Per le case automobilistiche la Formula E è un prezioso laboratorio di innovazione per sperimentare la tecnologia delle auto elettriche del prossimo futuro. Ma per gli spettatori e per gli appassionati di motorsport? Si tratta di una competizione interessante o, come alcuni sostengono, di una sorta di “parente povera” della Formula 1 che serve più che altro come veicolo pubblicitario per una maggiore diffusione delle auto elettriche? James Barclay, team principal di Jaguar TCS Racing nonché managing director di Jaguar Land Rover Motorsport, non ha dubbi in proposito. Tracciando un bilancio dell’esperienza del marchio – che partecipa dal lontano 2016 al campionato mondiale di Formula E – spiega come “diventare campioni del Mondo a squadre e vincere il trofeo costruttori inaugurale nella decima stagione è stato un risultato incredibile, nonché il culmine di un enorme sforzo di squadra. È stata anche la prima vittoria del Campionato del Mondo per Jaguar dal 1991, quindi un momento storico, ma non si può restare fermi troppo a lungo nella Formula E.
Come si sono evolute negli anni le monoposto
Mai cullarsi sugli allori, dunque. Questo perché nell’arco di poco tempo le monoposto si sono evolute in maniera rapidissima. Dalla Gen1, la vettura che scese in pista a Pechino nel 2014 nel corso del primo E-Prix nella storia della categoria, all’attuale Gen3, tutto è cambiato in termini di potenza, velocità, peso delle vetture e delle batterie, efficienza energetica e rigenerazione; il tutto in attesa del debutto della Gen4 nel 2026, che sarà in grado di erogare una potenza massima di 600 kW, un salto notevole rispetto ai 350 kW della Gen3 e soprattutto in confronto ai 200 kW della prima generazione.
“Il motorsport – evidenzia Barclay – ha sempre ampliato i confini della tecnologia e dell’innovazione. Il design delle auto da corsa è cambiato enormemente nel corso del tempo e ora possono andare molto più veloci, mentre nel caso di un campionato come la Formula E stiamo gareggiando con la prima auto da corsa al mondo a zero emissioni di carbonio netto, nel primo sport al mondo a zero emissioni di carbonio netto”. Tutto cambia, insomma, tranne una cosa: “L’azione in pista è rimasta altrettanto emozionante e competitiva, anche perché la Formula E vanta gli schieramenti di piloti più competitivi di qualsiasi campionato di sport motoristici e perché in pochi anni la tecnologia ha spinto le monoposto fino a un livello davvero superiore”.
La Formula E cresce di pari passo con i modelli elettrici stradali
Spesso la Formula 1 e la Formula E vengono paragonate per il loro impatto sulle case automobilistiche, sui piloti e sugli spettatori. E anche se permangono delle grandi differenze – parliamo, oltretutto, di una competizione storica a confronto con una relativamente giovane – queste stesse differenze si stanno via via assottigliando. Anno dopo anno assistiamo a un aumento del seguito complessivo della Formula E sia sui social media che sui canali televisivi, ma anche in termini di partecipazione alle gare”.
Non a caso, negli anni sono aumentate in maniera considerevole le case automobilistiche che hanno deciso di prendere parte al campionato: oltre a Jaguar Land Rover ci sono Audi, BMW, Mercedes-Benz, Nissan, Porsche e Ds Automobiles, solo per citarne alcune. Quindi è sbagliato sostenere che la Formula E sia una manifestazione nata solo per pubblicizzare le auto elettriche; la verità è che i due segmenti, quello delle auto stradali alla spina e quello del motorsport, stanno crescendo di pari passo.
In pista si sperimentano la tecnologia delle auto del futuro
Il principale motivo che ha spinto un numero così rilevante di case automobilistiche a scendere in pista del campionato di Formula E, risiede proprio nella possibilità di sperimentare le soluzioni elettrificate che già ora si iniziano a trovare sulle auto da strada. Anzi, se possibile, nel caso delle monoposto elettriche l’avanzamento tecnologico è ancora più importante rispetto alla Formula 1: “Lo sport è una piattaforma incredibilmente influente nel guidare il cambiamento e anche il motorsport è stato molto importante per questo”. Di conseguenza “la crescente innovazione nella Formula E può essere allineata con lo sviluppo futuro delle auto da strada, forse più della Formula 1. Poiché Jaguar ha delineato un futuro completamente elettrico, la Formula E è il banco di prova perfetto per le tecnologie elettrificate in condizioni estreme”.
È quindi giusto definire la Formula E come un vero e proprio laboratorio di sperimentazione e non solo come una semplice competizione motoristica. “La Formula E – evidenzia Barclay – è sempre stata un laboratorio per testare tecnologie all’avanguardia. Quando ci prepariamo per le gare, prendiamo alcuni dei veicoli elettrici più innovativi e li mettiamo alla prova per vedere come si comportano in pista e se possono darci quel vantaggio cruciale rispetto ai nostri concorrenti. Facciamo correre la nostra auto su una piattaforma ad alte prestazioni per collaborare con tutti i nostri partner per testare, innovare e sviluppare tecnologie all’avanguardia. Queste vengono condivise in Jaguar Land Rover a vantaggio dello sviluppo futuro dei modelli da strada, offrendo ai clienti una gamma più ampia, prestazioni migliori ed esperienze più positive nell’utilizzo dei nostri prodotti”.
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