Critical Mass, Milano festeggia vent’anni di pedalate e condivisione

Mobilità alternativa, attivismo, ecologia, inclusione e molto altro. La critical mass è una festa in movimento che risveglia la città.

La critical mass è la creatura su due ruote (ma non solo) che ogni giovedì sera si muove lungo le strade di Milano, animandole. La sua natura è decisamente urbana e notturna. Prende vita intorno alle 22 nel cuore della città, in piazza dei Mercanti. Si accendono i fari della bici e via, questo fiume inizia a spostarsi lentamente a colpi di pedali. Sfila sotto la Madonnina, attraversa piazze, tunnel, parchi, improvvisa tragitti sotto la luce dei lampioni, quando i motori delle auto sono spenti e girare in bicicletta risulta più semplice e sicuro. Scampanella, canta, suona, beve le  birrette, saluta chi guarda dal balcone, fa i conti con chi in auto strombazza e poi tira dritto, scorre.

Le persone che partecipano – anche chi c’è stato solo una volta – la definiscono una festa. Una festa in movimento in cui parti per fare un pezzo di strada e ti trovi a condividere pezzi di vita, grazie a un mezzo straordinario come la bicicletta.

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Il passaggio da Porta Venezia © Angelo Lisco

L’ispirazione viene da lontano, da San Francisco, dove nel 1992 si svolge la prima critical mass. Un evento che lascia il segno e che viene ripreso in molte altre grandi città del mondo tra cui appunto Milano, dove da vent’anni l’appuntamento ha una cadenza serrata, settimanale.
E allora come festeggiare la critical mass? La risposta è semplice: facendone una!
Dunque, per questo compleanno importante, si pedala di giorno, nel pomeriggio di domenica 27 febbraio.

Critical mass, non solo in bicicletta

Alla critical mass pomeridiana partecipano persone di tutte le età, moltissime le famiglie con i bimbi.
Le bici sono centinaia, ognuna con la sua forma e il suo stile. Ci sono grazielle d’epoca, tall bike che svettano tra la folla, bici da corsa o ammortizzate, scatto fisso, pieghevoli, reclinate dove si pedala pressoché sdraiati. Decine le cargo bike presenti, ognuna porta a spasso un piccolo mondo. Da alcuni cassoni spuntano i sorrisi dei più piccoli, in altri troviamo musicisti pronti a concertini estemporanei, in altri ancora si fa spazio ai pelosi.

C’è chi pedala in coppia e sceglie il tandem, chi sfodera per l’occasione il risciò e chi opta invece per la mise più compatta ed essenziale del monoruota. Non mancano poi gli amanti delle rotelle più piccole, quelle dei pattini e degli skate. Insomma alla critical mass più si è meglio è, l’importante è andare insieme in strada, nella stessa direzione, facendo appunto “massa-critica“.

“Noi siamo il traffico”, la filosofia della critical mass

Noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico!” è il motto che accompagna da sempre le pedalate del giovedì sera che rappresentano un momento per riprendersi la vie e spostarsi in sicurezza, con piacere, mentre gran parte del traffico automobilistico resta parcheggiato a bordo strada. Non ci sono organizzatori, si tratta di un’aggregazione spontanea dove ognuno è responsabile di se stesso.
La “critical” ha un animo libero, non la si può definire “manifestazione”, non ha legami con partiti politici. Per certi versi è molto simile a una performance, tanto che non mancano i travestimenti e il lato ludico è spiccato. Nella sua essenza resta un sano esercizio di convivenza e partecipazione.
Le uniche bandiere ammesse sono quelle della pace, che domenica 27 febbraio sono state accompagnate qua e là da palloncini giallo-azzurri per ricordare la guerra in Ucraina.

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La traversata di via Melchiorre Gioia © Paola Piacentini/LifeGate

Massa marmocchi, ciclofficine popolari e progetti di mobilità alternativa

In questi vent’anni milanesi all’interno della critical mass sono nate non solo molte amicizie ma anche tanti progetti legati alla mobilità attiva. Luca Boniardi ci ricorda una delle esperienze più belle, ovvero la Massa marmocchi di cui è un volontario. Si tratta del “bike to school” gestito da cittadini che si organizzano per portare a scuola i propri figli in bicicletta. “Tutto è nato proprio dalle esigenze di una mamma che sulla pagina della critical mass ha chiesto aiuto per portare il figlio a scuola in viale Monza”. Così è nata Massa marmocchi che promuove una mobilità alternativa facendo leva sull’idea che “l’unione fa la forza e soprattutto rende il tragitto sicuro”.
L’iniziativa nel 2019 ha ricevuto un riconoscimento importante da parte del Comune, ovvero l’onorificenza dell’Ambrogino d’oro.

