Mentre La Calera affrontava un severo razionamento dell’acqua, le sorgenti locali venivano prosciugate dall’azienda Indega. I cittadini hanno reagito e hanno cambiato le cose.
La concentrazione di diossine e policlorobifenili (PCB) nei frutti di mare, come cozze e ostriche, presenti nel Mar Piccolo di Taranto e analizzati su commissione del Fondo Antidiossina di Taranto sarebbe superiore a quanto previsto dalla legge. La concentrazione raggiungerebbe i 13,5 picogrammi per grammo a fronte di un limite massimo di 8 (+69 per
La concentrazione di diossine e policlorobifenili (PCB) nei frutti
di mare, come cozze e ostriche, presenti nel Mar Piccolo di Taranto
e analizzati su commissione del Fondo Antidiossina
di Taranto sarebbe superiore a quanto previsto dalla legge. La
concentrazione raggiungerebbe i 13,5 picogrammi per grammo a fronte
di un limite massimo di 8 (+69 per cento).
L’analisi, portata avanti in autonomia grazie a donazioni
private, è stata realizzata dal Consorzio
interuniversitario nazionale di chimica per l’ambiente di
Venezia. Secondo i rappresentanti della Onlus, “le analisi non
riguardano i mitili di allevamento su palo e su galleggiante in
quanto non poggiano sul fondale”. La diossina,
infatti, non è idrosolubile e può essere assorbita
dai molluschi solo se vengono smossi i fondali inquinati.
La Regione Puglia ha deciso di intervenire convocando un incontro tecnico per valutare
quali possano essere gli eventuali provvedimenti da adottare per
garantire la salute pubblica. Inoltre, sono stati diffusi anche i
dati ufficiali della Regione dai quali risulta che i parametri sono
inferiori ai limiti previsti dal regolamento europeo per il
commercio.
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