Malgrado i tagli di Donald Trump e un’eruzione vulcanica, l’osservatorio di Mauna Loa che dal 1958 monitora la CO2 nell’atmosfera non chiuderà.
Il ministero della Salute francese ha indicato in quasi 1.500 il totale delle vittime del caldo estremo che ha colpito la nazione europea durante l’estate
Un’autentica strage. Il bilancio delle vittime delle due ondate di caldo estremo che hanno colpito la Francia dapprima alla fine di giugno, quindi durante il mese di luglio, è agghiacciante. Secondo quanto comunicato dal ministro della Salute di Parigi, Agnès Buzyn, sono quasi 1.500 le persone che hanno perso la vita a causa della canicola.
Les canicules de l’été ont fait 1500 morts https://t.co/QgsinUze3H
— Le HuffPost (@LeHuffPost) September 8, 2019
Il governo francese ha quindi specificato nel dettaglio che “1.435 morti” sono considerati “in eccesso” rispetto alla media. Dunque imputabili, secondo le autorità di Parigi, al caldo eccessivo. In particolare, “567 nel corso della prima ondata, e 868 durante la seconda, il che equivale ad una sovra-mortalità del 9,1 per cento”. Alla fine di giugno in Francia è stato registrato il record assoluto di caldo: alle 16:20 di venerdì 28 giugno il termometro nella città di Gallargues-le-Montueux ha toccato i 45,9 gradi centigradi. Superando di due decimi di grado il precedente massimo storico, che era stato toccato il 12 agosto del 2003, sempre nella stessa zona, a Saint-Christol-lès-Alès e a Conqueyrac, con 44,1 gradi.
Les chiffres viennent d’être dévoilés ! Les canicules de juin et juillet ont fait 1500 morts en France. pic.twitter.com/BmdwczIhgV
— INFO Roubaix (@RoubaixInfo) September 8, 2019
A fine luglio, inoltre, a Parigi sono stati raggiunti e superati i record cittadini. Alle ore 16:32 di giovedì 25 luglio il termometro nella storica stazione meteorologica del parco Montsouris ha toccato i 42,6 gradi centigradi. Sbriciolando il precedente record storico, di 40,4 gradi, che risaliva al 1947. Anche la temperatura minima era stata la più alta di sempre, con 26,4 gradi alle 5 del mattino.
Il numero di morti è stato in ogni caso nettamente inferiore a quello registrato nel corso dell’estate del 2003. All’epoca, però, ha ricordato Buzyn, “la canicola era durata venti giorni di seguito. Quest’anno, abbiamo avuto un totale di diciotto giorni, ma divisi in due episodi”.
Il ministro ha infine spiegato che, “nella metà circa dei casi, le persone decedute avevano più di 75 anni”, ma tra le vittime ci sono anche adulti e giovani, “nonché una decina di persone morte mentre lavoravano”.
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