Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Secondo uno studio portoghese, nell’olio extravergine di oliva prodotto da agricoltura biologica il contenuto fenolico è potenziato.
Sono presenti maggiori quantità di oleocantale e l’oleaceina, rispetto all’olio da agricoltura integrata.
I polifenoli hanno effetti benefici sulla salute con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, neuro e cardioprotettive.
Analizzando campioni di olio extravergine di oliva biologico e olio extravergine di oliva da agricoltura integrata (cioè che riduce l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi) sono state rilevate concentrazioni significativamente più elevate di polifenoli nell’olio biologico.
Lo studio è stato effettuato in Portogallo da un team di ricercatori del Centro Alentejo di biotecnologia per l’agricoltura e l’agroalimentare (Cebal), dell’Istituto politecnico di Beja (IPBeja), delle Università di Évora e di Jaéned, ed è stato pubblicato sulla rivista Journal of Agriculture and Food Research.
Le pratiche di agricoltura biologica aumentano i polifenoli benefici nell’olio extravergine di oliva
L’olio extravergine di oliva è un elemento distintivo della dieta mediterranea, principalmente per le sue proprietà benefiche per la salute, associate alla presenza di specifici antiossidanti: i composti fenolici. Tra questi, l’oleocantale e l’oleaceina sono due dei più rilevanti per i loro effetti antinfiammatori, antiossidanti, neuro e cardioprotettivi.
I ricercatori hanno analizzato olio di oliva da tre cultivar, Cobrançosa, Arbequina, Vulgar Galega, prodotto secondo due pratiche agronomiche, biologica e integrata. L’obiettivo era osservare se il metodo di coltivazione influenzasse la presenza di polifenoli. Concentrazioni di oleocantale e oleaceina significativamente più elevate sono state riscontrate in tutto l’olio biologico, con la cultivar Cobrançosa che presentava i livelli più elevati: 561 mg/kg di oleocantale nell’olio da agricoltura biologica contro 268 mg/kg nell’olio da agricoltura integrata e 348 mg/kg di oleaceina contro 164 mg/kg.
Questi risultati mostrano chiaramente che sia le pratiche agronomiche che la cultivar possono influenzare notevolmente le proprietà chimiche e nutrizionali dell’olio. In particolare, l’agricoltura biologica si conferma una pratica in grado di aumentare la concentrazione degli antiossidanti oleocantale e oleaceina, rafforzando i benefici per la salute associati al consumo di olio extravergine di oliva.
La Ràkene, a Ruvo di Puglia, lancia una campagna che è sì una raccolta fondi, ma soprattutto una presa di posizione culturale e politica sul modo in cui produciamo e acquistiamo cibo.
Le associazioni dei consumatori hanno chiesto un incontro alla grande distribuzione per discutere su come continuare a garantire la trasparenza sui prodotti con l’approvazione della deregolamentazione dei nuovi ogm.
Uno studio in Perù ha evidenziato l’associazione tra i pesticidi e il rischio di cancro considerando l’esposizione reale della popolazione a una miscela di sostanze.
Secondo uno studio effettuato in Germania, i paesaggi agricoli biologici sono associati a una maggiore abbondanza di api solitarie sia in termini assoluti che di specie.
Secondo un nuovo report, i fanghi ittici degli allevamenti di pesce in Norvegia sono paragonabili alle acque reflue non trattate di milioni di persone e riducono l’ossigeno nell’acqua dei fiordi.
Mentre l’agricoltura convenzionale subisce l’aumento del costo e la scarsa reperibilità dei fertilizzanti chimici di sintesi, l’agricoltura biologica si dimostra più resiliente e capace di rispondere alle crisi. Il parere degli esperti.
La frequenza e l’intensità degli eventi di caldo estremo sono in aumento: agricoltura e allevamento sono i settori colpiti più duramente con stress per le colture, gli animali e i lavoratori.