Dalla Puglia arriva il pomodoro senza sfruttamento

Nasce il bollino Equapulia no lavoro nero, che identifica i prodotti raccolti e lavorati senza manodopera non inquadrata contrattualmente.

Dai campi della Puglia arriva una bella notizia. Quest’anno, per la prima volta, sarà prodotto il pomodoro etico. Le aziende in grado di dimostrare di non aver utilizzato nei cicli di produzione manodopera non inquadrata contrattualmente potranno ottenere il bollino Equapulia no lavoro nero. Un marchio di legalità, dunque, e non di semplice qualità, che comparirà sulle confezioni di pelato trasformato quest’anno in Capitanata, la provincia di Foggia, la più importante al Sud per volumi di fatturato e lavoratori impegnati (20mila) nella raccolta di pomodori.

 

Il 23 giugno in prefettura a Foggia c’è stata la firma del protocollo d’intesa per il riconoscimento della “certificazione etica regionale”, a cui hanno già aderito numerose aziende agricole, come La Palma, San Michele, Mediterraneo, Conapo, Biorto, Agricola De Feo. Il mondo della trasformazione è presente con Futuragri. Per la grande distribuzione organizzata ha risposto Coop Estense, mentre alla firma del protocollo d’intesa erano assenti big quali Auchan (che però ha inviato una lettera di interesse) e Princes, la multinazionale britannica che in Puglia ha il più grande stabilimento conserviero d’Europa.

 

Le imprese aderenti riceveranno un disciplinare di produzione e sarà aggiornata la white list delle aziende che aderiscono al piano. Il passaggio successivo sarà il reclutamento del personale attraverso le liste di prenotazione nei centri per l’impiego.

Articoli correlati