Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Un’ ’estensione verso sud di un fenomeno di bassa pressione sul Circolo polare artico ha portato il freddo polare in America del Nord causandone il blocco
L’America del Nord sta vivendo giorni polari. Dal primo gennaio le temperature sono crollate raggiungendo livelli mai visti da oltre 20 anni. Canada e Stati Uniti hanno registrato punte negative anche di -50 gradi centigradi (°C). Finora la città con la temperatura “peggiore” è stata Comertown, in Montana, con -53°C.
Il freddo polare (che si può vedere in questo articolo su Sploid) è causato da un’estensione verso sud di un fenomeno di bassa pressione sul Circolo polare artico, ma che negli ultimi giorni si è rafforzato fino a coinvolgere gran parte dell’America del Nord.
Le regioni più colpite sono quelle degli Stati Uniti nordorientali, in particolare quella dei grandi laghi che comprende stati canadesi e americani (come Ontario, Québec, Illinois e Minnesota) dove i venti hanno raggiunto una velocità di 96 chilometri orari.
Il gelo avrebbe causato finora dieci morti in modo diretto. Altri dieci in seguito a incidenti stradali provocati dalle strade ghiacciate. Il 6 gennaio sono stati cancellati oltre quattromila voli, la maggior parte dei quali all’aeroporto di Chicago.
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