Donald Trump sceglie l’isolazionismo: Stati Uniti fuori dall’Accordo di Parigi

Donald Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, per “riaffermare la sovranità del nostro paese: era un accordo squilibrato”

Gli Stati Uniti hanno annunciato l’uscita dall’Accordo di Parigi. In una conferenza stampa, il presidente Donald Trump ha giustificato la scelta parlando di “interessi americani minacciati” e di “intesa a favore di altre nazioni, sulla pelle della nostra”. Reazioni durissime dal mondo intero.

Le prime reazioni: “Crimine contro l’umanità”

L’ex presidente americano Barack Obama è stato tra i primi a reagire, spiegando che “le nazioni che resteranno all’interno dell’Accordo di Parigi saranno quelle che ne raccoglierenno i benefici in termini di lavoro e di produzione industriale. Anche in assenza di una leadership americana, anche se la nostra amministrazione si allinea ad un pugno di paesi che rifiutano l’avvenire, sono certo che i nostri stati, le nostre città e le imprese saranno all’altezza e faranno ancora di più per proteggere il pianeta, pensando alle future generazioni”.

L’ex ministro dell’Ecologia francese Ségolène Royal, che ha lavorato alacremente per l’Accordo, ha dichiarato: “Abbiamo assisito allo spettacolo tragico di un uomo che da solo ha deciso di prendere in ostaggio tutti gli abitanti del pianeta. Penso che non si possa lasciarlo fare, perché si tratterebbe di un crimine contro l’umanità. Inoltre non si può uscire in modo unilaterale dall’Accordo di Parigi. Esso prevede all’articolo 28 un margine di tre anni e un preavviso di un anno, il che fa quattro anni in tutto. Passato questo periodo di tempo saremo alla fine del mandato di Donald Trump. Per questo auspico che tutte le forze positive si mobilitino per scongiurare la distruzione dell’Accordo di Parigi, che equivale alla distruzione della Terra”.

Il sindaco di Pittsburgh (città citata dal Donald Trump nel suo dicorso) si è smarcato con decisione dal presidente: “Il mio comune rispetterà alla lettera il dettato dell’Accordo di Parigi”. Il primo ministro del Belgio Charles Michel ha parlato di “gesto irresponsabile”. “I cambiamenti climatici non aspettano gli Stati Uniti – ha dichiarato Ben Schreiber, dell’associazione Friends of the Earth USA -, la maggioranza degli americani non è d’accordo con la Casa Bianca”. Jean-François Julliard, di Greenpeace, ha commentato le argomentazioni economiche avanzate da Trump per giustificare la scelta: “Non ha capito niente dell’Accordo”.

Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ha dichiarato, secondo quanto riferito dall’Ansa: “Noi non facciamo passi indietro dall’Accordo di Parigi. L’Italia è impegnata per la riduzione delle emissioni, per le energie rinnovabili, per lo sviluppo sostenibile”.

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) ha accolto “con disappunto” la notizia, ricordando che l’Accordo è stato firmato da 194 nazioni e ratificato da 147. “E in ogni caso non potrà essere rinegoziato su richiesta di un solo governo”.

La conferenza stampa di Donald Trump

22:00 – La conferenza stampa è terminata. Donald Trump ha lasciato la parola al climatoscettico direttore dell’Agenzia per la protezione dell’Ambiente con il consueto slogan: “Make America Great Again”.

21:58 – “Se accettassimo l’Accordo di Parigi, creeremmo un precedente. Sarebbe solo il primo di tanti”.

21:56 – “Con l’Accordo consentiremmo ad altri di rubare i nostri posti di lavoro. Oggi riaffermiamo la sovranità del nostro paese. La nostra Costituzione è unica al mondo e io ho il dovere di rispettarla e proteggerla dalle minacce esterne”.

21:54 – “Già paghiamo più di tutti per gli aiuti allo sviluppo. Il fondo verde previsto dall’Accordo ci imporrebbe di pagare decine di miliardi. Per il nostro bilancio si tratterebbe di denaro che sarebbe sottratto alla lotta al terrorismo. D’ora in poi non ci sentiamo più obbligati a contribuire al fondo”.

21:52 – “Siamo stati eletti per fare gli interessi degli abitanti di Pittsburgh, non di quelli di Parigi”.

21:50 – “Il mio lavoro di presidente è di fare tutto ciò che mi è possibile per creare un quadro in grado di rendere gli Stati Uniti il più prospero e produttivo sistema del mondo. L’Accordo di Parigi rappresentava un handicap per la nostra nazione. Per chi l’ha firmato la proprità non era l’America”.

21:48 – “Sono disponibile a rinegoziare altri accordi ma a patto che siano equi e le responsabilità siano condivise tra tutti i paesi del mondo”.

21:45 – Donald Trump parla anche di rischi di black-out negli Stati Uniti, a causa della transizione energetica che occorrerebbe effettuare.

21:43 – “La ragione per la quale tutto il mondo ha esultato quando abbiamo ratificato l’Accordo è che tutti ci avrebbero guadagnato. Per noi diventerebbe estremamente difficile restare concorrenziali rispetto ai nostri competitors. Ci priverebbe della possibilità di sfruttare le nostre ricchezze. E molte famiglie sarebbero condannate alla povertà”.

