Coronavirus

Impareremo a cambiare o ci estingueremo? Nuovi eroi per un nuovo mondo

Il nostro mondo non sarà più quello di prima. Impareremo a cambiare o ci estingueremo? Tutti noi dovremo essere gli eroi che guariranno il pianeta che ci ospita, cambiando le nostre abitudini, scegliendo di difendere la biodiversità per garantire un futuro. Avanti tutta.

Molto spesso la specie umana viene paragonata a un virus del nostro pianeta. I virus svolgono un compito essenziale in natura, dato che non si possono replicare autonomamente ma hanno bisogno di una cellula ospite: regolano le popolazioni delle specie che li ospitano, garantendone l’equilibrio negli ecosistemi.

Noi non stiamo agendo nemmeno come un virus, dato che non stiamo preservando l’equilibrio del pianeta blu che ci ospita.Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia

Noi non stiamo agendo nemmeno come un virus, dato che non stiamo preservando l’equilibrio del pianeta blu che ci ospita. Stiamo invece puntando dritti all’autodistruzione: la guerra contro la natura, il bisogno di risorse infinite su un pianeta finito, l’utilizzo di allevamenti intensivi in terra e in mare è una guerra contro la nostra specie.

Malattie virali, impatto umano sulla biodiversità e leggi dell’ecologia

Moltissime malattie virali conosciute come Ebola, Aids, Sars e Covid-2019 non hanno nulla di casuale, ma corrispondono ad uno specifico comportamento dell’uomo: l’impatto della perdita di biodiversità nella natura. È la distruzione persistente degli ecosistemi del pianeta a creare le condizioni favorevoli per fenomeni disastrosi quali lo spillover del nuovo coronavirus, che sta avendo un impatto profondo sulle nostre vite. Il commercio illegale e incontrollato di specie selvatiche e la distruzione delle aree incontaminate che li ospitavano mette sempre più a contatto l’uomo con le pandemie.

Negli anni Settanta il fondatore di Sea Shepherd, il capitano Paul Watson, insieme al defunto Robert Hunter, a Roberta Hunter, Patrick Moore, David Garrick e Rod Marining, scrissero le tre leggi dell’ecologia, essenziali per la sopravvivenza della biodiversità del Pianeta e dell’umanità. In primis, la legge della biodiversità: un ecosistema è sano se mantiene la diversità delle specie che vivono al suo interno. In secondo luogo, la legge dell’interdipendenza: tutte le specie sono connesse e interdipendenti. Infine, la legge delle risorse limitate: la capacità degli ecosistemi di creare e rinnovare le risorse disponibili ha un limite.

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L’aumento della popolazione di una specie porta a un maggiore uso delle risorse da parte della specie stessa. Questo porta alla riduzione della diversità di altre specie che, a sua volta, porta a una minore interdipendenza tra le specie. La nostra specie si sta indebolendo e mette a rischio la propria stessa sopravvivenza, perché contravviene a queste leggi fondamentali.

La nostra specie si sta indebolendo e mette a rischio la propria stessa sopravvivenza, perché contravviene a queste leggi fondamentali.Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia
nell'Amazzonia brasiliana
La perdita dell’habitat, a causa delle attività antropiche, è la principale causa della nuova ondata di estinzione di uccelli © Mario Tama/Getty Images

Il Pianeta semplicemente non può sopportare 7,7 miliardi di persone (numero in crescita) che divorano principalmente la carne di animali morti. Ogni anno la macellazione di 65 miliardi di animali genera più gas a effetto serra della totalità del settore dei trasporti. E la pesca industriale sta svuotando il mare facendo crollare la biodiversità di interi oceani. I rapporti Fao riportano che solo nel 2016 sono state pescate 79,3 milioni di tonnellate di pesce, di cui il 30 per cento viene rigettato in mare morto.

A questo numero già insostenibile dobbiamo aggiungere fino al 40 per cento di pescato da pesca illegale non regolamentata e non riconosciuta, stimando a 100 milioni di tonnellate il pesce pescato ogni anno in questi modi, tanto quanto 100 milioni di tonnellate, computo del World wide fund for nature, è la plastica riversata ogni anno negli stessi già inquinati mari. In questi numeri mancano la maggior parte dei 70 milioni di squali che vengono uccisi ogni anno per il commercio illegale delle loro pinne vendute nel mercato cinese.