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Un gruppo di bambini della massa-marmocchi si dirige verso scuola © Matteo Saderis

Non si possono poi dimenticare le esperienze delle ciclofficine popolari, dove si mette in comune volontariamente il sapere della ciclomeccanica. Luoghi vitali in cui – oltre a imparare a “sporcarsi le mani” – si fa socialità. Citiamo per esempio la Balenga, presente con un risciò colorato, la storica Stecca, la Cuccagna e Unza.

Anche i bike messenger in critical mass

Un altro punto di vista interessante è quello di Roberto Peia, giornalista e scrittore che nel libro “Tutta mia la città. Diario di un bike messenger” racconta la sua storia di corriere in bicicletta. Roberto, infatti, ha fondato Ubm – Urban Bike Messenger – la prima società di corrieri in Italia, grazie alla quale nel 2008 vediamo sfrecciare nelle strade meneghine i primi bike messenger con il loro stile inconfondibile.

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Musica in critical mass © Paola Piacentini/LifeGate

“La critical mass per me è stato a lungo un appuntamento fisso tra amici” ci spiega. “Qui si ritrovavano molti corrieri ma ricordo anche le prime persone che facevano le granfondo. Quindici anni fa eravamo visti come ragazzotti che andavano in giro a fare confusione, mentre in realtà volevamo riappropriarci della città e rivendicare spazio per questo strumento meraviglioso, ecologico e pacifista. Ritornare qui dopo qualche anno, ritrovare amici e vedere tanti bimbi, riempie il cuore di gioia”.
La sua passione per la bici non si è fermata nel tempo e lo ha portato a collaborare all’apertura di Upcycle, il primo urban bike cafè di ispirazione nordeuropea, oggi punto di riferimento per chi pedala.

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Lungo il sottopasso della Stazione Centrale di Milano © Paola Piacentini/LifeGate

Largo alle cargo bike!

Poco più in là incontriamo Federica che si sposta in bici trainando un carrellino per i piccoli. “Io e il mio compagno abbiamo tre bimbi, un carrello e una cargo bike! Per me la bici è un modo di vivere, ci muoviamo così tutti i giorni, verso scuola e lavoro. C’è ancora molto da fare per la mobilità sostenibile. È necessaria un’educazione maggiore rivolta sia agli automobilisti che ai pedoni e ai ciclisti. Per me la critical mass è sinonimo di libertà e felicità”.

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Il gruppo fb “cargo bikers milano” promuove l’uso di questi mezzi per una mobilità sostenibile © Paola Piacentini/LifeGate

Lo stesso pensiero è quello di Simone Pantalei, attivo nell’associazione Genitori antismog che promuove iniziative e progetti per migliorare le condizioni ambientali della città, renderla più respirabile e vivibile. Anche lui è papà di quattro bambine. Da diversi anni con la sua famiglia usa la cargo bike e ha aperto la pagina facebook “Cargo bikers Milano” .

“L’idea è quella di raccogliere le persone che utilizzano questi mezzi e cercare di avvicinare chi è interessato, scambiandoci consigli, prestando le cargo per provarle” racconta Simone. “Un giorno mi piacerebbe fosse normale vedere le cargo in giro in mezzo alla strada, come oggi. Si tratta di un mondo ancora sconosciuto in Italia, c’è ancora molta strada da fare per rendere le città più accessibili”.

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La bicicletta, strumento per città più vivibili e “respirabili” © Paola Piacentini/LifeGate

L’arrivo al Parco Nord

Dopo un paio di ore si raggiunge il Parco Nord dove termina la pedalata e inizia il momento di convivialità “statica”. Sui prati, al sole e distanziati, si stendono i teli mentre attacca la musica dal vivo.

Qui incontriamo Michela e Giuliano, due persone non vedenti che oggi in risciò hanno partecipato alla critical mass. Sono entusiasti, per Michela è stata la prima volta: “Ho trovato una bellissima accoglienza, i miei driver durante il percorso mi hanno raccontato quello che accadeva intorno, le reazioni degli automobilisti e dei passanti”. Giuliano invece da tempo frequenta la critical mass grazie a Carlo, che mette a disposizione il suo risciò. “Finendo tardi le pedalate del giovedì, oltre l’orario in cui si possono prendere i mezzi, è capitato che mi accompagnassero davanti a casa, in 300 persone… una cosa meravigliosa!” . Poi aggiunge: “Muovendosi la sera, quando c’è meno rumore, l’uso dell’udito si fa intenso e il tempo vola”.

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L’ingresso al Parco Nord © Paola Piacentini/LifeGate

Tra la folla, sui pattini, si aggira un mago. È Fabio, zoccolo duro della critical mass, patito di rotelle e travestimenti. Lui che scherza sempre, guardandosi intorno, si fa serio e dice: “Ricordiamoci che la realtà è più incredibile di qualunque fantasia”. Ha ragione e questi vent’anni ne sono la prova.

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