La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
I ricercatori dell’Università di Pisa hanno sviluppato un erbicida naturale grazie all’olio essenziale ricavato da alcune erbacce.
Se non puoi batterle unisciti a loro. Seguendo questo proverbio un gruppo di ricercatori di Scienze agrarie e Farmacia dell’Università di Pisa ha trovato un rimedio per contrastare in maniera naturale e sostenibile le erbe infestanti, le cosiddette erbacce. Hanno infatti sviluppato un erbicida ricavato dagli oli essenziali delle stesse erbacce. Ricordiamo prima che, solitamente, le erbacce vengono definite tali solo perché crescono nel posto sbagliato, e se in un luogo la stessa varietà può essere gradita in un altro può essere estirpata senza complimenti. “Qualsiasi pianta che cresca in un ambiente abbandonato diventa un’erbaccia – ha scritto Richard Mabey nel suo Elogio delle erbacce. – Le infestanti sono vittime di un reato di associazione a delinquere, e sono accomunate alle compagnie discutibili che frequentano. Se crescono in mezzo al pattume anche loro diventano una specie di rifiuti. Immondizie vegetali”. Detto questo alcune piante infestanti rappresentano effettivamente un serio problema per l’agricoltura e sono responsabili di un calo della produttività agricola.
L’erbicida è stato dunque realizzato sfruttando le stesse piante che dovrebbe contrastare. “Nessuno sino ad ora aveva pensato di usare gli oli essenziali estratti da erbacce per combattere le stesse erbacce”, ha spiegato Stefano Benvenuti, ricercatore dell’ateneo pisano.
I ricercatori, che hanno pubblicato anche uno studio sulla rivista scientifica Weed Research, hanno individuato cinque specie da cui sono stati estratti oli essenziali particolarmente efficaci: l’achillea (Achillea millefolium), l’assenzio annuale (Artemisia annua), l’assenzio dei fratelli Verlot (Artemisia verlotiorum), la santolina delle spiagge (Otanthus maritimus), e la Nappola (Xanthium strumarium).
La ricerca, durata tre anni e condotta sia in laboratorio che in serra, è nata con l’obiettivo di sviluppare un sistema per combattere le piante infestanti in modo ecologicamente sostenibile, anche in virtù dei recenti divieti di utilizzare sostanze che si sono rivelate altamente pericolose per la salute umana e per l’ambiente, una su tutte il glifosato, uno degli erbicidi più diffusi in campo agricolo e che ha effetti devastanti sulla salute delle persone.
L’utilizzo di oli essenziali ricavati dalle piante infestanti, oltre ad essere ecologicamente sostenibile e senza impatto sulla salute, è anche una scelta economicamente vantaggiosa. “È una soluzione che presenterebbe anche dei vantaggi dal punto di vista economico – ha affermato Benvenuti – dal momento che si tratta di piante che hanno costi agronomici limitati, soprattutto da un punto di vista idrico, e così paradossalmente anche specie spontanee ancora prive di una utilità possono divenire amiche dell’uomo e dell’ambiente”.
Secondo i ricercatori i nuovi erbicidi possono essere utilizzati, proprio come quelli tradizionali, sia nella fase di pre-impianto della coltura che localizzandone la distribuzione in presenza della coltura stessa. “L’impiego di maggiore innovazione potrebbe tuttavia essere quello in città, dai marciapiedi, ai bordi stradali a tutte le aree spesso colonizzate da specie indesiderate”, ha concluso il ricercatore.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.
Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Con gli esperti di Prevenzione a Tavola, una puntata speciale del podcast News dal pianeta Terra dedicata alla dieta mediterranea, quella che tutti dovremmo conoscere.
Negli ultimi 4 anni, i prezzi alimentari hanno subìto un’impennata e l’Antitrust ha avviato un’indagine sul ruolo della grande distribuzione organizzata. Ne abbiamo parlato con Alessandra Rivolta, esperta di Altroconsumo.
L’immunologo Attilio Speciani ci ha spiegato cosa pensa della nuova piramide alimentare degli Stati Uniti. La sua analisi sulle linee guida e sull’influenza delle lobby.
Da una ricerca francese sono stai pubblicati due studi che evidenziano l’associazione tra un maggiore consumo di conservanti e un aumento del rischio di cancro e diabete di tipo 2.
Il 2026 è stato proclamato Anno Internazionale della Donna contadina dalla Fao, per favorire azioni globali per la parità di genere e l’emancipazione femminile nei sistemi agroalimentari.
Lenticchie il 31 dicembre? Sì, ma in ricette vegetariane! Ecco 4 idee: involtini, zuppa, polenta e polpettone.


