Scopriamo il giovane attivismo per il clima internazionale, a Ferrara

In occasione di Internazionale a Ferrara, abbiamo incontrato due giovani attivisti: Daze Aghaji di Extinction Rebellion ed Alexander Fiorentini di Fridays for future. Che ci hanno portato ad esplorare due mondi diversi fra loro, ma con lo stesso obiettivo.

Città rinascimentale, di quel periodo ha conservato non soltanto l’architettura, ma pure la vitalità. Studenti col coraggio di prendere posizione, giornalisti con la voglia di raccontare il mondo con i propri occhi, giovani e famiglie desiderosi di conoscerlo. Un viavai di persone che brulicano per le vie di Ferrara, in bilico fra passato e presente, ma proiettata verso il futuro, come l’ombra del Castello Estense in una piacevole giornata di ottobre. Ad animare la località emiliana ci sono gli appuntamenti del festival che Internazionale, settimanale che raccoglie articoli da ogni continente, organizza dal 2007. Offrendo a chiunque lo sogni la possibilità di gustare le storie raccolte dai più grandi reporter e fotografi.

Gli obiettivi di Extinction Rebellion secondo Daze Aghaji

Incontriamo Daze Aghaji nella corte di Palazzo Crema. Con le Birkenstock ai piedi, il top a stampa animalier che s’intravede sotto la felpa, la borraccia targata Extinction Rebellion in mano ed un timido sorriso disegnato sul volto, sembra in contrasto con la cornice regale dove ci troviamo, eppure vi s’inserisce perfettamente. Gli occhi le brillano. “Studio storia all’università. Adoro questo posto”. Saliamo le scale ed entriamo nel salone dalle pareti affrescate. Ci sediamo, e lei fa un respiro profondo. “Sono reduce da un viaggio in treno di venti ore”, spiega. Da Londra, dove vive, ha scelto di raggiungere l’Italia senza prendere l’aereo per evitare d’inquinare.

A soli diciannove anni, ha le idee chiare. “L’obiettivo principale di Extinction Rebellion è semplice: dire la verità”, racconta l’attivista, che a febbraio di quest’anno ha deciso di prendere parte al movimento ecologista nato nel suo paese. “Dire la verità significa riconoscere la crisi climatica, dichiarando lo stato di emergenza. Dopodiché serve agire in fretta; ognuno di noi è chiamato a cambiare le proprie abitudini. Sogniamo, infine, di riportare la democrazia nella vita della gente comune: una democrazia vera, priva di ostacoli burocratici”, conclude Aghaji.

Il segreto del successo delle manifestazioni per il clima 

Per portare avanti questi obiettivi, a maggio si è candidata al Parlamento europeo con la lista Climate and ecological emergency. “In Inghilterra si parlava solo della Brexit”. Getta indietro la testa e scoppia in una risata melodiosa. “Non dico che non sia importante, ma ritengo che in un periodo come questo non si meriti tutte le prime pagine”. Per questo ha voluto farsi portavoce delle tematiche ambientali nel dibattito politico. Dato che attualmente in Italia si sta valutando la possibilità di abbassare l’età per votare a sedici anni, sorge spontaneo chiederle cosa ne pensa. “Vi dico solo che il referendum sulla Brexit è stato indetto proprio quando avevo sedici anni. Se i miei coetanei ed io avessimo potuto esprime la nostra opinione, l’esito sarebbe stato diverso a mio parere”. Una risposta che lascia poco spazio ai dubbi. “Credo sia questa la ragione del successo di manifestazioni come quelle di Extinction Rebellion: i giovani possono finalmente far sentire la propria voce. Non puoi votare, ma puoi comunque scendere in piazza e protestare”.

La settimana della ribellione internazionale

Dal 7 al 13 ottobre gli attivisti occuperanno pacificamente Westminster, nel cuore della capitale inglese, in occasione della settimana della ribellione internazionale. Manifestazioni si terranno in oltre sessanta paesi a pochi giorni dalla Climate action week, organizzata dall’altro movimento ambientalista che sta raccogliendo milioni di sostenitori: Fridays for future, ispirato da Greta Thunberg. A differenza di lei, che sfrutta la diplomazia, “noi di XR abbiamo scelto la strada della disobbedienza civile”, chiarisce Daze Aghaji. “Ma le diversità sono fondamentali nell’attivismo, così ognuno può trovare il proprio ruolo all’interno di questa lotta”.

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Alexander Fiorentini, attivista di Fridays for future, a Ferrara
Alexander Fiorentini, attivista di Fridays for future © Elisabetta Scuri/LifeGate

Extinction Rebellion vs Fridays for future

Nel frattempo ci ha raggiunto Alexander Fiorentini, co-fondatore di Fridays for future Forlì-Cesena. “Conosco alcuni ragazzi che militano per entrambe le organizzazioni, ma sono tentati di lasciare Fridays for future perché finora non hanno visto cambiamenti reali, mentre credono con Extinction Rebellion di poter ottenere risultati concreti”, rivela. In ogni caso concorda con Agahji. “La scelta di accostarsi ad un gruppo piuttosto che a un altro dipende dal carattere di ciascuno. Fff ha la duplice finalità di esercitare pressioni a livello politico e sensibilizzare l’opinione pubblica”.

Non si tratta di una competizione, quindi, ma di un viaggio da fare insieme. Nel corso della settimana di azione per il clima sono scese nelle piazze di tutto il mondo circa 7,6 milioni di persone; l’augurio è che durante quella della ribellione internazionale saranno ancora di più. Senza tifare per una squadra o per l’altra. Perché taglieranno il traguardo insieme. “Abbiamo dimostrato di non essere ‘bamboccioni’. In una piccola città come Forlì, vedere un gruppo di venti, trenta manifestanti che si riuniscono regolarmente tutte le settimane, anche d’estate, ha dell’incredibile”, conclude Fiorentini. Abbiamo ripreso in mano le redini del nostro futuro, semplicemente perché vogliamo averne uno”.

Nessuno dice che sarà facile. Terminata la battaglia, si conteranno i caduti. Vite spezzate dall’inquinamento, dalle ondate di calore, dagli uragani. Difensori dei diritti che hanno calpestato qualche piede sbagliato. Ma se l’umanità potrà ricordarli, vorrà dire che non avranno combattuto invano.

Foto in anteprima © Elisabetta Scuri/LifeGate
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