Nel mondo un diluvio di plastica. A partire dagli Stati Uniti

Uno studio rivela i livelli di produzione di rifiuti di plastica a livello mondiale. Ad inquinare di più sono gli americani, seguiti dai britannici.

  • Gli Stati Uniti sono la nazione che, di gran lunga, produce al mondo la maggiore quantità di rifiuti di plastica
  • Se non si agirà, nel 2030 vedremo sestuplicata la plastica riversata nei mari ogni anno
  • Le Accademie nazionali di scienza, ingegneria e medicina americane chiedono al governo di Washington di agire

Quella degli Stati Uniti è di gran lunga la popolazione che, al mondo, produce più rifiuti di plastica. A spiegarlo è un rapporto pubblicato dalle Accademie nazionali di scienza, ingegneria e medicina, che hanno anche lanciato un appello al governo di Washington affinché si doti di una strategia per ridurre drasticamente la quantità di plastica gettata. Anche in ragione del fatto che buona parte di quest’ultima finisce negli oceani, con conseguenze drammatiche sulla fauna marina e, di conseguenza, anche sull’intera catena alimentare.

Gli Stati Uniti producono il doppio dei rifiuti della Cina

Complessivamente, i dati indicano che gli Stati Uniti generano ogni anno 42 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica: il doppio di quelli di una nazione ben più popolosa come la Cina. E più di tutti i paesi dell’Unione europea sommati tra loro. In media, infatti, ciascun americano ne produce 130 chilogrammi all’anno. Al secondo posto i cittadini del Regno Unito, con 98 chilogrammi.

Plastica
Rifiuti di plastica in Cina © China Photos/Getty Images

Margaret Spring, presidente del comitato di esperti che ha curato il rapporto (commissionato dal congresso americano), ha spiegato che “il successo dell’invenzione della plastica nel corso del Ventesimo secolo ha prodotto un diluvio di rifiuti a livello globale. Ovunque. Ciò ha sta producendo una crisi ambientale e sociale”.

Il quantitativo totale di rifiuti prodotti in tutto il mondo, e che finisce ogni anno negli oceani, è pari a circa 8,8 milioni di tonnellate. È come se un camion carico di plastica venisse rovesciato in mare ogni minuto. Se il ritmo rimarrà quello attuale, il risultato è che, di qui al 2030 il totale possa sestuplicare, raggiungendo i 53 milioni di tonnellate.

Nel 2030 fino a 53 milioni di tonnellate di plastica nei mari ogni anno

“Si tratta del rapporto più completo e inquietante sull’inquinamento da plastica di sempre”, ha commentato Judith Enk, presidente dell’associazione Beyond Plastic. Mentre Christy Leavitt, dell’organizzazione non governativa Oceana, ha spiegato che “non possiamo ignorare il ruolo degli Stati Uniti in questa crisi, che rappresenta una delle minacce più gravi per i nostri oceani e per l’intero Pianeta”.

Per questo lo studio chiede anche di introdurre misure drastiche, come l’imposizione per legge di un tetto massimo alla produzione di plastica non riciclata. Ma serve anche maggiore trasparenza e un monitoraggio più stringente al fine di poter avere e disposizione dati sui rifiuti, ad esempio per poterne identificare le principali fonti.

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