21:39 – Donald Trump elenca le perdite economiche e finanziarie che deriverebbero dagli impegni a difesa del clima. Poi afferma: “Tengo molto all’ambiente ma non posso accettare un accordo punitivo per il mio paese. La Cina avrà il permesso di accrescere per molti anni le sue emissioni, noi invece no. La partecipazione a questo Accordo significa inoltre il trasferimento di miliardi ad altre nazioni. Negli Stati Uniti si tradurrebbe in un ostacolo anche allo sviluppo ad esempio di carbone o di attività minerarie pulite. Anche l’India potrà raddoppiare la produzione di carbone, che dunque non è vietato: è solo un elemento della guerra ai posti di lavoro americani”.

21:37 – “L’Accordo di Parigi era a beneficio esclusivo di altri paesi, sulla pelle degli Stati Uniti. Che avrebbero pagato in termini economici, di lavoro e di produzione. Per questo cesseremo ogni impegno non vincolante, altrimenti perderemmo milioni di posti di lavoro nei prossimi decenni, in industrie vitali per la nostra nazione”.

21:32 – Donald Trump ha preso la parola. Le prime parole sono per l’attentatato terroristico nelle Filippine (che poi si è rivelato non essere tale, ndr). Quindi sull’economia: “Il nostro paese deve puntare sulla sua crescita. Abbiamo investito già enormemente. Al G7 in Italia abbiamo adottato delle misure storiche in termini economici e di politica estera. Ogni giorno mi batto per il mio popolo e proprio per rispettare gli impegni presi nei suoi confronti gli Stati Uniti lasciano l’Accordo di Parigi”.

21:30 – La conferenza stampa è cominciata in questo momento. Il  vice-presidente ha preso la parola nel giardino della Casa Bianca.

20:59 – Prima ancora che inizi la conferenza, i media internazionali confermano: “Gli Stati Uniti hanno deciso, escono dall’Accordo di Parigi. Lo indicano fonti interne alla Casa Bianca”. A quanto pare i consiglieri economici si sono schierati a favore dell’Accordo di Parigi, mentre quelli politici lo hanno convinto ad uscire. Si tratterebbe dunque di una scelta puramente ideologica.

20:50 – In attesa che cominci la conferenza stampa di Donald Trump, l’attore ecologista Leonardo DiCaprio ha twittato rivolgendosi al presidente: “Spero che stasera prenderà una decisione etica, proteggendo le future generazioni”.

Aggiornamento 1 giugno ore 9:00 – Le indiscrezioni apparse sulla stampa devono aver convinto Donald Trump ad accelerare i tempi. Ieri il presidente aveva fatto sapere che la sua decisione in merito all’Accordo di Parigi sarebbe stata annunciata ufficialmente “nei prossimi giorni”, invece la conferenza stampa è stata convocata per le ore 15 statunitensi di oggi, giovedì 1 giugno (le ore 21 in Italia).

 


Dopo mesi di attesa e di dichiarazioni contraddittorie, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe preso la decisione: il suo paese uscirà dall’Accordo di Parigi. Il capo di stato americano avrebbe già annunciato la decisione ai suoi più stretti collaboratori, secondo quanto riportato dai media americani.

Donald Trump: “A giorni l’annuncio ufficiale”

L’emittente televisiva Cbs News spiega che i dettagli della questione non sarebbero stati ancora definiti, ma la via sarebbe ormai tracciata. Le indiscrezioni trapelate sulla stampa indicano inoltre che, dal punto di vista tecnico e legale, l’uscita degli Stati Uniti dovrebbe essere affidata ad un gruppo di persone vicine a Donald Trump, tra i quali il nuovo direttore dell’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente (Epa), il sostenitore delle fonti fossili e climatoscettico Scott Pruitt.

Barack Obama alla Cop 21 sul clima di Parigi
L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama mentre tiene un discorso alla Cop 21, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici svoltasi nel dicembre 2015 al termine della quale è stato approvato l’Accordo di parigi ©ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images

 

Un colpo durissimo per l’Accordo di Parigi

In termini operativi, gli Stati Uniti non potranno comunque abbandonare immediatamente l’Accordo di Parigi: la disciplina non permette ai governi, infatti, di inviare una richiesta di uscita prima di tre anni dall’entrata in vigore. Ma è altrettanto chiaro che l’amministrazione americana potrà decidere di non ottemperare agli impegni assunti in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. L’accordo, infatti, si basa sulla “politica del consenso” e non prevede alcuna sanzione per chi non ne rispetterà i termini.

Donald Trump ha annunciato tramite un tweet che l’annuncio ufficiale arriverà entro pochi giorni. Per la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations framework convention on climate change, Unfccc), si tratterebbe di un colpo durissimo, non soltanto dal punto di vista fattuale – gli Stati Uniti emettono assieme alla Cina la quota più importante di gas ad effetto serra al mondo – ma anche e soprattutto politico.

Lifegate seguirà la conferenza stampa di Donald Trump in diretta, a partire dalle ore 21 di giovedì 1 giugno.
Articoli correlati