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È chiaro che queste cifre né singolarmente né complessivamente siano sostenibili, ma dipendono direttamente da noi e dalle nostre scelte (abbiamo lanciato una raccolta voti alla comunità Europea indetta per fermare questa strage). La pesca industriale più insostenibile è proprio nel nostro Mediterraneo e mar Nero (62,2 per cento di stock sovrasfruttati), seguiti dal sud-est del Pacifico (61,5 per cento) e dall’Atlantico sud-occidentale (58,8 per cento). Sea Shepherd si batte da oltre 43 anni per la salvaguardia degli oceani e della fauna marina e contro il traffico illegale di animali selvatici.

Sea Shepherd si batte da oltre 43 anni per la salvaguardia degli oceani e della fauna marina e contro il traffico illegale di animali selvatici.
Sea Shepherd si batte da oltre 43 anni per la salvaguardia degli oceani e della fauna marina e contro il traffico illegale di animali selvatici © Sea Shepherd

Gli oceani ospitano il 90 per cento dell’intera biodiversità globale e ci forniscono il 70 per cento dell’ossigeno che respiriamo tramite il fitoplancton. Proprio in questo periodo dell’anno, fiorisce il fitoplancton nel Mediterraneo, piccolissimi vegetali da cui dipendiamo per la produzione del 70 per cento dell’ossigeno che respiriamo e per la riduzione della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. A sua volta, il fitoplancton dipende sia dai grandi cetacei, che attraverso le feci diffondono in acqua i nutrienti che il fitoplancton utilizza, insieme all’anidride carbonica, nel processo di fotosintesi clorofilliana per produrre ossigeno, e sia dal clima invernale che rimescola le acque profonde con le acque superficiali.

Proteggere i cetacei dei nostri mari vuol dire proteggere il nostro ossigeno. Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia

Ecco perché proteggere i cetacei dei nostri mari vuol dire proteggere il nostro ossigeno. La continua riduzione delle popolazioni di fitoplancton nei mari sta portando al declino di altre specie e ha causato un calo del 40 per cento della produzione di ossigeno dal 1950.

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Nuovi eroi per un mondo nuovo

I sistemi ecologici stanno collassando in tutto il mondo, dalle barriere coralline alle foreste pluviali, perché l’uomo sta sfruttando le risorse ben oltre la capacità degli ecosistemi di creare e rinnovare le risorse naturali. Il declino degli ecosistemi sta portando anche al collasso delle strutture sociali dell’uomo.

Il declino degli ecosistemi sta portando anche al collasso delle strutture sociali dell’uomo.Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia
Sea Shepherd
Oggi servono nuovi eroi per un nuovo mondo © Sea Shepherd

Oggi servono nuovi eroi per un nuovo mondo. Nel mondo greco gli eroi erano protettori degli uomini, per questo venivano venerati nell’antichità. Con un pensiero che va alle vittime e alle loro famiglie, oggi i nostri eroi sono in camice bianco e stanno lottando negli ospedali in tutto il mondo, senza compromessi, insieme alle autorità, ai volontari e alle forze armate per salvare vite ogni giorno.

Tutti noi dovremo imparare ad essere gli eroi che guariranno il pianeta che ci ospita.Andrea Morello, presidente Sea Shepherd Italia

Quando saremo guariti e sceglieremo di uscire dalle nostre case, tutti noi dovremo imparare ad essere gli eroi che guariranno il pianeta che ci ospita: cambiare le nostre abitudini nelle scelte di cosa ci nutrirà ogni giorno, di quali attività della nostra vita possano essere sostenibili e quali vadano cambiate, scegliere di difendere e proteggere il pianeta che ci ospita per conservare il futuro dei nostri figli e nipoti. Decidere di salpare con la flotta di Nettuno che continuerà a solcare gli oceani in difesa della vita e di aiutarci donandoci la possibilità di rimettere la prua al mare per portare giustizia e legalità nel grande blu.

Avanti tutta, per gli oceani.

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