Omeopatia

Difendere i nostri occhi dal freddo: rimedi omeopatici

Occhio gonfio per un colpo di freddo? Sintomi, cause e rimedi omeopatici per prevenire e curare la congiuntivite da agenti esterni irritanti che colpisce gli occhi.

Una corretta lubrificazione della superficie congiuntivale è essenziale per mantenere la salute dell’occhio anche in caso di secchezza o gonfiore a causa di un colpo di freddo o d’aria. Quando questa viene a mancare, i nostri occhi ne risentono e si vede, ad esempio, quando ci vengono le occhiaie.

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I rimedi omeopatici per il colpo di freddo o il colpo d’aria all’occhio © Ingimage

Sintomi del colpo di freddo all’occhio

Le lacrime sono un elemento di fondamentale importanza per una corretta idratazione, specie in inverno. Il freddo intenso congestiona le ghiandole che producono la componente oleosa delle lacrime, che diventano così meno efficienti nel loro ruolo di lubrificante oculare.

Al di sotto degli zero gradi la percentuale di umidità dell’aria si riduce e lo stress degli occhi aumenta, provocando uno dei sintomi principali del colpo di freddo all’occhio quali la secchezza, e quindi la tendenza a lacrimare. Sia il vento sia l’eccessivo riscaldamento degli ambienti interni peggiorano ulteriormente la situazione causando una maggior disidratazione. In tutti questi casi, i medicinali omeopatici possono svolgere un ruolo importante per affrontare i disturbi agli occhi.

Rimedi omeopatici contro la congiuntivite

Chi soffre in questa stagione di disfunzione lacrimale, comunemente detta “occhio secco”, può applicare subito due gocce del collirio omeopatico Euphralia, ripetendo l’applicazione al bisogno anche più volte al dì per avere occhi belli tutto l’anno. Questo collirio è a base di Euphrasia officinalis e Chamomilla vulgaris, due sostanze attive tradizionalmente utilizzate dalla farmacologia omeopatica nel trattamento dei più frequenti disturbi dell’occhio. Il collirio Euphralia può essere usato in tutta sicurezza da bambini, portatori di lenti a contatto e pazienti che seguono altre terapie farmacologiche. È confezionato in monodose e questo garantisce la sterilità e l’integrità a ogni singola somministrazione.

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La Chamomilla vulgaris è una sostanza usata tradizionalmente nell’omeopatia nel trattamento dei disturbi che colpiscono gli occhi, tra cui l’occhio secco a causa del freddo © Ingimage

 

È possibile utilizzare anche due medicinali omeopatici in granuli, da sciogliere in bocca, preferibilmente sotto la lingua, che danno ottimi risultati nell’occhio secco: Bryonia alba 9 CH, cinque granuli per tre volte dì per almeno un mese, è particolarmente indicato quando gli occhi stanno meglio con applicazioni fredde ed esercitando una “compressione” sugli occhi. Alumina 9 CH, cinque granuli per tre volte al dì per almeno un mese, è consigliato se anche la pelle del viso e del corpo risulta secca.

L’aria fredda e il vento possono anche provocare delle infiammazioni alla congiuntiva. Chi soffre di congiuntivite irritativa può beneficiare, sempre grazie a Euphralia, di un immediato sollievo: ne vanno instillate 3-4 gocce, 4 volte al giorno, e si può ripetere l’applicazione al bisogno anche più volte al dì. Il medicinale omeopatico Apis mellifica 15 CH, 5 granuli per tre volte dì per almeno 20/30 giorni, è indicato se sono presenti secrezione congiuntivale, edema e gonfiore palpebrale con dolore oculare pungente e bruciante e sensazione di miglioramento con applicazioni fredde. Aconitum napellus 9 CH, 5 granuli per tre volte dì per almeno 20/30 giorni, è utile invece se l’arrossamento oculare compare all’improvviso e si sviluppa rapidamente e se il paziente lamenta anche dolori oculari e un peggioramento dei sintomi a seguito di un’esposizione al vento o per un colpo d’aria.

A cura del dott. Giorgio De Santi, oculista esperto in omeopatia, dirigente medico presso l’Ospedale di Rho

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