Investimenti sostenibili

Filippine, sono le banche occidentali a finanziare (ancora) il carbone

In un territorio fragile come le Filippine, sono in costruzione decine di centrali a carbone. “Merito” delle grandi banche americane ed europee.

Le Filippine sono tra gli Stati più vulnerabili in assoluto di fronte alle disastrose conseguenze dei cambiamenti climatici. Tanto da essere state flagellate a più riprese, negli ultimi anni, da catastrofici tifoni: uno degli ultimi in ordine di tempo è stato Haima, alla fine del 2016. E ospitano già numerose centrali a carbone attive, con una capacità installata di 7.282 MW. In sintesi, non si può certo dire che la strada da intraprendere sia quella del carbone. Eppure, le grandi banche continuano imperterrite a finanziare le energie fossili, chiudendo gli occhi di fronte alle loro drammatiche conseguenze.

Tutto il carbone delle Filippine  

Il duro atto d’accusa arriva da uno studio pubblicato da una serie di ong: Rainforest Action Network, BankTrack, Sierra Club e Oil Change International. Per cominciare, i numeri. Al momento, nelle Filippine, sono attive 38 centrali a carbone. Ma per altre 52 sono stati presentati i progetti o sono già stati avviati i lavori. Il carbone, però, risulta proprio l’opzione meno responsabile e sostenibile. Proprio di recente, uno studio ha ribadito che – per la particolare conformazione geografica del territorio delle Filippine, costituito da oltre 7mila isole – le rinnovabili si rivelano nettamente più competitive rispetto alle fonti fossili, che risultano inaffidabili.

Uragano Filippine
La distruzione provocata dall’uragano Haiyan nelle Filippine, nel 2013  ©Chris McGrath/Getty Images

Le banche che finanziano il carbone

Ma chi continua a foraggiare la costruzione di centrali a carbone? Inaspettatamente, stiamo parlando di nomi molto noti nei Paesi occidentali. La compagnia statunitense AES Corporations riceve finanziamenti da JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Citi, Goldman Sachs e Credit Suisse. La filippina San Miguel Corporations, invece, da Standard Chartered, Credit Suisse, UBS e ING. Le banche elvetiche Credit Suisse e UBS, e l’olandese ING, finanziano anche la coreana Kepco.

Gloria Capitan Filippine
Gloria Capitan, l’attivista uccisa nelle Filippine. Foto tratta da Facebook

Le proteste della popolazione filippina

Al di là dell’impatto ambientale, il carbone è anche una minaccia per la popolazione, che da mesi fa sentire la propria voce per opporsi ai progetti più critici e impattanti. Come Batangas, Altimoa e Limay, che comportano spostamenti forzati di decine e decine di famiglie, che non sono nemmeno state consultate preventivamente. Il 4 luglio 2016 queste manifestazioni hanno avuto risvolti tragici con l’uccisione dell’ambientalista Gloria Capitan, che si batteva contro i progetti di espansione del colosso del carbone Mariveles nella provincia di Bataan, a circa sessanta chilometri da Manila.

 

Foto in apertura © 350.org / Flickr

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