L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Un nuovo studio ha rivelato che le falene svolgono un ruolo vitale come impollinatori notturni, più importante e ampio di quanto si ritenesse.
Le api sono le superstar dell’impollinazione. Sono simpatiche, carismatiche, colorate, fanno perfino il miele, e finiscono dunque per prendersi tutto il merito per questo fondamentale servizio ecosistemico, da cui dipende anche la nostra sicurezza alimentare.
Leggi anche: Come se la sono passata le api durante il lockdown
Le falene, invece, sono decisamente meno attraenti. Hanno solitamente colori più cupi, hanno grandi corpi, privi della grazia delle farfalle, sono ricoperte da una fitta peluria e, a causa delle loro abitudini crepuscolari, simboleggiano la notte. Eppure anche questi insetti contribuiscono in maniera determinante all’impollinazione di numerose specie di piante selvatiche negli ambienti agricoli.
È quanto rivelato dallo studio Nocturnal pollinators strongly contribute to pollen transport of wild flowers in an agricultural landscape, pubblicato sulla rivista Royal society biology letters. Le reti di trasporto del polline delle falene, secondo i ricercatori della University college London (Ucl), sono perfino più grandi e complesse di quelle degli impollinatori diurni, come api e farfalle.
Leggi anche: Il 40% degli insetti è a rischio, e il pianeta trema
Per comprendere il ruolo delle falene nell’impollinazione, i ricercatori hanno monitorato l’attività di questi lepidotteri intorno ad alcuni stagni nelle aree agricole di Norfolk, nell’Inghilterra orientale. Il 45 per cento delle falene osservate trasportava polline, proveniente da 47 diverse specie di piante, tra cui alcune su cui raramente si posano api, bombi e farfalle. Questi ultimi insetti, secondo gli autori dello studio, tendono a concentrarsi sulle piante che offrono abbondanti fonti di nettare e polline, mentre le falene sarebbero meno “schizzinose”.
Leggi anche: Baviera, grande successo della petizione salva api, diventerà una legge
“In base a ciò che abbiamo osservato, le falene tendono ad essere generaliste, il che significa che non visitano specificamente un ristretto gruppo di fiori – ha spiegato Richard Walton, autore principale dello studio – ma qualsiasi tipo di fiore a cui riescono ad accedere”.
Mentre la maggior parte degli impollinatori trasporta il polline tramite la propria proboscide, le falene lo trasportano prevalentemente con ventre e torace. Lo raccolgono involontariamente con i loro grandi e pelosi corpi quando si posano su un fiore per nutrirsi. “Questo felice incidente aiuta il polline ad essere facilmente trasportato durante le successive visite ai fiori”, ha affermato Walton.
Leggi anche: Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api
Grazie al loro lavoro, le falene completano il lavoro delle api e degli altri impollinatori diurni, colmando alcune lacune ecologiche. “Le falene notturne hanno un ruolo ecologico importante ma trascurato – ha dichiarato l’autore principale della ricerca -. Contribuiscono a mantenere variegate e abbondanti le popolazioni di piante”.
Da anni abbiamo preso coscienza della necessità di tutelare gli impollinatori diurni, vittime di un drastico calo delle popolazioni, con forti implicazioni negative per gli ecosistemi e per le colture ad uso umano. Questa logica conservazionista (in ogni caso ancora inadeguata) va estesa anche agli impollinatori notturni e crepuscolari, che rappresentano taxa molto più ricchi di specie, troppo spesso trascurati.
Leggi anche: Gli insetti impollinatori garantiscono la nostra corretta alimentazione
È dunque necessario agire con urgenza per arginare il calo delle popolazioni di falene, anch’esse diminuite drasticamente a partire dagli anni Settanta, a causa dei cambiamenti nell’uso del suolo e al crescente uso di pesticidi. La scomparsa di questi insetti, oltre a danneggiare le piante che da essi dipendono per riprodursi ed espandere il proprio areale, mette a rischio anche la sopravvivenza dei vertebrati che se ne nutrono, come pipistrelli e uccelli.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Alle piante medicinali e aromatiche, da cui dipendono i nostri sistemi alimentari, medicinali e culturali, è dedicata la Giornata mondiale della natura selvatica 2026.
In Parlamento è iniziato l’iter per il decreto legislativo che adotterà il regolamento europeo: le associazioni chiedono più finanziamenti per il piano.
Nel 2025 sono oltre 3.800 le tartarughe marine nate nelle spiagge del Salento. La tutela delle spiagge dove nidificano è contesa dai gestori dei lidi.
Oggi, 12 agosto, è la Giornata mondiale degli elefanti. Humane world for animals da oltre 25 anni si impegna nella tutela di uno dei mammiferi più grandi del nostro Pianeta, purtroppo a rischio di estinzione.
Pulizia automatica e smart, anche in case “vissute”: l’ultimo robot aspirapolvere e lavapavimenti è pensato per semplificare la vita quotidiana.
In un’epoca in cui consapevolezze e dati non mancano gli allevamenti intensivi continuano ad aprire, come nel caso del maxiallevamento di galline ovaiole ad Arborio. A spese di ambiente, persone e animali.
L’obiettivo è vietare il commercio interno di parti di pangolino, il mammifero selvatico più trafficato al mondo.
Humane World for Animals non è solo un nome, ma un’intera comunità proiettata verso un futuro in cui non esista più l’insensata divisione fra animali da amare e animali da sfruttare.


