Elicriso o helichrysum italicum: tutto sulla pianta, le sue proprietà e come usarla

Le proprietà terapeutiche dell’elicriso, dal greco “sole d’oro”, sono davvero molte e sono note e sfruttate già dai tempi antichi.

Storia dell’elicriso

In Grecia e soprattutto a Roma il colore dei suoi capolini spingeva le persone ad intrecciarne corone per adornare le statue di Apollo ed Atena. Il nome elicriso infatti è composto da due parole greche che significano proprio “sole d’oro”.

Al di là del suo lato estetico, le proprietà terapeutiche dell’Helicrysum italicum – questo è il suo nome botanico – sono davvero molte e sono note e sfruttate già dai tempi antichi.

elicriso, pianta, selvatica
Pianta di elicriso

Della pianta, che cresce spontanea nell’Europa mediterranea – in particolare in Italia, presso il mare e nei luoghi aridi – si utilizzano le sommità fiorite, ricche di oli essenziali, flavonoidi, acidi (tra cui l’acido caffeico).

elicriso, essenza
Essenza di elicriso

Proprietà dell’elicriso

Nella Roma del XVII secolo, ad esempio, erano diffusi i fumenti con i “perpetuini”, cioè i fiori essiccati dell’elicriso, che avevano la capacità di alleviare il senso di soffocamento dovuto all’eccessiva ingestione di cibo.

Ora più spesso i principi attivi della pianta sono assunti tramite estratto fluido o in tintura madre: sono in
generale utili nelle patologie che colpiscono l’apparato respiratorio, alleviano i sintomi del raffreddore, della tosse e della pertosse, migliorano i disturbi delle allergie.

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Assunto sotto forma di pomata o di oleolita, l’elicriso offre buoni risultati come antinfiammatorio, è un rimedio contro le ustioni e gli eritemi solari. In particolare, in dermatologia, può essere utile contro eczemi e psoriasi.

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