Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Con gli esperti di Prevenzione a Tavola, una puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra dedicata alla dieta mediterranea, quella che tutti dovremmo conoscere.
Le patate non sono una verdura, la fragola si mangia solo tra maggio e giugno, la parte verde dei cipollotti non va buttata, l’olio che pizzica la gola è più ricco di antiossidanti, i cereali sono molto meglio integrali e biologici: quello della dieta mediterranea è un patrimonio di sapere di cui tutti parlano, ma che pochi conoscono e mettono in pratica davvero. E non basta essere italiani per ritenere di mangiare mediterraneo: solo il 5 per cento della popolazione italiana, infatti, aderisce pienamente alla dieta mediterranea, considerata la migliore al mondo per la salute delle persone e del Pianeta.
Quali sono allora le cose da sapere per praticarla al meglio e fare tesoro dei suoi benefici? Ne abbiamo parlato lo scorso 19 gennaio durante la puntata live del nostro podcast News dal Pianeta Terra ospitati da Miscusi, in via Leopardi a Milano, realtà che ha avuto la capacità di fare propri i princìpi della vera dieta mediterranea trasferendoli nei piatti in menù, in particolare nella pasta, declinata in modo bilanciato in tante gustose versioni.
Il locale tra l’altro, è stato temporaneamente trasformato in una baita alpina in occasione delle prossime Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026, proprio per celebrare, anche nell’atmosfera, la connessione tra sport e nutrimento.
Condotto dall’host Giovanni Mori, il podcast ha ospitato Marcello Accanto, founder di Prevenzione a Tavola, community di alimentazione consapevole, e Daniela Biserni, farmacista, biologa nutrizionista e responsabile scientifica di Prevenzione a Tavola.
L’immagine che ci restituisce chiaramente quali sono le regole della dieta mediterranea è la piramide alimentare mediterranea: frutta e verdura, carboidrati, proteine, grassi e zuccheri posizionati dalla base fino al vertice a seconda della loro frequenza e quantità di consumo.
La biologa nutrizionista Biserni si è soffermata in particolare sui carboidrati complessi: “A parità di grammi, la pasta e il pane integrale hanno più nutrienti. Inoltre, l’organismo ci mette più tempo a scomporre un carboidrato complesso, l’assorbimento è lento e non si rischia il picco glicemico che porta a un calo di energia e all’infiammazione metabolica. Inoltre, i carboidrati sono fonte di serotonina che ci aiuta a contrastare ansia e stress. Bisogna considerare, infatti, che la dieta mediterranea non è solo un regime alimentare: alla base della piramide alimentare moderna c’è lo stile di vita nel suo insieme”.
Come si aumenta la quantità di fibre nella dieta? Una delle soluzioni più facili consiste nel sostituire pane, pasta e cereali (ad esempio il riso, l’avena, il farro) raffinati con i loro corrispondenti integrali. Importante, però, e riconoscerne la qualità. Prima di tutto devono provenire da materie prime coltivate in agricoltura biologica o rigenerativa, in modo che la parte esterna del chicco del cereale sia priva di residui di pesticidi. L’altra accortezza riguarda la distinzione tra farine complete e farine ricostituite. Una farina completa si ottiene per semplice macinazione del chicco, senza setacciatura né altre trasformazioni. È la farina che conserva il germe, con il suo contenuto di proteine, vitamine, minerali e grassi salutari. Spesso, però, pane e paste “di tipo integrale” in commercio non sono preparati con farine complete ma con farine raffinate a cui è stata aggiunto del cruschello (crusca sminuzzata) e altri ingredienti. Occhio quindi a scegliere il prodotto giusto, quello che davvero conserva tutte le sue proprietà benefiche!
“Negli ultimi 60 anni è cambiato il mondo e siamo passati da cibarci dei prodotti della natura a consumare cibi industriali”, è intervenuto Accanto. “Ora gli italiani sono sempre più sensibili al tema della sana alimentazione, ma non sanno come approcciarsi, c’è un vuoto dal punto di vista educativo. Occorre fare arrivare i messaggi corretti alle persone per una scelta consapevole”.
“Quello che suggerisco – ha continuato Accanto – è di basarsi sulla regola dell’uno: ingredienti singoli da mixare per creare i nostri piatti. Servono cereali integrali per l’assunzione di carboidrati, verdure e frutta per l’apporto di fibre, proteine sane che siano vegetali o animali, e grassi buoni che rallentano l’assorbimento dei carboidrati”.
Uno stile di vita orientato al benessere si compone di una sana alimentazione, ma anche di movimento, di riposo e di pensieri positivi. “Il corpo è fatto per muoversi, invece noi lo muoviamo sempre meno. Allenare la forza e la mobilità ci consente di essere autonomi il più a lungo possibile. Basta fare le scale, usare la bici: 7mila passi al giorno proteggono la salute cardiovascolare”, ha spiegato Accanto. “Per quanto riguarda il sonno, diversi studi hanno osservato che più che dormire 8 ore, è necessario avere un ciclo di sonno costante, l’indicazione corretta sarebbe quella di andare a letto sempre tra le 22:00 e le 23:00. E poi c’è la mente: fare meditazione, ascoltare cosa accade dentro di noi ci aiuta a liberarci da ansia, stress e pensieri negativi che fanno male”.
Cambiare si può: “Un passo alla volta, con il piacere della scoperta e delle piccole conquiste”, suggerisce Biserni. E il racconto delle storie giuste può fare la sua parte: per esempio, sapete che la rucola ha il doppio di vitamina C dell’arancia, più ferro della carne e più potassio della banana? Ecco, ora siamo certi che non guarderete più con gli stessi occhi quelle foglioline verdi apparentemente “scontate”.
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