La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Secondo quali criteri compriamo una mela o un peperone, quando siamo al supermercato? I più attenti si accertano che si tratti di prodotti biologici, a km zero, genuini. Quasi tutti, quando li scegliamo, vogliamo che siano “belli” e in buono stato. Eppure chi coltiva un orto (o anche solo una pianta di pomodoro sul balcone)
Secondo quali criteri compriamo una mela o un peperone, quando siamo al supermercato? I più attenti si accertano che si tratti di prodotti biologici, a km zero, genuini. Quasi tutti, quando li scegliamo, vogliamo che siano “belli” e in buono stato. Eppure chi coltiva un orto (o anche solo una pianta di pomodoro sul balcone) lo sa: i frutti che Madre Natura regala non sono sempre gradevoli, dal punto di vista estetico, anzi. Ma allora perché quando facciamo la spesa ci comportiamo diversamente?
Devono esserselo chiesto anche i dirigenti della catena francese di supermercati Intermarché, che hanno lanciato, per tutto il 2014, la campagna Inglorious fruits and vegetables, un’iniziativa volta a valorizzare e a vendere gli ortaggi brutti per evitare gli sprechi alimentari. La catena d’oltralpe ha anche prodotto un video promozionale.
La frutta e la verdura dalle forme strane hanno dunque a disposizione un apposito banco nel reparto ortofrutta, con un packaging proprio che ne valorizza la “bellezza interiore”, cioè la bontà e genuinità del prodotto.
Intermarché ha voluto in questo modo sensibilizzare i consumatori sul problema molto spinoso dello spreco alimentare: secondo dati Fao, ogni anno il 30 per cento del cibo prodotto per il consumo umano viene sprecato, mentre secondo l’Unep, il programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il cibo buttato o lasciato marcire equivale alla metà della produzione di cereali annua mondiale.
Uno dei motivi riguarda appunto la qualità estetica dei prodotti. Non sarebbe allora meglio acquistare frutta brutta e sprecare meno?
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.
Le fiamme nella Patagonia argentina hanno già bruciato 150 kmq di territorio. Eppure, nel 2025 il presidente Milei ha tagliato del 70% le risorse antincendio.
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha inventato un filtro bio based che trattiene il 99 per cento delle microplastiche durante il lavaggio.
[Foto © Intermarché]
[Foto © Intermarché]
[Foto © Intermarché]