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di Ilaria Forte Le allergie sono sempre più diffuse anche anche fra i bambini anche molto piccoli. Tipiche del primo anno di vita, per esempio, sono le allergie di tipo alimentare alle proteine del latte vaccino e a quelle dell’uovo (albume e tuorlo). Allergie infantili, i primi sintomi Sicuramente uno dei primi fattori da tenere in considerazione
Le allergie sono sempre più diffuse anche anche fra i bambini anche molto piccoli. Tipiche del primo anno di vita, per esempio, sono le allergie di tipo alimentare alle proteine del latte vaccino e a quelle dell’uovo (albume e tuorlo).
Sicuramente uno dei primi fattori da tenere in considerazione è la presenza in famiglia di soggetti allergici: se uno o entrambi i genitori sono allergici, vi è una maggior probabilità che anche il bambino lo sia.
Poi vi sono i sintomi immediatamente riscontrabili: prurito, arrossamento, gonfiore, dermatite, raffreddore o asma, coliche, lacrimazione ecc., che però non possono essere i soli elementi da prendere in considerazione per una diagnosi corretta nelle allergie infantili.
Un medico naturopata deve tenere conto anche della facilità all’infezione e delle continue ricadute e della debolezza del sistema immunitario.
I fattori scatenanti di tipo fisico possono essere: alimenti, additivi alimentari, coloranti artificiali, farmaci chimici e vaccini, tessuti, materiali sintetici, detersivi e disinfettanti, polveri, pollini, muffe, metalli.
I fattori scatenanti di tipo psichico-vibrazionale sono: situazioni cronicamente stressanti, perturbazioni emozionali, conflitti psicologici, energie sottili. La nascita di un fratellino, la separazione e i conflitti tra i genitori, la rigidità educativa, i messaggi contraddittori, l’inserimento nella scuola materna possono essere eventi che scatenano nel bambino ipersensibile una sindrome allergica.
Gli apparati particolarmene colpiti sono: respiratorio, linfatico, digerente, cutaneo, sistema nervoso; ne conseguono tonsilliti, riniti, bronchiti, asma, otiti, gastroenteriti, colon irritabile, dermatiti, stati di ipercinesia, irritabilità ed insonnia, o all’opposto torpidità mentale, difficoltà nell’apprendimento.
Attualmente, le classiche cure chimiche prevedono la somministrazione di antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e broncodilatatori; la sintomatologia si allevia ma lo stato generale non ritorna velocemente a livello ottimale e le ricadute sono frequenti in conseguenza dell’alterazione della flora batterica da antibiotici e all’immunosoppressione da cortisonici.
Oltre alle cure omeopatiche, alla dieta anallergica e alle altre terapie naturali, particolarmente innovativo ed efficace è l’approccio terapeudico integrato H.Q.I. (Human Quality Improvement), che riguarda l’aspetto fisico, psichico, educativo-affettivo e psicomotorio del bambino, nonché l’interazione “energetica” tra genitori e figli.
Un genitore troppo ansioso, oppure rigido e stressato, oppure carico di pensieri ed emozioni improntate alla sfiducia e al pessimismo, trasmette inevitabilmente queste vibrazioni interferendo energeticamente con il rapido ripristino del benessere del bambino.
Al contrario, una figura genitoriale più equilibrata rappresenti di per sé una “buona medicina” per il bambino ipersensibile. L’ambiente scolastico, il tipo di alimentazione adottata e soprattutto i modelli educativi e l’interazione con gli insegnanti, sono altri elementi da valutare attentamente.
In un periodo in cui la sindrome allergica è in costante aumento nonostante i vari tipi di cura esistenti, molto si dovrebbe fare per aiutare i bambini a scaricare tensioni somatizzate e a risolvere blocchi emozionali, creando un’atmosfera serena e gioiosa.
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