ExoMars. È il giorno di Schiaparelli, l’Italia va su Marte

Per la prima volta l’Esa porta una sonda sul pianeta rosso. ExoMars studierà l’atmosfera e i venti di Marte, preparando la strada per la missione del 2020.

È durato quasi 7 mesi il viaggio di ExoMars, la prima sonda europea lanciata verso Marte. E c’è molta Italia dietro il progetto, perché il modulo Schiaparelli, che atterrerà sul suolo del pianeta rosso il 19 ottobre alle 16.48, è stato costruito interamente in Italia, dalla Thales Alenia Space.

Partita il 14 marzo scorso, la sonda è arrivata nei pressi del pianeta rosso pochi giorni fa, quando il modulo Schiaparelli si è staccato dal Tgo (Trace gas orbiter) lo scorso 16 ottobre, puntando verso l’atmosfera marziana.

 

#italiavasumarte

Da Torino, precisamente dall’Altec (Aerospace logistics technology engineering company),  saranno minuti di apprensione, quelli che separeranno l’entrata in atmosfera dall’atterraggio di Schiaparelli. La sonda entrerà ad una velocità di 21mila km/h per rallentare fino ai 1.700 km/h. Da quel momento grazie ad un paracadute e ad un sistema di motori frenanti, la velocità dovrebbe ridursi per permettere alla sonda di toccare Marte indenne. Il tutto avverrà senza che gli scienziati a terra possano fare nulla: sarà come trattenere il respiro per 6 lunghissimi minuti.

Causa anche il ritardo nelle comunicazioni tra Terra e Marte (i due pianeti distano in media 225 milioni di km), si dovrà attendere le 18.33 ora italiana per avere i primi segnali da Schiaparelli, che avrà raccolto i primi dati inviandoli alla centro di controllo. Ma dovremmo aspettare la mattina del 20 ottobre per avere le prime immagini scattate dalle cameri di bordo.

Exomars
Il momento della separazione tra il Tgo e Schiaparelli. Credit: Esa

ExoMars in diretta

L’Esa trasmetterà la diretta dell’atteraggio via streaming, mentre da Palazzo delle Esposizioni a Roma, si terrà l’evento “Italy goes to Mars”, organizzato dall’Agenzia spaziale italiana insieme a Esa, Inaf, Leonardo- Finmeccanica, Thales Alenia Space Italia e National Geographic, che saranno collegati con il centro di controllo a Darmstadt, in Germania.

Chi era Giovanni Schiaparelli

Il nome della sonda lo si deve a Giovanni Schiaparelli, uno dei più grandi astronomi italiani mia esistiti. A lui si deve la scoperta della presenza di strutture lineari sulla superficie di Marte, chiamate poi canali. Fu senatore del Regno d’Italia, membro dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia delle Scienze di Torino e del Regio Istituto Lombardo. Sono stati dedicati a questo grande astronomo un asteroide, l’omonimo cratere omonimo sulla Luna e quello su Marte. E lo Schiaparelli Dorsum su Mercurio. A lui è dedicato anche l’osservatorio astronomico di Varese, visitabile arrivando a Campo dei Fiori.

Perché questo viaggio è così importante

ExoMars si compone di due moduli, entrambi con ruoli vitali per la missione. Il Tgo, che entrerà nell’orbita marziana e ci resterà ben 4 anni, analizzerà l’atmosfera e la sua composizione, cercando tracce di metano, vapore acqueo biossido di azoto. Indizi chiave per comprendere le possibili tracce di vita microbiologica sul pianeta, ovvero i marziani.   La missione di Schiaparelli invece, che dovrà affrontare quella definita come la stagione delle tempeste di polvere, durerà molto meno: da 2 a 8 sol (i giorni marziani, simili ai nostri). Durante questi giorni raccoglierà dati sull’atmosfera. Anche in questo caso cercherà tracce di metano (CH4).


Perché il metano? Perchè potrebbe essere di origine biologica. Ma il ruolo più importante di questo rover è che fornirà all’agenzia spaziale europea i dati per impostare la prossima missione: ExoMars 2. Quella che dovrebbe portare un rover molto simile ad Opportunity sul pianeta rosso, che ormai è sempre più vicino.

Articoli correlati