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Se dall’8 al 18 agosto sarete in Sardegna, sappiate che c’è un evento al quale sarebbe meglio non mancare, in realtà non è una sola manifestazione ma un vero e proprio Festival che permette, seguendo tutte sue le tapppe, di conoscere un’isola diversa, di ascoltare musicisti di fama internazionale e di goderne in paesaggi unici.
Se dall’8 al 18 agosto sarete in Sardegna, sappiate che c’è un evento al quale sarebbe meglio non mancare, in realtà non è una sola manifestazione ma un vero e proprio Festival che permette, seguendo tutte sue le tapppe, di conoscere un’isola diversa, di ascoltare musicisti di fama internazionale e di goderne in paesaggi unici.
Time in Jazz regala il meglio della musica jazz, ma non solo, da 28 anni, tantissimi, grazie all’intuizione di chi questo genere musicale lo ama e lo fa amare nel mondo: Paolo Fresu. È lui che, sardo, trombettista di fama mondiale, ha portato il jazz nella sua terra creando ogni estate un rapporto più stretto e vitale tra note e territorio. Simile a ciò che vi abbiamo già raccontato parlando de I Suoni delle Dolomiti in Trentino al quale, non a caso, anche Paolo Fresu partecipa ogni anno.
Il programma è vastissimo e viaggia, letteralmente: gli artisti si esibiscono in vari centri del nord Sardegna, fra Gallura e Logudoro, in luoghi anche insoliti, non comunemente dedicati alla musica e forse per questo più affascinanti. Quindi non fatevi ingannare: è conosciuto come il Festival di Berchidda, ma non si suona solo lì.
Quando scriviamo insoliti, lo sono davvero: si decolla sabato 8 agosto sulle ali di un aereo di linea della compagnia Meridiana in volo dalla Penisola verso la Sardegna: partenza dall’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna alle 18,10, arrivo previsto alle 19,15 al “Costa Smeralda” di Olbia. A bordo, insieme ai passeggeri, Paolo Fresu con la sua tromba e il suo flicorno, per un concerto ad alta quota simbolicamente perfetto per inaugurare questa edizione del festival dal titolo “Ali sarde“.
Oppure a Calangianus, l’11 agosto potreste assistere al concerto della Piccola Orchestra Gagarin formata dal violoncellista israeliano-russo Sasha Agranov, dal chitarrista sardo Paolo Angeli e dal batterista catalano Oriol Roca. In un ex-convento, il trio presenta in anteprima “Vostok”, un nuovo viaggio in forma di suite che ripercorre l’avventura della capsula che oltre mezzo secolo fa, il 12 aprile 1961, portò il primo essere umano in orbita intorno alla terra: Yuri Gagarin.
Sono solo due dei numerosi appuntamenti che aspettano i sardi, i turisti e chiunque ami la musica e soprattutto questa terra, almeno quanto gli organizzatori che con il progetto Green Jazz danno voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, mirando in particolare a ridurre l’impatto del Festival sul territorio e a promuovere una serie di iniziative e comportamenti responsabili volti a tutelare un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore.
Ottima musica, attenzione per il territorio e condivisione: fate un salto a Time in Jazz.
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