Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
A Tianjin si terr
Dal 4 al 9 ottobre si terrà a Tianjin, in Cina, il
quarto e ultimo ciclo di incontri in preparazione della sedicesima
Conferenza delle Parti di Cancún, in Messico.
I delegati provenienti da ogni parte del mondo saranno divisi
in due gruppi in seguito alle decisioni prese alla Conferenza di
Bali del 2007: il primo impegnato a raggiungere un accordo
finalizzato a prolungare e incrementare gli obiettivi di riduzione
del Protocollo di Kyoto (in scadenza nel 2012) per i paesi
industrializzati; l’altro a migliorare l’intera Convenzione quadro
sui cambiamenti climatici firmata durante l’Earth Summit di Rio de
Janeiro nel 1992.
Lo scopo principale dei negoziati è quello di far
rientrare fra i paesi con obiettivi di riduzione vincolanti anche
le economie emergenti come Cina, India o Brasile. Questi stati,
infatti, non rientrando nel Gruppo dei paesi industrializzati, non
hanno sottoscritto nessun obbligo di riduzione nonostante siano tra
i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell’atmosfera
a livello globale.
Per fare un esempio concreto, la Cina ha recentemente superato
gli Stati Uniti nella classifica dei paesi che emettono più
gas ad effetto serra in assoluto. Al contrario gli USA rimangono
saldamente in testa se si considera la classifica delle emissioni
di ogni singolo cittadino.
Il nuovo segretario della Convenzione Christiana Figueres ha
dichiarato che la Conferenza di quest’anno avrà lo scopo di
ridurre il numero di alternative sul tavolo. Tale affermazione
spegne sul nascere ogni speranza di veder conclusi entro quest’anno
i lavori ma rimane la fiducia sulla qualità dell’esito
finale, cioè che il futuro accordo possa effettivamente
rispondere alle esigenze che la lotta ai cambiamenti climatici
impone. Per questo sarà molto importante evitare un vuoto
giuridico in seguito alla scadenza degli obiettivi di Kyoto.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dall’Australia agli Stati Uniti, dal Cile al Mozambico, alla Russia e all’Argentina: numerose nazioni combattono condizioni meteo estreme.
Uno studio conclude che la tempesta Harry che ha colpito il Sud Italia sarebbe stata meno devastante in assenza del riscaldamento globale.
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le tre regioni più colpite dalla tempesta Harry. Ingenti i danni, ma non ci sono state vittime.
Facendo seguito a una proposta avanzata in estate, il presidente degli Stati Uniti Trump abrogherà un testo fondamentale: l’Endangerment finding.
Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, comprese quelle che si occupano di clima e ambiente.
Un novembre promettente, una prima parte di dicembre negativa, un recupero a Natale. La situazione della neve in Italia resta complessa.
Tra i mesi di ottobre 2024 e settembre 2025 la temperatura media nell’Artico è stata di 1,6 gradi centigradi più alta rispetto al periodo 1991-2020.
Uno studio spiega che, nella fase di “picco”, perderemo tra 2 e 4mila ghiacciai all’anno. Quelli delle Alpi tra i primi a scomparire.
Sulla base di un accordo del 2023, parte degli abitanti delle isole Tuvalu (che saranno sommerse dal Pacifico) potrà rifugiarsi in Australia.