Cooperazione internazionale

Andrea Rocchelli, il fotografo morto “nello svolgimento dei suoi compiti”

Il fotoreporter Andrea Rocchelli e l’inteprete Andrei Mironov sono stati uccisi da colpi di mortaio mentre documentavano la situazione nella regione di Donetsk, in Ucraina.

Domenica 25 maggio non si è votato solo in Europa. Per l’Ucraina è stato il giorno delle elezioni presidenziali indette dal governo ad interim dopo la decisione dell’ex presidente Victor Yanukovich di rassegnare le dimissioni per le proteste di Euromaidan. Una serie di manifestazioni cominciate a novembre 2013 dopo che l’allora governo ucraino, politicamente vicino alla Russia, aveva deciso di interrompere i negoziati per raggiungere un accordo di libero scambio con l’Unione europea.

 

Ukraine Italy Journalist Killed

 

Una giornata fondamentale che il fotografo italiano Andrea Rocchelli si stava preparando a documentare. Rocchelli aveva scelto di seguire le elezioni in una delle regioni più infuocate e filorusse dell’Ucraina, quella orientale di Donetsk, dove la maggior parte della popolazione non ha potuto votare.

 

Quando è stato ferito da un colpo di mortaio, sabato pomeriggio, stava viaggiando su un taxi per le strade di Sloviansk insieme all’interprete russo Andrei Mironov e al fotografo freelance francese William Roguelon, l’unico che è riuscito a salvarsi. I due colleghi e l’interprete hanno abbandonato l’auto per cercare di mettersi al riparo, ma delle decine di colpi sparati, uno è finito proprio dove si erano rifugiati Rocchelli e Mironov.

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che “l’uccisione di un operatore dell’informazione, nello svolgimento dei suoi compiti, richiama a tutti la tragedia che insanguina un paese a noi vicino anche in questi giorni così importanti per l’Europa”.

 

 

Andrea Rocchelli aveva 30 anni ed era originario di Pavia. Nel 2008 aveva fondato insieme ad altri tre fotoreporter Cesura, un collettivo fotografico con sede nella provincia di Piacenza. In questi anni aveva iniziato a lavorare su diversi progetti. Tra i più recenti c’è un documento sugli abusi sui civili negli stati russi della Cecenia, della Inguscezia e del Daghestan, mentre nel 2010 ha collaborato con l’organizzazione non governativa americana Human Right Watch per seguire la crisi etnica nel Kirghizistan meridionale. Nel 2011 ha documentato le rivolte della primavera araba in Tunisia e in Libia.

 

Per la cronaca, le elezioni presidenziali sono state vinte da Petro Poroshenko, 48 anni. A metà dello spoglio il candidato europeista avrebbe ricevuto circa il 54 per cento dei voti. Poroshenko è anche conosciuto come “il re del cioccolato” perché proprietario dell’azienda che produce dolci Roshen.

Articoli correlati