6 grammi di proteine per ogni chilo di peso. Questo è il punto che ha creato più dibattito dentro e fuori gli Usa, con il governo accusato di voler favorire la lobby della carne e dei latticini, a discapito della salute umana e ambientale.
“Se c’è una premessa da fare su queste nuove linee guida per l’alimentazione è che le piramidi alimentari storicamente sono da sempre il frutto di una scelta politica”, ha commentato con noi l’immunologo e docente presso il Master di Nutrizione dell’Università di Pavia Attilio Speciani. “E dunque bisogna guardare con una certa criticità sia i modelli di ieri che quelli di oggi”.
“L’alimentazione corretta oggettiva e basata su dati scientifici e riscontri positivi sulla salute è quella elaborata nel 2011 dalla Harvard Medical School”, continua l’esperto. “Si esprime nel cosiddetto piatto del mangiar sano, composto per un quarto da carboidrati, un quarto da proteine, due quarti da frutta e verdura. È un modello che, a differenza della piramidi alimentare non ragiona sulla settimana, ma sul singolo pasto, e che garantisce pasti bilanciati: questo contribuisce a ridurre l’infiammazione e migliora la resistenza insulinica, fattori che sono collegati a malattie cardiovascolari e cancro”.
Nella piramide alimentare americana, Speciani valuta positivamente l’invito a consumare cereali integrali, carboidrati complessi a lento assorbimento che riducono il rischio di picchi glicemici, e a riequilibrare l’eccesso di carboidrati con una quota proteica più elevata. Bene anche l’invito a consumare frutta e verdura in cinque porzioni giornaliere e la riabilitazione dei grassi saturi e insaturi nella giusta quantità e sempre con equilibrio, come evidenziava anche lo studio Pure del 2017 pubblicato su The Lancet.
Le nuove linee guida invitano a ridurre i cibi ultra-processati, gli zuccheri aggiunti e gli additivi artificiali, specialmente nell’alimentazione di bambini e adolescenti: “È un aspetto positivo – commenta Speciani – ma poi di fatto al momento in pratica negli Stati Uniti non esiste una tassazione o disincentivi in generale su questo tipo di prodotti”. Si incoraggia il consumo di acqua e di bevande non zuccherate e la limitazione del consumo di alcol.
Nessun cibo è nemico, conclude l’immunologo, se consumato con equilibrio e se ben bilanciato. Le linee guida però sono generiche, fondamentale è la personalizzazione della dieta in base alla propria storia personale e familiare, considerando la genetica, lo stato di salute, lo stile di vita.
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