Omeopatia

Ginecologia naturale: solidarietà naturale

Ginecologia e medicina naturale sono un incontro felice per tutte le donne decise a prendersi cura di se stesse, ne parliamo con la Dott.ssa Stefania Piloni

Disturbi grandi e piccoli possono trovare risoluzione in una
visita che prevede un esame ginecologico tradizionale e una
risposta integrata fra i principi della medicina classica e i
rimedi di quella naturale. I motivi di incontro sono molteplici,
dalla visita annuale di routine con pap test, al consulto per un
motivo preciso.
Ne parliamo con la dott.ssa Stefania Piloni specialista in
ginecologia e ostetricia, terapista alla LifeGate Clinica
Olistica.

Cosa l’ha portata a questa scelta professionale?
Non è un mestiere soltanto. Ho scelto le donne per la loro
vocazione a raccontarsi, per il carattere, per le storie vibranti a
fior di pelle. Le loro voci sono tutta la mia giornata: il corpo
che chiede accudimento, l’intimità che vuole ascolto, le
grida in sala parto, le lacrime di una storia difficile da
raccontare. Il coinvolgimento è davvero emozionante.

E perché la medicina naturale?
Perché vuol dire dare fiducia al corpo, saper attendere,
accogliere la sfida di volersi conoscere e ascoltare i segni,
accettare che il sintomo sia un segnale. Proprio così,
è un segnale luminoso e spegnerlo può essere
più pericoloso che accettare di comprenderlo. Per questo ho
cercato una medicina nuova, che non fosse “soppressiva” ma che
creasse armonia.

In che cosa si differenza la ginecologia naturale da quella
“ufficiale”?

E’ semplicemente un arricchimento, unisce due competenze. Ogni
giorno mi occupo “ufficialmente” di ecografia, sala operatoria e
prescrizioni tradizionali. Ma essere omeopata e fitoterapeuta
permette di approfondire e offre più risposte. L’approccio
è lo stesso della Medicina Integrata: due strade da
percorrere insieme, una tradizionale e l’altra naturale, una
necessaria per arrivare alla diagnosi, l’altra indispensabile per
raggiungere l’anima.

Puoi descrivere come si svolge una tua prima visita
ginecologica?

La visita è assolutamente tradizionale e il pap test
è sempre quello, così come la palpazione al seno o
un’ecografia. Il colloquio invece è analogico e cerca
l’approfondimento, l’avventura di scoprire un carattere, un
disagio. Prima di raggiungere questa sfera personale chiedo spesso
di potervi accedere, perché le porte devono aprirsi senza
essere forzate: il miglior racconto lo offriamo solo a una persona
gradita.

Perché ti sei avvicinata all’approccio naturale?
Perché mi interessa la persona, il malato, non la sua
malattia. Desideravo una competenza a tutto spessore che non
frantumasse le persone in tante parcellizzazioni specialistiche.
L’omeopatia è stata la risposta, una disciplina che ha
nutrito lo sguardo d’insieme che cercavo. Sopprimere una malattia
non significa guarirla. A volte curiosamente la malattia si sposta
e cambia strada, un sedativo per la tosse può aprire la
strada a un eczema…un antidolorifico a una gastrite…

Sei soddisfatta del lavoro che stai svolgendo con la medicina
naturale?

Molto, e le donne lo sono con me, felici di trovare una risposta
che non sia la solita terapia ormonale, la pillola già
usata, l’antidolorifico che brucia lo stomaco, l’ennesimo
antibiotico. Soprattutto sulla malattia di lunga data la medicina
naturale lavora benissimo, perché risveglia il nostro
potenziale: diventare forti contro la malattia. Per un medico
tradizionale questa resistenza si chiama “sistema immunitario”, per
un omeopata è “forza vitale”.

Quale è, secondo te, il futuro della medicina?
E’ quello di essere una, grande e integrata. Tradizionale e
naturale insieme, l’unica alleanza possibile. Esercitata dai medici
con scienza, coscienza e amore.


Sonia Tarantola

pubblicato nel Magazine N17
gen/feb

 

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